Bach Haus, Opera da Camera di Michele Dall’Ongaro – DVD

Bach Haus
musica di Michele dall’Ongaro – libretto di Vincenzo De Vivo
Intermezzo in un atto – artista principale: Michele Dall’Ongaro
Direttore Federico Amendola – Regia dell’Opera Cesare Scarton

Personaggi e interpreti:

Johann Sebastian Bach, basso Clemente Antonio Daliotti; Anna Magdalena Bach, soprano Michela Guarrera; Nibbio, tenore Roberto Jachini Virgili

Organico Ensemble Reate Festival Orchestra

Regia video Giuseppe e Luciano Scali

«Un divertissement che rievoca la famiglia di Bach con i suoi tanti talenti musicali a cui un “impresario in angustie” chiede la composizione di un’opera lirica.»

Produzione 17 Novembre 2017 Teatro Flavio Vespasiano di Rieti

EMA Vinci service

Sound Designer: Giuseppe Scali – Sound Engineer: Marco Cardone – Operatori video: Giuseppe Scali e Marco Cardone – Montaggio Giuseppe eLuciano Scali; Color Correction Luciano Scali

Scene di Michele Della Cioppa, le proiezioni video di Flaviano Pizzardi, i costumi di Giuseppe Bellini, Andrea Tocchio, luci.

Data di Uscita 29.08.2018

Formato Principale DVD Altri Formati Album Digitale – Pubblicato Audio digitale – DVD di imminente uscita

2018 EMA Vinci records 40067 © EMA VinciEtichetta EMA Vinci contemporanea
Linea SIAE-Classici di Oggi • Genere – Contemporanea
WORLD PREMIERE RECORDING



