Guido-Barbieri

Guido Barbieri è stato per quattro decenni docente di Storia ed Estetica della Musica in diversi conservatori italiani. E ha esercitato, nel medesimo arco di tempo, il mestiere del critico musicale: per II Messaggero di Roma, il Gazzettino di Venezia e, tra il 2000 e il 2020, per il quotidiano La Repubblica. Attualmente scrive regolarmente per pagine culturali de Il Manifesto. Collabora con diverse riviste musicali e ha diretto il trimestrale Suono Sud edito dall’Ismez, l’Istituto per lo Sviluppo Musicale del Mezzogiorno. Attualmente collabora con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana – Treccani per la redazione di diverse voci di argomento musicale. Ha pubblicato due volumi dedicati a Georg Friedrich Handel (Newton Compton) e a Le nozze di Figaro di Mozart (Gremese) e ha in corso di pubblicazione una monografia su Edgard Varèse. Ha collaborato, con quattro volumi, alla “Storia della Musica” pubblicata dal Gruppo Editoriale Gedi e alla Enciclopedia delle Arti Contemporanee diretta da Achille Bonito Oliva. Tuttora scrive saggi e tiene conferenze per le maggiori istituzioni musicali italiane. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Feronia per la critica musicale. Dal 1980 è una delle voci “storiche” di Radio 3, la terza rete radiofonicа della Rai, per la quale scrive e conduce tuttora diversi programmi: Radio 3 Suite, Wikiradio, Suona l’una e alcuni podcast. Nel 2001, in occasione del centenario verdiano, ha realizzato per Rai Sat la presentazione delle ventisette opere di Giuseppe Verdi ed è stato per diversi anni consulente musicale di Rai Educational. Attualmente collabora con Rai 5. E’ stato consulente per le attività musicali del Ministero degli Affari Esteri e oggi lavora come tutor presso la Biennale Musica di Venezia. Ha fondato e diretto numerose rassegne e manifestazioni: la stagione “Contemporanea” all’Auditorium di Roma con Oscar Pizzo e sotto la direzione di Carlo Fuortes, l’Associazione She Lives per la diffusione della musica del nostro tempo, il Comitato Terezin 17/10 dedicato al pogrom di artisti e intellettuali ebrei avvenuto a Birkenau il 17 ottobre 1944. Con Alessio Allegrini e un gruppo di musicisti delle maggiori orchestre italiane ha fondato la “Human Rights Orchestra”, il cui atto di fondazione è stato ospitato dal Senato della Repubblica sotto l’egida della Commissione per i Diritti Umani del Parlamento italiano. È stato direttore artistico della Società Aquilana dei Concerti, del Teatro delle Muse di Ancona, della Società dei Concerti Guido Michelli di Ancona, del Festival del Quartetto al Teatro dei Documenti di Roma, dell’Associazione Recitar Cantando di Pesaro, nonché membro del comitato artistico (insieme a Bernard Haitink, Diego Matheusz e Francesco Senese) del Festival sull’Acqua di Colico. Attualmente fa parte della direzione artistica dell’Archivio Nazionale del Diario di Pieve S. Stefano fondato da Saverio Tutino. Oggi, però, Guido Barbieri si dedica principalmente alla drammaturgia musicale, scrivendo testi, libretti, readings e rivolgendo una particolare attenzione alla cosiddetta “musica della realtà”. Nella veste di autore ha collaborato con alcuni dei maggiori compositori italiani: Ennio Morricone, Adriano Guarnieri, Azio Corghi, Ivan Fedele, Lucia Ronchetti, Silvia Colasanti, Riccardo Nova, Fabio Cifariello Ciardi, Claudio Rastelli, Mauro Cardi, Roberta Vacca, Luigi Ceccarelli, Paolo Marzocchi, Fabrizio De Rossi Re, Andrea Molino, Michele Tadini, Michele Sammarchi, Paolo Aralla e molti altri. Ha condiviso il palcoscenico, nel ruolo di voce narrante e recitante, con musicisti come Mario Brunello, Giuliano Carmignola, Andrea Lucchesini, Marco Rizzi, Danilo Rossi, Giampaolo Pretto, Alessio Allegrini, Luca Franzetti, Claudio Pasceri, Gabriele Mirabassi, Ramin Bahrami, Maurizio Baglini, Silvia Chiesa, Gabriele Pieranunzi, Francesco Senese, Roberto Prosseda, Giuseppe Andaloro, Michele Marco Rossi, Massimo Mercelli, Laura Catrani, Valentina Coladonato, l’Ensemble Ars Ludi. I suoi testi – molti dei quali trasmessi da Radio 3 – sono stati messi in scena e interpretati da personalità del teatro come Giorgio Barberio Corsetti, Elio De Capitani, Carlo