Fantasioso di Roberto Fabbriciani – CD

Interpreti ed Organico

01- C. De Incontrera Bus Stop at Penn Street (Postcard to Roberto Fabbriciani) per flauto e nastro magnetico 10’25
02- G. Coral Aulodia Sul nome Roberto Fabbriciani per flauto solo 6’20
03- M. Garuti Incauto incanto per flauto solo 5’25
04- G. Cardini Arabesque per flauto in sol solo 7’20
05- A. Cavallari Fantasia per flauto in sol solo 4’01
06- C. Valentini Bagliori nella notte per flauto e pianoforte 7’52
07- M. Betta   Osservazione del mare per flauto solo 11’55
08- P. Arcà   Storm per flauto solo 11’06
09- R. Fabbriciani Fantasioso per flauto solo 4’26
10- R. Fabbriciani Pensieri nel vento per flauto e n. m. 5’14

Descrizione

Roberto Fabbriciani è un flautista creatore di suoni ed effetti strumentali che sono stati una risorsa considerevole per generazioni di compositori. I brani raccolti in questa pubblicazione racchiudono prerogative intime e segrete del suo creare e suonare.

Alvise Vidolin regia del suono
Registrazione effettuata nel 2014 presso lo Studio Neri di Montevarchi (Arezzo, Italia)

Numero di catalogo

40070

Data di Pubblicazione

Etichetta e Marchio

EMA Vinci contemporanea

Formato principale

CD

Album digitale



 


25 Giugno 2018


Ultimi ritocchi al master dell’Album Fantasioso di Roberto Fabbriciani.

Il nuovo lavoro di Roberto è un’antologia di compositori Italiani delle nuove generazioni. L’album si conclude con due brani di Fabbriciani che esso stesso definisce “due pezzi futuribili” per la letteratura del flauto. Noi aggiungiamo anche “prestigiosi e preziosi” poiché solo un grande artista del calibro di Fabbriciani poteva concepirli e realizzarli.

Oggi abbiamo verificato lo status della Masterizzazione e confermato l’ordine dei pezzi. La Masterizzazione è a cura di Marco Cardone.


 


A Duo di Roberto Fabbriciani e Paolo Carlini – CD

A Duo
musica di Sylvano Bussotti, Luigi Nono, Bruno Maderna, Aldo Clementi, Franco Donatoni , Bruno Bettinelli, Luciano Berio, Giacinto Scelsi, 

Album Antologico – artista principale: Roberto Fabbriciani, Paolo Carlini

Tracce:

01-Sylvano Bussotti Krankheit ist wohl der Ietze Ground (2006) per flauto e fagotto

02-Luigi Nono Duetto (1981) per flauto basso e fagotto

03-Bruno Maderna Serenata per un satellite (1969) per flauto e fagotto (vers di Roberto Fabbriciani)

04-Aldo Clementi Canzonetta (2006) per due flauti in sol

05-Sylvano Bussotti l’ Allodola (1986) per fagotto solo

06-Franco Donatoni Luci (I) (1995) due pezzi per flauto in sol

07-Franco Donatoni Luci (II) (1995) due pezzi per flauto in sol

08-Bruno Bettinelli Studio da concerto (1977) per fagotto solo

09-Luciano Berio Sequenza I (1958) per flauto solo

10-Sylvano Bussotti Il Topino (1986) per fagotto solo

11-Bruno Maderna Dialodia (1972) per due flauti

12-Giacinto Scelsi Maknongan (1976) per fagotto

13-Roberto Fabbriciani Tempesta sottomarina (2018) per flauto iperbasso e nastro magnetico

14-Bruno Maderna Serenata per un satellite (1969) per flauto fagotto e nastro magnetico (vers.di R.Fabbriciani)

15-Sylvano Bussotti Krankheit ist wohl der Ietze Ground (2006) per ottavino e fagotto

Organico Roberto Fabbriciani, FLauto – Paolo Carlini, fagotto

«L. Nono Duetto (1981) per flauto basso e fagotto

Il Duetto, scritto da Luigi Nono nel 1981 come parte solistica (sez. VIII) di Io, frammento dal Prometeo, è stato materiale di sperimentazione e di studio presso l’Experimentalstudio “A. Strobel” di Freiburg. La genesi del brano era finalizzata alla ricerca timbrica e dinamica tra il flauto basso e altri strumenti quali clarinetto contrabbasso, fagotto, ottoni e viola da gamba. …A Freiburg realizzammo una vera e propria bottega strumentale; in forma preparatoria, lavoravo di volta in volta con uno strumentista per guidarlo e progressivamente ‘introdurlo’ ad un nuovo approccio al suono e ad una nuova concezione del toccare lo strumento… Cercavamo qualcosa di nuovo. Infatti, devo dire che Luigi Nono ha creato – grazie anche al mio piccolo contributo – il linguaggio di una nuova virtuosità, una virtuosità fondata sul timbro, sulla ricerca della nascita-generazione del suono… e dei suoi “…infiniti possibili…”.

L. Berio Sequenza I (1958) per flauto solo

“La mia collaborazione con Luciano Berio risale alla metà degli anni sessanta quando studiavo con Severino Gazzelloni. Ho avuto il piacere di eseguire la Sequenza I innumerevoli volte presentata ed analizzata da Luciano Berio. Ricordo di aver controllato la pubblicazione editoriale della nuova versione “misurata” che fu da me eseguita in prima al “Music Today” Festival di Toru Takemitsu a Tokyo nel 1992.

Sull’interpretazione di Sequenza I Luciano Berio diceva che, al di là di una ricerca accurata della tecnica e del fraseggio, era necessario ascoltare Severino Gazzelloni. A lui fu dedicata, amichevolmente a Severì”. (RF)

R. Fabbriciani Tempesta sottomarina (2018) per flauto iperbasso e nastro magnetico

“Il racconto della Tempesta sottomarina è come un gioco; appartiene ai miei sogni, ai giochi d’infanzia e della fantasia. L’ascoltatore viene proiettato in un universo sonoro talvolta surreale e misterioso. Il suono del flauto iperbasso (Hyperbass Flute), strumento da me inventato nel 1976, con le sue frequenze appare come una voce dal profondo terrestre”. (RF)

»

Produzione Settembre 2018 nello studio di EMA Vinci service – Fibbiana (Fi)

EMA Vinci service

Sound Designer: Giuseppe Scali – Sound Engineer: Marco Cardone

Data di Uscita 29.08.2018

Formato Principale CD Altri Formati Album Digitale – Pubblicato Audio digitale – CD di prossima uscita

2018 EMA Vinci records 40080 © EMA VinciEtichetta EMA Vinci contemporanea

Linea SIAE Classici di Oggi • Genere – Contemporanea



Progetto Donatoni – GAMO/EMA archive 2018 – AD

Progetto Donatoni – GAMO/EMA archive – AD
musica di Franco Donatoni
Album Monografico – artista principale: Insom, Facchini

Tracce

1. Argot: No. 1,

2. Argot: No. 2,

3. Ali: No. 1,

4. Ali: No. 2,

Organico Marco Facchini violino, Camilla Insom viola

«Album facente parte della collezione GAMO EMA VInci archive. I due giovani interpreti affrontano il particolare repertorio del compositore-didatta Franco Donatoni»

Produzione

EMA Vinci service
Data di Uscita 09/08/2018
Formato Principale Album Digitale
2018 EMA Vinci records 70124 © EMA VinciEtichetta EMA Vinci contemporanea – Linea GAMO-EMA Vinci archive / SIAE Classici di Oggi • Genere – Contemporanea



Marco Facchini – Camilla Insom Marco Facchini si è diplomato al conservatorio di Bologna nel 1984. Ha studiato con Enzo Porta e Gabriella Armuzzi e si è perfezionato con Corrado Romano al conservatorio di Ginevra, con Carlo Chiarappa alla scuola di musica di Fiesole e col Quartetto di Tokyo all’università di Yale (U.S.A.) e con il quartetto Borodin.   Ha fondato, assieme ad alcuni musicisti ravennati, l’orchestra d’archi “Accademia Bizantina”.  E’ membro fondatore del Quartetto Fonè, vincitore di importanti concorsi internazionali tra i quali il “Shostakovich” di San Pietroburgo, il “G.B. Viotti” di Vercelli e il Concorso di Trapani. Ha effettuato registrazioni per la RAI, l’ORF e la Rete televisiva canadese ed ha inciso alcuni CD per la ARK e la Ermitage: fra questi il Quintetto di Schubert eseguito in collaborazione con Franco Rossi e il sestetto “Souvenir de Florence” di Tschaikovskij con Sadao Harada violoncellista del Quartetto di Tokyo e Harald Schoneweg violista del Quartetto Cherubini.  Svolge attività per le maggiori istituzioni concertistiche italiane (fra le altre Milano La Scala, Roma S. Cecilia, Venezia La Fenice, Firenze Amici della Musica, Napoli “A. Scarlatti”) ed estere (Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone).  E’ insegnante di Quartetto presso il conservatorio “A. Corelli” di Messina. Ha tenuto corsi di perfezionamento di violino, musica da camera e quartetto in Italia, Giappone e Stati Uniti. 