Michele Dall’Ongaro Michele Dall’Ongaro, figlio di Deddi Savagnone, si diploma in composizione al Conservatorio di Santa Cecilia (Armando Renzi, Domenico Guaccero), Musica elettronica (Franco Evangelisti), Musica Corale e direzione di Coro (Vieri Tosatti, Domenico Bartolucci), Teoria e tecnica del canto popolare (Diego Carpitella), per poi perfezionarsi sotto la guida di Aldo Clementi. Nel 1978 è tra i fondatori dell’ensemble Spettro Sonoro, gruppo italiano dedito alla promozione e l’esecuzione della nuova musica, collaborando come interprete alla realizzazione di prime assolute e prime italiane di autori come Cage, Stockhausen, Evangelisti, Clementi, Scelsi fino ai più giovani. Sempre con Spettro Sonoro è tra gli interpreti della prima esecuzione integrale dell’opera musicale di F. Nietzsche (1979, Teatro Argentina, Auditorium della RAI di Roma). Dal 1980 collabora per alcuni anni come pianista con l’Orchestra Sinfonica della RAI di Roma e del Teatro dell’Opera di Roma. Ha realizzato alcuni programmi televisivi dedicati alla musica moderna e contemporanea (Che musica è?, 1979; Ritratto di Barbara Giuranna, 1996, Raitre). Dal 1985 ha iniziato la collaborazione con Radio2 proseguendo, dal 1990, su Radio3. Ha insegnato per 21 anni al Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila e “L. Perosi” di Campobasso. Per circa dieci anni ha insegnato alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio a Roma, di cui è stato socio fondatore. Le sue composizioni, presentate in Italia, Messico, Cina, Giappone, Stati Uniti, Paesi Bassi, Francia, Germania, Svizzera, sono state eseguite da interpreti come Lü Jia, Pierre-Yves Artaud, Quartetto Arditti, Luisa Castellani, Giuseppe Scotese, l’Ex-Novo Ensemble, Ars-Ludi, Eugenio Colombo, Ciro Scarponi, Emanuele Arciuli, Ensemble Alter Ego, Ensemble L’itinerarie, Ensemble Recherche, Ensemble 2E2M, Roberto Prosseda, Augusto Vismara, Roma Tre Orchestra e programmate nelle principali istituzioni in Italia e all’estero (tra cui l’Accademia di Santa Cecilia, il Teatro dell’Opera di Roma, Biennale di Venezia, Accademia Filarmonica Romana, Il Teatro Comunale di Bologna, Il Teatro Massimo di Palermo, Teatro Lirico di Cagliari, il Festival Milano Musica, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, Festival “Di nuovo” di Reggio Emilia, Festival Pontino, Nuova Consonanza, RomaEuropa Festival, Fabbrica Europa, Antidogma, Agon, Musica e scienza, Festival Pontino). Ha collaborato con Luciano Berio alla riedizione del ciclo di conferenze ‘C’È MUSICA E MUSICA, Gianni Rodari (Il filo, intermezzo in un atto, 1975), Vittorio Sermonti (melologo Gilda, mia gilda, 2001, La signorina Valerì, 2007), Luca Ronconi (musiche originali per Lisistrata, 1999), Stefano Benni (ciclo conferenze su Fantasia e musica, Bologna, 1998), Michele Serra (Jekyll, radiofilm musicale, 1995, Il Signor Carmine e altri animali, 1996), Alessandro Baricco (City reading, 2003), Ennio Morricone (Una via crucis, cantata per soli, coro, voce recitante, organo e orchestra, 1992, con Egisto Macchi e Antonio Poce), Mario Brunello, Katia e Marielle Labeque (Teatro Palladiumdi Roma, 2004-2005), Carlo Vecchi (Tartufo di Molière, 2007). Con Claudio e Daniele Abbado ha partecipato alla realizzazione dei video Alexandr Nevskij (Orf, Channel 4) e La casa dei suoni (Sony). È autore del saggio La musica tra suono e silenzio raccolto nell’Atlante del Novecento (UTET, 3 voll., 2000) a cura di L. Gallino, M. L. Salvadore e G. Vattimo e di La musica liquida del XXI Secolo (NOVA, L’Enciclopedia UTET, Scenari del XXI Secolo, 2005). Nel 1986 ha pubblicato l’analisi di tutte le opere di Giacomo Puccini (Pacini Editore, Pisa).[1] Nel 1991 ha ideato e coordinato la pubblicazione della prima raccolta in italiano di saggi analitici dedicati all’opera di Anton Webern (Anton Webern – spunti analitici: interpretazioni e metodologie, Nuova Consonanza, Roma). Dal 1993 al 1999 è stato consulente musicale del Romaeuropa Festival e dal 1996 al 1999 è stato presidente di Nuova Consonanza. Dal febbraio 1999 al marzo 2001 è stato Curatore delle Attività Permanenti del Settore Musica della Biennale di Venezia, di cui è diventato poi consulente (2003-2004). È vicepresidente del Centro Tempo Reale, fondato da Luciano Berio. È membro del Direttivo dell’Accademia Filarmonica Romana. Dal 2000 è il dirigente responsabile della programmazione musicale di Rai-Radio3. Attualmente è impegnato come recensore di novità discografiche e di edizioni musicali contemporanee e svolge prevalentemente attività divulgativa per la televisione sui canali della TV digitale terrestre della RAI, in particolare il canale Rai 5, ove va in onda con la trasmissione Petruška alle 10:15 di ogni sabato. Il 20 febbraio 2015 è stato eletto Presidente e sovrintendente dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma in sostituzione di Bruno Cagli



Il 16 e 17 Novembre inizio PRODUZIONE


EMA Vinci records effettua le riprese video dell’opera da camera di Michele Dall’Ongaro Bach Haus nel Teatro Vespasiano di Rieti. La registrazione audio sarà affidata all’ingegnere del suono Giacomo De Caterini.