Cecchi, Toni Servillo, Maria Paiato, Moni Ovadia, Vinicio Marchioni, Alessio Pizzech e molti altri. Lunga la lista dei festival, delle società dei concerti e dei teatri che hanno ospitato i suoi spettacoli. Tra di essi: l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro dell’Opera di Roma, Il Teatro Massimo di Palermo, il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Teatro India e il Teatro Palladium di Roma, nonché i Teatri cittadini di Ravenna, Modena, Piacenza, Reggio Emilia, Ferrara, Ancona, Rieti, Trapani, Potenza, Orvieto, Padova, Pesaro, Cividale del Friuli, Bolzano. Tra i festival Ravenna Festival, Bologna Festival, il Festival delle Nazioni, Emilia-Romagna Festival, Roma Europa Festival, Trame Sonore di Mantova, Opera Estate Festival di Bassano del Grappa, il Festival dello Scompiglio di Lucca, il Festival Dialoghi di Pistoia, Amiata Piano Festival, la Fondazione Benetton di Treviso, I Cantieri dell’Immaginario di L’Aquila. E ancora gli Amici della Musica di Firenze, le Società dei Concerti di Mestre, Ancona, Trapani, Imola, Forlì, e di molte altre città italiane. All’estero la Cité de la Musique di Parigi, il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, lo ZKM di Karlsruhe, il Konzerethus di Oslo, il Centro Culturale Giapponese di Ramallah. I titoli più importanti legati alla sua attività drammaurgica sono Portopalo. Nomi su tombe senza corpi per la regia di Giorgio Barberio Corsetti e le musiche originali di Riccardo Nova, Night Commuters con la voce di Badara Sek e la regia di Manfredi Rutelli, Three Miles Island con Klangforum Wien, Neue Vocalsolisten di Stoccarda e le musiche originali di Andrea Molino, Al Kamandjati, basato sulla storia del musicista palestinese Ramzi Aburedwan, con Moni Ovadia, Amira Hass e Mohammed Bakri, le scene di Yannis Kounellis e le musiche originali di Franghiz Ali-Zadeh. Nonché due spettacoli con le musiche originali di Lucia Ronchetti: Naufragio di Terra, messo in scena alla Basilica di Collemaggio di L’Aquila nei mesi successivi al terremoto, e Inedia Prodigiosa che ha debuttato alle Terme di Diocleziano di Roma. Numerosi in particolare, i testi e gli spettacoli dedicati alla musica della Shoah. Tra gli altri La corda spezzata, un radiodramma sui musicisti di Terezin prodotto da Radio 3 e presentato al Prix Italia, l’adattamento di Badenheim 1939 di Aaron Appelfeld e de / Cannibali di George Tabori, Le imperdonabili, basato sui Diari di Etty Hillesum con le musiche originali di Silvia Colasanti, Un violoncello nell’inferno di Terezin, Dove almeno troverò un po’ di pace, dedicato alla vicenda di Orlando Orlandi Posti, uno dei martiri delle Fosse Ardeatine, Il diario di Dora Klein, Storia di Jean e Jean, sulla vicenda di Jean Le Boulaire/Jean Lanier, e inoltre il libretto dell’opera Il viaggio di Roberto. Un treno verso Auschwitz, su musiche di Paolo Marzocchi. Tra le opere messe in scena negli ultimi anni si possono ricordare Le ossa di Cartesio con le musiche originali di Mauro Cardi e la regia di Enrico Frattaroli, In alloro mutò il suo pianto con musiche di Luigi Sammarchi e la regia del suono di Alvise Vidolin, presentato a Bologna Festival 2021, The Running Game con Paolo Aralla e Michele Marco Rossi messo in scena al Festival Est Ovest di Torino, Storia di un Gesù con Massimo Mercelli e l’Orchestra Calamani al Teatro Mancinelli di Orvietoe in molte altre città italiane, Vorrei essere scrittore di musica, un recital per voce narrante e violoncello ideato insieme Mario Brunello e dedicato al rapporto tra Pasolini e Bach, e infine BHB. La discesa di Amleto nel Mälstrom con le musiche originali di Roberta Vacca. Particolarmente importanti due lavori con le musiche originali di Paolo Marzocchi: Ho bisogno di un eroe, dedicato alla relazione amorosa tra George Byron e Teresa Guiccioli, e Stabant Matres, rappresentato nella Chiesa d S. Vitale, a Ravenna, per Ravenna Festival 2023. L’allestimento più recente è Magic Circles, con le musiche di Fabrizio De Rossi Re, la regia di Cesare Scarton e la presenza di Vinicio Marchioni, messo in scena al Teatro Palladium di Roma e al Teatro Vespasiano di Rieti.

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