Camilla Insom – Fiorentina, si è diplomata brillantemente in Viola sotto la guida del M° Vismara presso il Conservatorio di Musica “L.Cherubini” di Firenze; nel luglio 2007 ha conseguito la Laurea specialistica di II livello in Viola (110 cum laude) sempre presso lo stesso Conservatorio presentando una tesi sul Concerto per Viola di B. Bartok. Si è perfezionata come Professore d’orchestra presso il Teatro del Maggio Fiorentino (Orchestra Mimesis-MaggioArte) dove ha ricoperto il ruolo di Concertino nelle produzioni lirico-sinfoniche previste e presso la Scuola di Musica di Sesto (Progetto Europeo Musa) dove è stata I Viola in tutte le produzioni previste.  Con il Quartetto d’archi Aphrodite, di cui fa parte dal 1998, si sta perfezionando con M° Miguel da Silva (Quartetto Ysayë) ed in passato con M° M. Skampa, M° A. Nannoni, M° P. Cropper.  Come camerista si è esibita anche all’estero (Singletary Center for the Arts, Recital Hall dell’Università del Kentucky – USA, Chamber Music Society of Central Kentucky) collaborando con artisti di fama quali A. Vismara, A. Nannoni, K. Bogino, Leonore Quartet…  E’ stata I Viola con Opera Festival, Orchestra Sinfonica di Grosseto, Ensemble Italiano, Etruria Chamber Orchestra,  Concertino delle viole con Orchestra Mimesis Maggio Arte e Maggio Fiorentino Formazione, e Viola di fila con Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra da Camera Fiorentina, Camerata Strumentale di Prato, collaborando con M°i quali: Mehta, Osawa, Oren, Krager, Sotnikov, Balderi, Acs, Rigacci, Jones, Netopil, Nicoli, Rophé, Marschall, Bellugi, Pinzauti, De Bernardt. Con Maggio Musicale Fiorentino ha partecipato a varie tournée tutte sotto la direzione del M° Mehta.  Si dedica alla diffusione della musica contemporanea (si è esibita varie volte al Teatro Comunale di Firenze e per il Sinopoli Festival 2006 di Taormina)..  Da tre anni è docente di Viola presso il Liceo Musicale “Dante” di Firenze.


Infinita Tenebra di Luce di Adriano Guarnieri – DVD

AZIONE SCENICA
musica di Adriano Guarnieri – libretto liberamente tratto da il “Trionfo della Notte” di Rilke di Adriano Guarnieri – Opera da Camera – artista principale: Adriano Guarnieri

Direttore Pietro Borgonovo
Regia dell’Opera Giancarlo Cauteruccio

Personaggi e interpreti:
Volto primo – soprano 1: Livia Rado
Volto secondo – soprano 2: Clara Polito
Volto terzo – tenore: Gregory Bonfatti
Volto quarto – baritono: Salvatore Grigoli
Volto quinto – voce recitante: Fulvio Cauteruccio
Volto sesto – flauto: Roberto Fabbriciani

Organico ContempoArtEnsemble

Regia video Giuseppe e Luciano Scali

««Incedi oltre su me, infinita tenebra di luce»: così scrive Rainer Maria Rilke nella sua raccolta di liriche, ispirate alla notte e al suo angelo e all’amata mai giunta. Questa è l’ispirazione per l’opera composta da Adriano Guarnieri, che vede la sua prima esecuzione assoluta al Teatro Goldoni con la regia di Giancarlo Cauteruccio. La composizione mette in scena quattro volti immaginari, visioni poetiche per raccontare l’interiorità dell’animo umano, che si materializzano e poi scompiono come immagini oniriche. L’opera non segue una trama narrativa, dipanandosi come un flusso musicale di azioni dello spirito attorno al trittico notte-amata-angelo. In questo contesto il canto, ora lineare, ora polifonico, è pregno di μέλος, di accensioni musicali e letterarie continue: la vocalità scorre ininterrotta, senza soluzioni di continuità, in una temporalità non ritmicamente identificabile per delineare il dramma dell’animo umano. (Maggio Musicale Fiorentino)»

Produzione 5 e 8 Giugno 2018 Teatro Goldoni – Firenze

EMA Vinci service

Sound Designer: Giuseppe Scali – Sound Engineer: Marco Cardone – Operatori Video: Giuseppe, Mattia e Gemma Scali – Montaggio Giuseppe e Luciano Scali: Color Correction: Luciano Scali

Costumi, scenografia virtuale e assistente alla regia: Massimo Bevilacqua; Elaborazioni immagini video e gestione del mapping Alessio Bianciardi

Una Produzione del Maggio Musicale Fiorentino

Data di Uscita 29.08.2018

Formato Principale DVD Altri Formati Album digitale – Pubblicato Audio digitale – DVD di prossima uscita

2018 EMA Vinci records 40083 © EMA VinciEtichetta EMA Vinci contemporanea – Linea SIAE-Classici di Oggi • Genere – Contemporanea

WORLD PREMIERE RECORDING


Adriano Guarnieri ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio G. B. Martini di Bologna, diplomandosi con il massimo dei voti in Musica corale, sotto la guida di Tito Gotti, e in Composizione, nella classe di Giacomo Manzoni. Inizialmente ha affiancato all’attività di compositore quella di direttore di ensemble, fondando nel 1975 a Firenze il Nuovo Ensemble Bruno Maderna con cui ha presentato numerose prime esecuzioni in Ungheria, alla Biennale di Venezia, a Milano (Musica nel nostro tempo), Firenze (Estate Fiesolana), per poi dedicarsi esclusivamente alla composizione. Ha insegnato composizione nei Conservatori di Milano, Firenze, Pesaro e Bologna ed ha tenuto seminari in America. Nel 2008 è stato nominato Cavaliere D’Ordine al merito della Repubblica Italiana. In Quare tristis, presentata alla Biennale di Venezia il 1º luglio 1995, si è avvalso della collaborazione di Giovanni Raboni. Partendo da posizioni stilistiche vicine allo Strutturalismo (Musica per un’azione immaginaria a L’art pour l’art entrambe del 1976), ha progressivamente maturato un linguaggio del tutto personale che la critica ha definito «cantabilità metrica», una cantabilità che esclude recuperi melodici o tematici tradizionali in quanto nasce sempre «dentro la galassia del suono», dall’interno della materia sonora. Così pure va letta la veste grafica delle partiture, costellate di indicazioni dinamiche ed agogiche che determinano nel contempo il suono e la forma. Sul finire degli anni 80 si appassiona alla poesia di Pier Paolo Pasolini, intraprendendo un rapporto che culmina con l’azione lirica Trionfo della notte[2], andata in scena al Teatro Comunale di Bologna nel 1987 e insignita del Premio Abbiati della critica italiana quale miglior composizione dell’anno. Alla poetica pasoliniana è legato anche Romanza alla notte N. 2 (1988) concerto per violino e orchestra, eseguita a Parma, a Milano, e a Vienna con rimarchevole successo internazionale. A Pasolini è dedicato anche Il glicine (1993) per soprano, voce recitante, flauto e violino amplificati. Nel 1993 un altro riconoscimento gli viene attribuito dalla città di Montepulciano, il cui Festival gli commissiona l’azione lirica Orfeo…cantando tolse, dieci azioni liriche su testo liberamente tratto dall’Orfeo del Poliziano (1994). Nel 1995 inizia una lunga collaborazione con il poeta Giovanni Raboni, da questo rapporto nascono, fra gli altri, i titoli Quare tristis e Pensieri canuti e che si estende fino alla realizzazione del testo della Passione secondo Matteo. Alla sua memoria è stato dedicato Nel grave sogno (2005). Quare tristis inaugura la Biennale di Venezia del 1995 dedicata al sacro (“L’ora di là dal tempo”). Pensieri canuti viene presentato al Festival di Salisburgo del 1999 nel quadro del “Progetto Pollini”. Segue la Passione secondo Matteo, commissionatagli dalla Scala per il Giubileo del 2000, in cui il testo di Raboni si intreccia con Pasolini e con l’evangelista Matteo; eseguita nella Chiesa di San Marco, suscitò reazioni di profonda partecipazione. Fondamentale nella sua produzione è l’impiego del live electronics, strumento principe dell’elaborazione e della spazialità del suono, così significativi nella ricerca del compositore. Assistito dal regista del suono Alvise Vidolin, Guarnieri ha composto vere e proprie partiture elettroniche di cui fanno parte l’opera-video Medea[3] che, andata in scena nell’ottobre 2002 con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, è valsa al compositore il secondo Premio Abbiati della sua carriera e Solo di donna, azione lirica in un atto per voce, flauto, arpa e live electronics, presentata l’8 marzo 2004 al Teatro Le Muse di Ancona. Sospeso d’incanto n. 2 (2003) è nato da una commissione di Luciano Berio, cui è dedicato. La suggestione del titolo definisce bene il carattere di entrambi, il poetico indugiare su sonorità visionarie, il dilatarsi in una dimensione davvero “sospesa”. Nel 2003 termina il rapporto editoriale con Casa Ricordi, editore unico di una lunga fase iniziata nel 1975 con Musica per un’azione immaginaria e che si chiude con Solo di donna, azione lirica in un atto per voce, flauto, arpa e live electronics, presentato l’8 marzo 2004 al Teatro delle Muse di Ancona. Nello stesso anno parte un nuovo rapporto editoriale con Rai Trade, che subito si concretizza in un altro lavoro di vaste dimensioni, La terra del tramonto, live-symphony n.1 per grande orchestra, soli strumentali in sala e live electronics. Tra gli altri lavori pubblicati da Rai Trade: Sospeso d’incanto n.2 per pianoforte e live electronics, In Badia fiesolana, Sull’onda notturna del mare infinito e Stagioni per flauto, violino e archi che, inciso per la Tactus, ha riscosso grandi consensi. L’opera Pietra di diaspro per sette soli, sette trombe, sette arpe su nastro, flauto, flauto iperbasso, coro, orchestra e live electronics, su testi dell’Apocalisse e di Paul Celan. L’opera ha visto la sua prima esecuzione al Teatro dell’Opera di Roma nel 2007, per poi essere ripresentata in forma di concerto al Ravenna Festival nello stesso anno. Nel 2014 inizia una collaborazione con Tempo Reale, il centro fiorentino di ricerca musicale, con il quale realizza un lavoro per pianoforte e live electronics (Sospeso d’incanto n.3) presentato in prima assoluta a Firenze al Maggio Elettrico 2014 e una cantata scenica dedicata ai morti torinesi della Thyssen-Krupp (Lo stridere luttuoso degli acciai), andata in scena presso il Teatro Astra di Torino nel dicembre 2014. Nel 2015 Guarnieri scrive una nuova opera per Ravenna Festival, dedicata al Paradiso di Dante e in cui, ancora una volta, il ruolo dell’elettronica dal vivo è fondamentale.


dal sito del Maggio Musicale Fiorentino

«Incedi oltre su me, infinita tenebra di luce»: così scrive Rainer Maria Rilke nella sua raccolta di liriche, ispirate alla notte e al suo angelo e all’amata mai giunta. Questa è l’ispirazione per l’opera composta da Adriano Guarnieri, che vede la sua prima esecuzione assoluta al Teatro Goldoni con la regia di Giancarlo Cauteruccio. La composizione mette in scena quattro volti immaginari, visioni poetiche per raccontare l’interiorità dell’animo umano, che si materializzano e poi scompaiono come immagini oniriche. continua …

Azioni liriche per voci ed ensemble su testo liberamente tratto da Poesie alla Notte di Rainer Maria Rilke

Prima registrazione e produzione mondiale dell’Opera
@2018 EMA Vinci contemporanea – In collaborazione con Il Maggio Musicale Fiorentino – Opera di Firenze


Musica di Adriano Guarnieri
Prima esecuzione assoluta e PRIMA REGISTRAZIONE MONDIALE

Nuovo allestimento in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti


Artisti

Direttore
Pietro Borgonovo
Regia
Giancarlo Cauteruccio
Costumi, scenografia virtuale e assistente alla regia
Massimo Bevilacqua
Elaborazioni immagini video e gestione del mapping
Alessio Bianciardi
ContempoArtEnsemble

In scena: “Presenze-Assenze

Volto primo
Livia Rado

Volto secondo
Clara Polito

Volto terzo
Gregory Bonfatti

Volto quarto
Salvatore Grigoli

Volto quinto
Fulvio Cauteruccio

Volto sesto
Roberto Fabbriciani


PRIMA REGISTRAZIONE MONDIALE


EMA Vinci contemporanea è in produzione per il nuovo DVD dedicato all’Opera Contemporanea con Il Maggio Musicale Fiorentino presso il Teatro Goldoni:

31 Maggio ore 17:30 prova generale
Mar 5 giugno, ore 20:00 prima registrazione
Ven 8 giugno, ore 20:00 seconda registrazione

GALLERIA FOTOGRAFICA

di Alberto Ciardi


Volubile e Leggiera di Alessandra Bellino – CD

Titolo Volubile e leggiera
Compositori Alessandra Bellino
Autori n.a.
Organico

Voce (Monica Benvenuti); Bajan (Francesco Gesualdi); Chitarra (Gisbert Watty); Fagotto (Paolo Carlini); Flauto (Luciano Tristaino); Pianoforte (Matteo Fossi, membro del Quartetto Klimt); Viola (Edoardo Rosadini, membro del Quartetto Klimt); Violino (Duccio Ceccanti, membro del Quartetto Klimt); Violoncello (Alice Gabbiani, membro del Quartetto Klimt)

Tracce
1. Iavnana per voce di soprano e bajan
Monica Benvenuti e Francesco Gesualdi2. … Fra Stella e Stella … per flauto e chitarra
Luciano Tristaino e Gisbert Watty3. Prèsage per voce di soprano, pianoforte e trio d’archi
Monica Benvenuti e Quartetto Klimt (Duccio Ceccanti, Edoardo Rosadini, Alice Gabbiani e Matteo Fossi)4. Gustavo B per chitarra sola
Gisbert Watty5. En-canto per voce di soprano e pianoforte
Monica Benvenuti e Matteo Fossi6. Medusa mi rassembra per flauto e fagotto
Roberto Fabbriciani e Paolo Carlini
Descrizione Composizioni strumentali e vocali strumentali
Altro Note critiche al libretto a cura di Renzo Cresti e Alessandra Bellino
Registrato EMA Vinci Service
Masters Audio 2017, Giuseppe Scali e Marco Cardone per EMA Vinci records
Grafica 2017, Alessandra Bellino
 Copyright  @ 2017 EMA Vinci records 50058

Uscita programmata per il 03-10-2017
con presentazione al Museo del Novecento di Milano


VOLUBILE E LEGGIERA di Alessandra Bellino
Secondo volume che la EMA Vinci records produce per la compositrice Alessandra Bellino.

Tracce

1. IAVNANA per voce di soprano e bajan
Monica Benvenuti e Francesco Gesualdi

2. … FRA STELLA E STELLA … flauto e chitarra
Luciano Tristaino e Gisbert Watty

3. PRÈSAGE per voce di soprano, pianoforte e trio d’archi
Monica Benvenuti e Quartetto Klimt (Duccio Ceccanti, Rosadini Edoardo, Alice Gabbiani e Matteo Fossi)

4. GUSTAVO B chitarra sola
Gisbert Watty

5. EN-CANTO per voce di soprano e pianoforte
Monica Benvenuti e Matteo Fossi

6. MEDUSA MI RASSEMBRA flauto e fagotto
Roberto Fabbriciani e Paolo Carlini (composizione a loro dedicata)



Masters audio e grafico realizzati da EMA Vinci records


La lievità del suono poetico
di Renzo Cresti

Le incisioni di musiche dei compositori d’oggi sono talmente rare che ogni uscita va salutata con entusiasmo, se poi all’ascolto di queste musiche ti appassioni vuol dire che sei in una situazione di ammirazione, per la bravura del compositore e degli interpreti, ma l’abilità tecnica non è sufficiente a comunicarti idee e sentimenti, la competenza e la destrezza sono doti indispensabili per comporre e fare della buona musica, ma se non sono sorrette da una partecipazione che si percepisce come vera e sincera i lavori diventano accademici; è proprio grazie a questa complicità di ragioni e sentimenti che la musica di Alessandra Bellino convincono sia dal punto di vista tecnico-formale sia da quello espressivo e quando siamo in presenza di un’arte così completa si capisce quanto essa vada in profondità nell’affrontare le tematiche del nostro essere e del nostro esserci nel mondo. Il valore della musica della Bellino aumenta se si considera che troppe sono le musiche scritte per vanagloria e che hanno un ruolo come quello di un soprammobile, ma alla musica si può chiedere molto di più, di essere una spia sensibilissima dell’epoca in cui ci è dato vivere. Questa ricerca di un affondo esistenziale la si nota subito, ancor prima di ascoltare la musica, nella lettura dei testi poetici che la Bellino sceglie, testi che nella loro diversità di epoca, di stile e tematiche, vanno a investigare le problematiche del vivere.

Il titolo del cd proviene da un verso di Giovan Battista Marino che potrebbe essere preso a enunciazione della poetica compositiva della Bellino: la figura femminile descritta è “volubile e leggiera” esattamente come le figure musicali che si rincorrono nei brani, cangianti, iridescenti, ricche di chiaroscuri, mutevoli, volubili appunto e sottili, leggere. È quello della figura che si sdoppia e si ricongiunge, riverberandosi in giochi timbrici, il punto centrale del modus operandidella Bellino, basato sul concetto di figura (concetto che è tornato prepotentemente in primo piano negli ultimi anni), nel caso della scrittura della Bellino figura vorticosa nel suo contorcersi e trasfigurarsi, nel suo procedere e nel suo costruire la trama sonora, ma impetuosa anche nel senso virtuosistico (come in …fra stella e stella…); inoltre, un’altra caratteristica è quella che la figura ha un tratto esplicitamente gestuale (come in Gustavo B) e si abbina simbolicamente alle parole chiave del testo prescelto (per esempio in Présage, dove parole quali lieve, ansia, palpitante sembrano guidare l’andamento evocativo del brano). L’evocazione è caratteristica essenziale (struggente in En-canto), nel madrigale di D’Annunzio richiama il tempo, con il suo fluire inesorabile tratteggiando climi espressivi crepuscolari.

I testi a volte costituiscono solo fonti di ispirazioni, non sono cantati o declamati, come in Medusami rassembra e nel citato Gustavo B, in questi casi occorre avere una straordinaria sensibilità strumentale per seguire le intime pieghe espressive che le poesie comunicano, sensibilità nel comporre e nell’eseguire (e tutti gli interpreti di questo cd sono davvero eccezionali). Le poesie prescelte, oltre a rappresentare una guida simbolica-espressiva, sembrano costituire una sorta di ritualità ossia vi è un aspetto rituale che sostanzia il gesto compositivo della Bellino, questo è evidente in Iavnana ma sotto traccia è sempre presente.

Senza ideologie o teorie a cui sottostare, la libertà compositiva della Bellino scorre svincolata e sciolta ma autogovernata da una progettualità che non è affatto ‘volubile e leggiera’ (mutevoli e sottili sono le figurazioni), ma solida, ferma, costante e perfino rigorosa in certi momenti e nel rispetto del concetto di forma; la leggerezza sta nel modo di porgere, nella lievità del suono poetico, formando, nell’insieme, uno stile originale e apprezzabilissimo.


Alessandra Bellino
Volubile e leggiera – opere vocali e strumentali

Giovan Battista Marino, nel suo testo “Statua di bella donna” (ne “La Galeria”, 1620), definisce “volubile e leggiera” una figura femminile marmorea che gli appare continuamente cangiante, fino ad una tale suggestione psicologica da fargli confondere la realtà con la finzione e rendendola ai suoi occhi quasi viva. Una doppia essenza che pone in collegamento continuo mente e cuore, vero e falso, e che si riverbera nelle composizioni vocali e strumentali scritte fra il 2000 e il 2016 che fanno parte di questo progetto discografico.

I brani si richiamano l’un l’altro con continui rimandi timbrici: i chiaroscuri che incarnano il maschile e il femminile della voce umana in “IAVNANA” con voce e bayan che si fondono in un unico respiro, si ripropongono in “Medusa mi rassembra” dove flauto e fagotto, ai due estremi opposti, si rincorrono alla ricerca di un comune baricentro in un gioco nervoso di sdoppiamento e ricongiungimento dell’immagine sonora, in cui persino la voce cerca una via d’uscita dalle costrizioni dell’imboccatura. La chitarra che in “…fra stella e stella…” percorre insieme al flauto traiettorie che vanno da un punto all’altro alla ricerca di uno slancio comune, assume in “Gustavo B” una gestualità che tende a trasformarla via via in chitarra elettrica, e ancora in “En-Canto” a farla identificare con gli interventi in cordiera del pianoforte che ne emula la gestualità e la timbrica assecondando i sussurri della voce, privato qui della sua identità, ben evidente invece in “Présage” arricchito dagli archi che quasi avvolgono il canto nel suo incedere espressivo.

Volubile e leggiera” è il secondo progetto monografico di mie opere vocali e strumentali interamente prodotto negli studi della EMA Vinci Records, dopo “Gran Salto” di sole opere strumentali già inciso con l’Etichetta EMA VINCI Records nel 2016, entrambi realizzati nell’ambito del Progetto SIAE Classici di Oggi.

Il mio grazie va a Giuseppe Scali e a Marco Cardone per l’altissima professionalità e perizia nel ricercare il miglior risultato possibile per ciascun brano e per la loro non comune generosità nel dedicare la massima attenzione al mio progetto di suono.

Un grazie particolare va a tutti gli interpreti, Monica Benvenuti, Matteo Fossi, Duccio Ceccanti, Edoardo Rosadini, Alice Gabbiani, Gisbert Watty, Luciano Tristaino, Francesco Gesualdi, Paolo Carlini e Roberto Fabbriciani, con i quali ho avuto l’immenso piacere di collaborare a stretto contatto e nella massima sintonia durante le fasi di produzione, musicisti la cui caratura, disponibilità e sensibilità artistica sono state per me fondamentali per ritrovare pienamente espresso il mio pensiero.

Grazie di cuore a Renzo Cresti per la sua prestigiosa presenza in questo progetto, per averne tracciato il percorso con rara eleganza cogliendo il senso più profondo del mio sentire (non solo musicale), e le cui parole di apprezzamento rappresentano per me, e certamente per tutti gli interpreti, motivo di grande soddisfazione.

Ringrazio infine SIAE Classici di Oggi per aver immaginato un progetto di collaborazione a largo raggio nell’ambito della nuova musica, all’interno del quale mi è stato possibile proseguire nel percorso iniziato un anno fa con l’Etichetta EMA VINCI Records, un marchio che pone la musica in primo piano promuovendola con la sua importante attività di divulgazione e conservazione.


PRESENTAZIONE DI VOLUBILE E LEGGIERA DI ALESSANDRA BELLINO PRESSO IL MUSEO DEL ‘900 DI MILANO

11 Settembre 2017

Museo del Novecento: Presentazione del CD di Alessandra Bellino

 

DOCUMENTAZIONE 22 Giugno 2017

Alessandra Bellino: Gustavo B (2009) per chitarra – … fra Stella e Stella … (2010)

 

Alessandra Bellino Mix e Sound di Medusa mi rassembra con Roberto Fabbriciani e Paolo Carlini

 

 


9 Giugno 2017

In studio per IAVNANA di Alessandra Bellino con Monica Benvenuti voce e Francesco Gesualdi bayan

 

12 Aprile 2017

Alessandra Bellino: Medusa mi rassembra – Roberto Fabbriciani flauto, Paolo Carlini Fagotto

17 Febbraio 2017

En-canto (2009) e Présage (2000) di Alessandra Bellino

17 Febbraio 2017

Volubile e leggiera di Alessandra Bellino, inizio lavori

 

 

 

Gran Salto di Alessandra Bellino – CD

Titolo Gran Salto
Compositori Alessandra Bellino
Autori Alessandra Bellino
Organico Fagotto (Paolo Carlini); Flauto (Tommaso Rossi, Enrico Di Felice e Roberto Fabbriciani); Pianoforte (Riccardo Leone e Ciro Longobardi); Percussioni (Blow Up); Vibrafono (Roberto Migoni)
Tracce

 1. … su delti soavi di venere … (2006)
2. Il suono dei flauti riuniti (2013)
3. Se dal buio… (2007)
4. Maat(ma·t) (2015)
5. La voluntad de los metales (2012)
6. Gran Salto (2013)

Descrizione
Altro
Registrato  EMA Vinci service presso Studio Labella, Fibbiana (FI); Atelier SPAZIOXTEMPO, Sammontana (FI); Blow Up Studio, Roma
Masters Audio  2016, Marco Cardone per EMA Vinci records
Grafica  2016, Giuseppe Scali
 Copyright  @ 2016 EMA Vinci records 40032

 

Gran Salto 400

1… su delti soavi di venere … (2006)
ispirato a un frammento poetico tratto dall’opera “Funamboli” di  Maurizia Rossella
ORGANICO Flauto in DO amplificato e riverberato da (e su) testo di Maurizia Rossella dal titolo “Funamboli”
INTERPRETI Tommaso Rossi
DURATA 4.3
Edizioni Sconfinarte

La composizione segue ed ‘esegue’ le tracce della prima parte del testo Funamboli di Maurizia Rossella. L’attore o esecutore (o attrice/esecutrice) è protagonista di un evento naturale che produce e subisce al contempo: nella prima sezione il flauto è trattato quale strumento esterno al corpo dell’esecutore; nella sezione centrale il processo di compenetrazione avviene sotto forma di osmosi vocale/strumentale. Il testo, che nella prima sezione era segnato in partitura, ma non elaborato allo strumento, qui diviene fonte e generatore di processi di trasformazione dei fonemi, con intervento della voce nello strumento; completato il processo di osmosi, ormai voce e suono del flauto, che non possono più esistere separatamente, chiudono la composizione in un rapporto di vera e  propria simbiosi. (Alessandra Bellino)

E’ come camminare su una corda tesa
fortunatamente non sconsideratamente
attenti a non cadere in equilibrio
ad occhi chiusi e testa fra nubi
importante è fare un passo dopo l’altro
non partire né arrivare: continuare
volare in aria nel vuoto nel sereno
pronti alla trasformazione all’istante
in uccello o pesce se cade nell’acqua
perché quando cade deve scivolare
fra spruzzi odorosi ed essenze
marine saline dolcissimamente
su delti soavi di venere e piacere […]
(da “Funamboli” di Maurizia Rossella in “Vita naturale, Collana TABULA (BO), Book Editore, 2002)


 2Il suono dei flauti riuniti (2013)
ORGANICO: Flauto in SOL, pianoforte e vibrafono
INTERPRETI: Ensemble SpazioMusica di Cagliari (dedicato): Enrico Di Felice flauto, Riccardo Leone pianoforte, Roberto Migoni vibrafono.
DURATA 7.24
Edizioni ArsPubblica

L’evocazione di antiche scale e arcaici sistemi musicali strettamente legati alla struttura ed all’organologia delle LAUNEDDAS sarde, rappresentano il pretesto per ripercorrere, anche se in una visione allargata, la specifica tradizione ed il tipico suono di strumenti antichissimi e densi di storia, avvolti nella leggenda così come Grazia Deledda ce l’ha tramandata indicando con l’espressione “il suono dei flauti riuniti” tutto il mistero e la magia che unisce così profondamente tali strumenti alla terra che li ha generati. (Alessandra Bellino)


3Se dal buio … (2007)
ORGANICO: Pianoforte 1° Premio Concorso di Composizione A.GI.MUS Rome 2008 – (Italy); Vincitore dell’ International Music Prize for Exellence in Composition Thessaloniki Grecia in collaborazione con la National Academy of Music of the State of Colorado USA 2010
INTERPRETI Ciro Longobardi
DURATA 6.06
Ludo Edizioni

La composizione insiste sulla “variazione” di un breve pattern melodico i cui suoni, fissati fin dall’inizio con pedale tonale, salgono al principio come dalle viscere della terra. Agli slanci in accelerazione ben scanditi all’interno del metro a rivelare il lato aggressivo, nervoso e guerresco, si giustappone sempre un momento meditativo e pacato nelle zone “Senza tempo” dove la “formula melodica” può essere accostata ad un Raga che ha per riferimento sempre una nota base (bordone) suonata ripetutamente o “pizzicata”. Il LA rappresenta la nota importante intorno alla quale la melodia tende a svilupparsi ed attorno a cui gli altri suoni ruotano o sono attratti, una sorta di “Sonante” (Vadi); il MIb funge da appoggio al LA coma una “Con-Sonante” (Samvadi) e chiude la composizione. La citazione dell’incipit della Passione Secondo Matteo di J.S. Bach nel finale funge quasi da monito: restano solo brevi flash di memoria inseriti tra gli ultimi echi percussivi. (Alessandra Bellino)


4Maat(ma·t) (2015)
dedicato a Roberto Fabbriciani
ORGANICO: Flauti in DO e SOL amplificati e riverberati
INTERPRETI: Roberto Fabbriciani (dedicato)
DURATA 6.48
Edizioni Sconfinarte

“Maat” , dea egizia che incarna l’equità e l’ordine delle cose, e nome del primo antichissimo flauto egizio (scritto anche “ma·t” dove “t” è espressione dell’universo femminile) che veniva suonato obliquo e le cui sonorità erano impreziosite dalla fitta presenza dei microintervalli.

Due dimensioni sonore si accostano e si sovrappongono nella composizione: quella del Flauto in SOL, respiro cosmico che si contorce attorno al RE (suono fondamentale) enunciando i suoni che devono regolare qualsiasi canto (suoni tratti dal tema dell’Arte della Fuga di Bach, massima espressione del rigore in musica) inglobandoli in sé; e quella del Flauto in DO, più terreno e viscerale, che da quei suoni parte per spingersi più lontano, fuori dalle regole. Resta un ultimo sussurro.


5La voluntad de los metales (2012)
dedicato a Cinta Montagut
ORGANICO: Tre percussionisti Liberamente ispirato all’omonimo testo di Cinta Montagut (dedicato a Cinta Montagut)
INTERPRETI: Blow up percussion trio di Roma: Flavio TanziAurelio ScudettiAlessandro Di Giulio
DURATA 10.42
Edizioni Sconfinarte

Come mossi da una volontà matematica, i metalli svelano la propria natura, la propria intelligenza. In un gioco di intersezioni, costruzioni, sovrapposizioni di “modelli” matematici in cui lo zero e l’ uno si pongono come simboli dell’informatica basata sul sistema binario ed in cui l’algoritmo sembra aver preso il sopravvento su tutto, i timbri dei metalli appaiono costretti all’interno di un percorso “obbligato”, perfettamente programmato fin dal principio. Eppure piccole defezioni, elementi indipendenti, brevi cadenze, si stagliano su queste fasce in movimento, tradendo un’altra volontà… In quattro zone improvvisative, apparentemente libere da vincoli ma pur sempre “controllate” nel loro svolgersi, i metalli sembrano ambire a qualcos’altro, fino a giungere alla liberatoria “visione” conclusiva, quasi pennellata di colore…

Effetti di riverberazione, stereofonia e di spostamento dell’immagine sonora sono tecniche compositive costantemente presenti in questo lavoro che non prevede elaborazione elettronica, piuttosto cerca di emularne i principi attraverso processi di sfasamento del suono, accumulazione, eco, random, al solo fine di aiutare l’idea compositiva (e poetica).

Nell’anno del centenario della nascita di John Cage il pezzo vuole essere un omaggio all’autore delle Constructions ed in particolare di First Construction (in metal), ma anche di tantissime altre sue composizioni destinate agli strumenti a percussione, organico privilegiato nel vasto catalogo del compositore statunitense. (Alessandra Bellino)

Llega el triunfo gris de los metales
la frìa voluntad de matemàticas
que el mundo ordena sòlo en dos mitades.
Nada es igual siendo siempre lo mismo:
cero más uno y uno, uno y cero,
cadencia destructora de lo otro
que pinta las terrazas de acuarela.
(Cinta Montagut da “La voluntad de los metales”, Miguel Gomez Ediciones, 2006, Malaga, Spagna)


6Gran Salto (2013)
dedicato a Paolo Carlini
ORGANICO: Fagotto solo
INTERPRETI: Paolo Carlini (dedicato)
DURATA 9.14
Edizioni Sconfinarte

“Salto” interstellare quale potrebbe essere narrato da Isaac Asimov nei suoi Racconti di fantascienza o semplicemente metafora dell’aspirazione a slanciarsi coraggiosamente verso una dimensione ”altra”, “Gran Salto” guarda al fagotto come al protagonista di una sfida individuale nel tentativo costante di superare con fatica i limiti estremi dello strumento in un’esplorazione che segue traiettorie fatte di continui slanci e ripiegamenti, in un vorticoso dinamismo, probabilmente alla ricerca di una seconda natura non ancora conosciuta. (Alessandra Bellino)

Un “salto” in una dimensione ricca di effetti sonori efficacemente alternati ad episodi di alto virtuosismo dove il pensiero compositivo ben si materializza in un risultato di grande equilibrio. (Paolo Carlini)


Progetto Artistico: Alessandra Bellino
Progetto Esecutivo: EMA Vinci

  • 1… su delti soavi di venere … Registrato
  • 2Il suono dei flauti riuniti Registrato
  • 3Se dal buio… Registrato
  • 4Maat(ma·t) Registrato presso lo Studio Labella di Fibbiana da EMA Service by EMA Vinci; disegno del suono: Giuseppe Scali, ingegnere del suono: Marco Cardone
  • 5La voluntad de los metales Registrato presso Blow Up studio di Roma da EMA Service by EMA Vinci; disegno del suono: Giuseppe Scali, ingegnere del suono: Marco Cardone
  • 6Gran Salto  Registrato presso Atelier SPAZIOXTEMPO di Sammontana da EMA Service by EMA Vinci; disegno del suono: Giuseppe Scali, ingegnere del suono: Marco Cardone

Masterizzazione: EMA Service (Giuseppe Scali – Marco Cardone)
Progetto Grafico: Giuseppe Scali
Copertina: Alessandra Bellino –  foto Guglielmo Guglielmi
Assistenza ed Addetto Stampa: Anita Azzi


RINGRAZIAMENTI

Desidero ringraziare la EMA Vinci records nelle persone di Giuseppe Scali, Marco Cardone e Anita Azzi,  per la grande professionalità e l’estremo rigore  nel perseguimento di un risultato acustico mirato alla massima qualità,  in piena sintonia con la mia idea compositiva e di suono, e per le loro non comuni doti umane,  e ringrazio  la SIAE per aver supportato “Gran Salto” all’interno del progetto “SIAE Classici di Oggi”.

Un ringraziamento particolare va a Paolo Carlini, Enrico Di Felice, Riccardo Leone, Roberto Migoni, Tommaso Rossi, Ciro Longobardi, Flavio Tanzi, Aurelio Scudetti, Alessandro Di Giulio, Pietro Pompei  e  a Roberto Fabbriciani,  per la loro  preziosa e pregevole presenza  artistica senza la quale questo progetto non sarebbe stato possibile, un’esperienza di collaborazione unica,  di elevatissimo spessore artistico e di amicizia che non potrò più dimenticare.  A tutti la mia più sincera gratitudine. (Alessandra Bellino)

Dopo le bellissime e sincere parole dei Alessandra non è facile continuare: anche noi della EMA VINCI esprimiamo il nostro più sentito ringraziamento a tutti quegli artisti che hanno partecipato e/o contribuito alla realizzazione di questo lavoro. Non stiamo a ripetere in questa sede la lista già enunciata, ma vogliamo in qualche modo sottolineare come tutti abbiano lavorato, oltre che con grande bravura, professionalità e serietà, con un profondo intento e credo interiore. Tutti gli artisti hanno reso un grande omaggio alla musica in modo particolare a quella contemporanea, dimostrando grandi doti non solo sotto il profilo musicale ed artistico, ma anche umano, confermando ancora più di sempre quanto la musica sia maestra di vita e con lei chi nella musica opera. (Lo Staff di EMA Vinci)


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Alessandra200Alessandra Bellino (Napoli 1970) Pianista, compositrice e didatta, ha studiato composizione con Bruno Mazzotta, conseguendo il diploma di Alto Perfezionamento in Composizione presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Azio Corghi  con il massimo dei voti. Si è perfezionata presso l’Accademia Chigiana di Siena con diploma di merito e borsa di studio e nel 2005 con Ivan Fedele. E’ laureata in Discipline Musicali ad Indirizzo Tecnologico in Composizione col massimo dei voti e lode.

La sua produzione musicale comprende brani solistici e da camera, opere orchestrali, teatrali e multimediali,  eseguiti in Italia e all’estero in importanti festival  tra i quali Festival MITO, Antidogma Musica al Piccolo Regio di Torino e a Pechino, Proxima Centauri Bordeaux, Settimana Musicale Senese, Nuova Consonanza-Auditorium Parco della musica, Festival Nuovi Spazi Musicali Roma, Rèsonance Contemporaine  France, Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, Concert SMC Lausanne, Festival Play-it! Firenze, Festival Rebus Teatro Dal Verme, Festival Spectrum New York.

Ha collaborato con ensemble quali Algoritmo, Sestetto Stradivari, Freon Ensemble, Dissonanzen, Ensemble de Six voix solistes diretto da Alain Goudard, Ensemble SpazioMusica di Cagliari, e con  orchestre prestigiose quali l’ Orchestra Sinfonica di Castilla y Leòn, Orchestra Sinfonica del Principato di Asturias, Orchestra Sinfonica di Sanremo, Orchestra da Camera di Matera, Orchestra Regionale della Toscana, Orchestra Sinfonica Tito Schipa di Lecce.

Già vincitrice di numerosi concorsi nazionali ed internazionali di composizione è vincitrice assoluta del 1° Concorso Internazionale di Composizione Magistralia di Asturias per grande orchestra con l’opera “Le Gabbie di Danae”,  e dell’International Music Prize for Exellence in Composition di Thessaloniki  2010 in Collaborazione con la National  Academy of Music of the State of Colorado USA.

Le sue opere sono pubblicate da Rugginenti, Bèrben, ArsPublica, Ludo, Sconfinarte, Ut Orpheus, MAP Editions, incise da MAP Milano, CD Baby -Portland (USA), EMA Records, e diffuse dalla Radio Nazionale di Spagna, RAI RADIO 3, WPRW canale Classica Princeton – New Jersey, Radio Vaticana, Radio Svizzera di Lugano, RTS Svizzera Espace 2.

Vincitrice del Concorso a cattedra per titoli ed esami nei Conservatori di musica, è titolare della Cattedra di Pratica e lettura pianistica presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento.

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pastedgraphic-11- Tommaso Rossi si è diplomato in flauto traverso presso il Conservatorio di Napoli, sotto la guida di Pasquale Esposito, perfezionandosi in seguito con Mario Ancillotti presso la Scuola di musica di Fiesole, dove ha conseguito il diploma finale con il massimo dei voti. Ha conseguito il diploma di flauto dolce con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore sotto la guida di Paolo Capirci presso il Conservatorio di Latina, perfezionandosi con Pedro Memelsdorff in flauto dolce e con Jesper Christensen in Musica da Camera, presso la Schola Cantorum Basiliensis. Partecipa stabilmente all’attività concertistica e discografica de I Turchini di Antonio Florio con cui ha inciso per OPUS 111, Naïve, Eloquentia, Dynamic, Glossa e ha suonato in qualità di solista in numerosi Festival Internazionali (Utrecht, Barcellona, Schleswig-Holstein, Siviglia, Brema, Ambronay, Lisbona, Halle, Bruxelles, Città del Messico, Parigi, Il Cairo, Rabat, Madrid, Bergen, Vienna, Bruxelles, Settembre Musica di Torino, Accademia di Santa Cecilia, Amici della Musica di Palermo, Teatro S. Carlo, Associazione A. Scarlatti, GOG, Amici della Musica di Perugia, Festival di Zagabria, Accademia Filarmonica di Verona, Copenaghen Renaissance Festival, Opera di Losanna). Nel 2010 ha fondato l’Ensemble Barocco di Napoli con cui ha registrato un cd di sonate e cantate di Alessandro Scarlatti per voce di soprano e flauto per l’etichetta Stradivarius e ha realizzato concerti per l’Associazione “Scarlatti” di Napoli, Il festival Cusiano di Musica Antica, l’Opera Giocosa di Savona, il Festival barocco “Leonardo Leo”. Nel 2013 ha pubblicato la prima registrazione assoluta delle Sonate di Leonardo Leo per flauto dolce e basso continuo.

Ha registrato con l’Ensemble Dolce e Tempesta i concerti di Nicola Fiorenza per flauto dolce e recentemente ha pubblicato per l’etichetta Stradivarius le 12 Fantasie a flauto solo di Georg Philipp Telemann. Ha studiato il flauto traversiere con Marcello Gatti, strumento con il quale si è più volte esibito in qualità di solista in campo internazionale (Arsenal di Metz, Opera di Montpellier, Opera di Losanna). Con l’etichetta Eloquentia ha registrato il concerto in sol maggiore per traverso, archi e basso continuo di Leonardo Leo. Si dedica come interprete e organizzatore da anni anche al repertorio contemporaneo. È uno dei soci fondatori e presidente dell’Associazione Dissonanzen di Napoli. Con L’Ensemble Dissonanzen ha suonato presso importanti istituzioni musicali italiane ed internazionali quali Ravello Festival, Festival Time Zones, Traiettorie di Parma, Ravenna Festival, Amici della Musica di Modena, Associazione Scarlatti di Napoli, GOG di Genova, Guggenheim Museum di New York, Festival del Cinema italiano di Annecy, Festival di Salisburgo. Con l’Ensemble Dissonanzen ha inciso per Niccolò, la Mode Records, Die Schachtel. È docente di flauto dolce presso il Conservatorio di Musica di Cosenza dove è curatore scientifico del progetto internazionale di formazione “La Follia”. Laureato con lode in storia della musica presso l’Università “Federico II” di Napoli, suoi contributi sono apparsi sulle riviste SuonoSud, Meridione e l’Acropoli. Con suoi interventi ha partecipato al XV colloquio di musicologia del Saggiatore Musicale, al recente Convegno su Niccolò Jommelli organizzato dal Conservatorio di Napoli e al convegno “Marchitelli, Mascitti e la Scuola Strumentale napoletana” organizzato dall’Istituto Abruzzese di Storia Musicale.


 

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2- Ensemble Spaziomusica Fondato nel 1982 da Riccardo Leone e Enrico Di Felice, l’Ensemble Spaziomusica ha partecipato a diversi festival italiani e stranieri; tra questi: Nuova Consonanza di Roma (1986) , Festival Contrechamps di Ginevra (1990), Ferienkurse Darmstadt (1992), Ars Mobilis 95 di Parigi (1995), Festival S.I.M.C di Tirana (1995), Festival “Encuentros” 96 di Buenos Aires (1996), Temporada 96 di Montevideo (1996), Festival L.I.M di Madrid (1997). In anni più recenti l’Ensemble Spaziomusica è stato invitato al Festival Germi di Roma (2011) e al Festival Cinque Giornate di Milano 2012. Nel 2012 ha inciso un CD dedicato a John Cage pubblicato per l’etichetta Inviolata.

Enrico Di Felice, si è diplomato giovanissimo in flauto con il massimo dei voti e la lode. I suoi maestri sono stati Mario Ancillotti per il flauto moderno e Stephen Preston per il flauto barocco. Vincitore di diversi concorsi nazionali e internazionali, ha suonato da solista nelle più prestigiose sale concerti­stiche europee tra le quali il Concertgebouw di Amsterdam, la Musikhalle di Amburgo, la Sala del Conservatorio di Ginevra, oltre che a Montreal, Tokyo, Dijon, Bruxelles, Strasburgo, Dresda, Lipsia, Neuchâtel, Berna, Innsbruck, Klagenfurt, Budapest, Bucarest, Copenaghen, Madrid, Lisbona, Lubiana, Atene, Istanbul, Tirana, Tunisi, Tripoli ecc. Ha inciso per Stradivarius e Inviolata Recordings più di dieci CD con le principali opere per flauto di Bach, Vivaldi, Albinoni, Telemann, Scarlatti, Monteclair ecc. Il suo CD con i concerti per flauto di Pergolesi e Leo ha ottenuto il massimo riconoscimento della prestigiosa rivista discografica francese Diapason e la rivista inglese Early Music Today ha giudicato “astonishing” il CD dedicato alle sonate per flauto di Antonio Vivaldi. Nel 2014 ha pubblicato per Stradivarius un CD con l’opera per flauto di Astor Piazzolla recensito con 5 stelle dalle riviste Amadeus e Musica. E’ docente di flauto presso il Conservatorio “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari e di flauto traverso barocco presso il Centro de Estudos de Musica Barroca di Oporto.

Riccardo Leone, diplomato in pianoforte al Conservatorio di Cagliari, ha studiato direzione d’orchestra, clavicembalo e canto, prima di orientarsi verso la musica da camera e affinare la preparazione con il Trio di Trieste alla Scuola di Musica di Fiesole e all’ Accademia Chigiana di Siena.
Con il Trio Castello e con l’ Ensemble Spaziomusica, a partire dai primi anni ottanta orienta la propria attività verso il repertorio classico-romantico, eseguendo opere di Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann e Brahms ma anche pagine di musica contemporanea e del Novecento per pianoforte solo e in ensemble. È stato sul podio della Filarmonica della Repubblica di Corea, l’ Orchestra Sinfonica di Bacau, l’ Orchestra e la Sinfonietta del Teatro Lirico di Cagliari, gli ensemble Spaziomusica di Cagliari e Opera ma novità di Sassari con cui ha diretto in prima assoluta opere teatrali da camera di Oppo, Manzoni, Melchiorre, Lombardi, Solbiati, Sani ecc. Collabora come pianista con l’ Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari dopo anni di collaborazione alle produzioni d’Opera lirica. Svolge una intensa attività concertistica, partecipando a varie manifestazioni in varie parti del mondo (Europa, Asia, America del sud) in qualità di pianista e direttore, sia in formazioni cameristiche che da solista. Insegna musica da camera al Conservatorio di Cagliari.

Roberto Migoni nasce a Cagliari nel 1986. È ammesso nella classe di Strumenti a percussione del Mº Roberto Pellegrini nel 2001, e si diploma nel 2010 col massimo dei voti e la lode. Dal 2002 si avvicina alla musica jazz, partecipando a diversi seminari (NuoroJazz, Siena Jazz, Roma Jazz’s Cool) sotto la guida di E. Fioravanti, M. Manzi, J. Ballard, F. D’Andrea, S. Battaglia, ed aggiudicandosi numerose borse di studio. Si è esibito in diversi festival nazionali (fra i quali Time in Jazz 2006, NuoroJazz 2006, Villa Celimontana 2009, Musica sulle Bocche 2012). Nell’ambito della percussione contemporanea ha seguito master di S. Schick, D. Cossin, M. Stockhausen, M. Hirayama, F. Bedel tra gli altri, ed ha all’attivo numerosi concerti col progetto Modular, ensemble aperto di percussionisti, con cui ha eseguito musiche di Xenakis, Reich, Andriessen, Cage. Attualmente suona in diverse formazioni jazzistiche isolane, nel Modular Ensemble (con cui è stato pubblicato recentemente il CD “Drumming” di Steve Reich) e nel Modular Quartet (con Roberto Pellegrini, Francesco Ciminiello e Marco Caredda), con cui si è esibito in numerosi festival nazionali svoltisi a Cagliari (tra i quali Festival di Percussioni degli “Amici della Musica”, SpazioMusica, Musicintouch, Signal, Festival della Storia, Here I Stay), Campobasso (Le percussioni si incontrano, 2009), Oristano (Miniere Sonore, 2012), Lecce (Soundres, 2012), Novellara (RE) (Musica allo zenit, 2013).


Longobardi3- Ciro Longobardi Finalista e miglior pianista presso l’International Gaudeamus Interpreters Competition 1994 di Rotterdam, Kranichsteiner Musikpreis nell’ambito del 37° Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt nello stesso anno,  ha suonato per il Festival Traiettorie di Parma, Festival Milano Musica, Ravello Festival, Ravenna Festival, Rai Nuova Musica Torino, Festival Internazionale Angelica di Bologna, Biennale di Venezia, Saarländischer Rundfunk Saarbrücken, Ferienkurse Darmstadt, Festival Synthése Bourges, Festival Manca Nizza, Fondazione Gaudeamus Amsterdam, ZKM Karlsruhe, Unerhoerte Musik Berlino, INA GRM Parigi, Guggenheim Museum  New York, Festival di Salisburgo.

Ha registrato per Stradivarius, Limen, Mode, RaiTrade, Tactus, sempre con notevole riscontro di critica. Tra i premi ricevuti, un Coup de Coeur de Radio France (settembre 2011), un Premio Speciale della critica per il miglior CD italiano del 2011 nella categoria classica/strumentale, un CD del mese (ottobre 2012) e un Premio del Disco della rivista Amadeus (agosto 2013).

Ha tenuto conferenze-concerto e masterclass per i Conservatori di Rotterdam, Ghent, Bruxelles e Alicante, per la Hochschule di Basilea, per la University of Chicago e per la Manhattan School of Music di New York.

Insegna presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno e presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano, dove tiene l’insegnamento di pianoforte nell’ambito del Master of Advanced Studies in Contemporary Music Performance.


Sonic Fusion Festival - University of Salford

4- Roberto Fabbriciani Interprete originale ed artista versatile Roberto Fabbriciani ha innovato la tecnica flautistica moltiplicando con la ricerca personale le possibilità sonore dello strumento. E’ internazionalmente riconosciuto tra i migliori interpreti. Ha collaborato con alcuni tra i maggiori compositori del nostro tempo e molti dei quali gli hanno dedicato numerose ed importanti opere da lui eseguite in prima assoluta.

“… le sorprendenti innovazioni di Fabbriciani (anche lui <calato> nello studio di Freiburg, e io <calato> nella sua maestria).” Luigi Nono (1981).
“…qualsiasi cosa egli suona è sempre nel modo migliore.” John Cage (1989).
“…Ho la più grande ammirazione per la sua favolosa arte flautistica.” György Ligeti (1991).

Innumerevoli le registrazioni per emittenti radiotelevisive ed incisioni discografiche molte delle quali premiate dalla critica.


1921104_374577159364574_1368631388207184574_o5- Blow Up Percussion è un gruppo di percussioni costituitosi nel 2011 che ha base a Roma e che interpreta un repertorio moderno e contemporaneo.

L’idea è quella di ridefinire il concetto moderno di ensemble e renderlo permeabile alle influenze sonore del proprio tempo, interpretando il ruolo artistico/culturale della musica contemporanea come punto di incontro tra la musica “colta” e un’identità più Pop(ular). Si passa attraverso tutta la musica del XX secolo fino ad approdare nel nuovo millennio, dal serialismo al minimalismo, dalla musica concreta al teatro musicale.

Una realtà musicale organica, una serie di stanze comunicanti le cui componenti possano dialogare e lavorare insieme, vivere il proprio tempo storico in empatia con qualsiasi sensibilità artistica.

Questa ideale intersezione, può avvenire proponendo musica anche fuori dalle sale da concerto, in luoghi dove non ci si aspetterebbe di ascoltarla, una musica non (de)limitata in un luogo, ma una musica nel mondo, di tutti. Ma il luogo musicale è concepito non solo come uno spazio rappresentabile su una carta (topos), ma anche come luogo esistenziale (chora), luogo che esprima la relazione tra l’uomo e il suo territorio.

Il gruppo si è esibito al Cantiere Internazionale di Montepulciano, Festival di Nuova Consonanza, Festival “Tuscania Artescena”, Half-Die Festival, nella stagione “Contemporanea” e “In my life” all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Festival “Traiettorie” di Parma, Festival “Le Forme del Suono” a Latina, Fondazione W.Walton a Ischia, “Non Luoghi Musicali” a Caserta, “NO GO Festival” a Roma, Festival “MITO”.

Diverse le collaborazioni dirette con giovani compositori di rilievo come F.Filidei, P.Marchettini,E.C.Cole, L.Durupt . Tra i vari lavori ricordiamo alcune prime esecuzioni italiane (“Drums of Winter” di J.L.Adams, “Esercizio di pazzia” e “Silence=Death” di F.Filidei, “Sonate en TriOhm” di L.Durupt , “24 Loops” di P.Jodlowski) ed europee (“The So-Called Laws of Nature” di D.Lang, “Postludes” di E.C.Cole, “Dark Full Ride” di J.Wolfe“Brotherhood’s Journey” di P.Marchettini). Collaborano inoltre col duo londinese di musica elettronica “Plaid”.


6- Paolo Carlini

Per Paolo Carlini con grande ammirazione e gratitudine” (Sofia Gubaidulina)

Scritto espressamente per il grande fagottista Paolo Carlini” (Ennio Morricone)

Con tante scuse per la variazione difficile ma da lei cosi’ ben eseguita Suo” (Jean Francaix)

Ammirabile, insuperabile da tutti i punti di vista:  flessibilita, ricchezza di suono, versatilita’ immaginazione. Un fagotto di mille voci in una parola la perfezione. Con ammirazione suo amico“. (Luis de Pablo)

   

Dopo il diploma conseguito con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Ferrara, si perfeziona con Marco Costantini e Klaus Thunemann.

Dal 1987 è Primo fagotto  dell’ Orchestra della Toscana ed ha collaborato in tale ruolo con le orchestre del Teatro alla Scala di Milano,l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia le orchestre dei Teatri dell’Opera di Roma, Fenice di Venezia, Comunale di Bologna,l’Orchestra Sinfonica della Rai di Roma e la Filarmonica della Scala suonando sotto la direzione di Claudio Abbado,Riccardo Muti,Myung-Whun-Chung, Daniele Gatti, Esa Pekka Salonen, Daniel Harding, Rafael.F.De Burgos, Eliahu Inbal, Neville Marriner,Yeffrey Tate.  Solista nel più’ importante repertorio per fagotto e orchestra a fianco di direttori quali Hubert Soudant, Donato Renzetti, Peter Maag,Lu Jia, Gabriele Ferro,Mosche Atzmon, Zolst Hamar. Marzio Conti, Daniele Rustioni,Luca Pfaff, Yeruham Scharowsky,Marco Angius, Alexander Schneider,Francesco Lanzillotta,Marco Zuccarini,Lior Schambadal,Nicola Paszkowsky.

Nella musica da camera ha collaborato con Julian Raclin,Pavel Vernikov,Janine Jansen, Massimo Quarta, Alain Meunier, Franco Petracchi, Bruno Canino,Alessandro Specchi, Pietro De Maria, Hansiorg Schellenberger, Antony Pay ed ha tenuto concerti presso Carnegie Hall di New York,Mozarteum di Salisburgo, Auditorio Nacional di Madrid, Auditorium del Conservatorio di Tel Aviv,Teatro Colon di Buenos Aires,Festival Open Air Monaco di Baviera, Festival “Le Nuit Musicales de Nice” Nizza,Festival di Lubljana, Festival di Stresa, Festival RheinVokal am Mittelrhein,Concert Hall di Tokyo e Hong-Kong.

Da sempre interessato alla musica contemporanea, la sua attivita’ ha determinato un considerevole ampliamento del repertorio solistico per fagotto. Paolo Carlini e’ dedicatario di opere dei compositori:Luis de Pablo, Ennio Morricone, Giorgio Gaslini, Ludovico Einaudi,Luis Bacalov, Claudio Ambrosini,Alessandra Bellino, Carlo Boccadoro, Andrea Portera, Giancarlo Cardini, Nicola Sani, Enrico Pieranunzi, Maurizio Fabrizio, Giorgio Colombo Taccani,Nicola Campogrande, Marco Betta, Matteo D’Amico, Johnterryl  Plumeri,Dimitri Nicolau,Luca Mosca, Alessandro Solbiati.

Da segnalare le importanti collaborazioni con Luciano Berio, Sylvano Bussotti, Sofia Gubaidulina, Jean Francaix.

Numerose le registrazioni discografiche in veste solistica per: Sony Classical, CPO, Chandos,Naxos,Tactus, regolarmente trasmesse da Radio France,ORF, Bayerisches Rundfunk,WDR,NDR,SWR,CBC Radio Canada,RAI Radio3,Radio Svizzera Italiana Rete 2,Radio Swisse Classic, Radio Nuova Zelanda,Australia National Network, Birmingham Public Radio.

Per Rai Radio 3 ha registrato il Concerto in si b magg K 191 per fagotto e orchestra e la Sinfonia Concertante K297b di W. A. Mozart, la Suite Concertino OP.16 di Ermanno Wolf-Ferrari per fagotto archi e due corni, il Concerto per fagotto e orchestra d’archi di Giorgio Colombo Taccani, la Sinfonia Concertante di F.J.Haydn Hob.105 e Also Sprach die Sibylle per fagotto solo di Claudio Ambrosini.

Paolo Carlini tiene numerosi corsi di perfezionamento e master class: Conservatorio Nazionale Superiore di Lione,New York University, Rachmaninov Conservatory di Rostov on Don,Ural Music College di Ekaterinburg, Kazan State Conservatory,Haute Ecole de Musique di Losanna, Orchestra Giovanile Italiana,CEI Youth Orchestra, Praeneste International Music Academy di Roma e numerosi Conservatori Italiani.

E’ docente di fagotto presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali P.Mascagni di Livorno.


                                    
Ciro Longobardi

 


 SIAE–CLASSICI DI OGGI

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EMA VINCI CONTEMPORANEA

EMAVr

#SIAE-ClassiciOggi – #EMAVinciContemporanea

 

 

13 Gennaio del 2017

Gran Salto di Alessandra Bellino inserto su Suonare News

Gran Salto – Alessandra Bellino (presentazione del progetto discografico)

Il Salotto Contemporaneo: presentazione del CD di Alessandra Bellino – GRAN SALTO

 

 

 

“Maat(ma·t)” in studio con Roberto Fabbriciani e Alessandra Bellino

Blow UP: La voluntad de los metales (2012) di Alessandra Bellino

Concluso il Montaggio di Gran Salto di Alessandra Bellino

Una giornata ‘contemporanea’ con il “Gran Salto” di Paolo Carlini e Alessandra Bellino