Il colore del Sole, Opera da Camera di Lucio Gregoretti – DVD

musica di Lucio Gregoretti – libretto liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri – Opera da Camera in un atto – artista principale: Lucio Gregoretti

Direttore Gabriele Bonolis
Regia dell’Opera Cristian Taraborrelli

Personaggi e interpreti:

Caravaggio Massimo Odierna – Lena / Soprano I Cristina Neri – Celestina / Contralto I Anastasia Pirogova – Il giovane di piacere / Tenore I Daniele Adriani – Padre Superiore / Basso I Renzo Ran – Aloysio /Soprano II Claudia Nicole – La bardassa / Contralto II Natsuko Kita – Voce prima dell’incubo / Tenore II Jaime Canto Navarro – Voce seconda dell’incubo / Basso II Carlo Feola.

Organico Ensemble da Camera della Fondazione Teatro Comunale di Modena

Michaela Bilikova – violino / Claudio Castagnoli – viola /Paolo Baldani – violoncello / Fabio Bertozzi – clarinetto

Javier Adrian Gonzalez – fagotto / Benedetto Dallaglio – corno / Stefano Guiducci – percussioni / Francesca Pivetta – tastiera.

Regia video Giuseppe e Luciano Scali

«L’Opera è ispirata alla figura del Caravaggio, vissuta nel contesto di uno nuovo progetto di teatro musicale attraverso il testo omonimo firmato da Andrea Camilleri per Mondadori. Camilleri partecipa anche all’allestimento, in forma di un’azione in video condotta insieme a Ugo Gregoretti, storico protagonista del cinema italiano, che farà da cornice all’azione musicale sulla scena. Nell’opera si ricostruisce uno dei periodi più oscuri e burrascosi della vita di Caravaggio, quello da lui trascorso tra Napoli, Malta e la Sicilia tra il 1606 ed il 1608. Sul pittore pende una condanna alla decapitazione per l’omicidio di Ranuccio Tommasoni, avvenuto a causa di una discussione sorta durante una partita al gioco della pallacorda. L’artista è un uomo in fuga, perseguitato da mille ossessioni e condizionato da una fotofobia che lo costringe a vedere ‘il sole nero’ e a vivere le sue giornate nell’oscurità.»

Produzione 27 e 29 Ottobre 2017 Teatro Luciano Pavarotti di Modena

EMA Vinci service

Sound Designer: Giuseppe Scali – Sound Engineer: Marco Cardone – Operatori Video: Giuseppe Scali, Marco Cardone, Gemma Scali e Anita Azzi – Montaggio: Giuseppe e Luciano Scali; Color Correction: Luciano Scali

Costumi Angela Buscemi – Video Fabio Massimo Iaquone – Luci Alessandro Carletti

Data di Uscita 29.08.2018
Formato Principale DVD Altri Formati Album Digitale – Pubblicato Audio digitale – DVD di prossima uscita

2018 EMA Vinci records 40021 © EMA VinciEtichetta EMA Vinci contemporanea – Linea SIAE-Classici di Oggi • Genere – Contemporanea
WORLD PREMIERE RECORDING

Lucio Gregoretti Lucio Gregoretti si è formato al Conservatorio Santa Cecilia, dove è stato allievo di Bruno Cagli per la storia della musica e si è diplomato in composizione con Mauro Bortolotti. Ha seguito seminari di composizione con Luciano Berio e Ennio Morricone all’Accademia Musicale Chigiana e ha studiato direzione d’orchestra con Franco Ferrara e Giampiero Taverna. Ha ottenuto borse di studio ed è stato composer-in-residence presso varie istituzioni, tra cui la Aaron Copland House (New York, 2013), The MacDowell Colony (New Hampshire, 2005, 2006 e 2011), la Sacatar Foundation (Bahia, 2006), la Künstlerhäuser Worpswede (Germania, 2005), la Stiftung Künstlerdorf Schöppingen (Germania, 2002-2003). Ha insegnato composizione in vari conservatori italiani, è membro della European Film Academy e dal 2015 è presidente dell’Associazione Nuova Consonanza di Roma. Le sue opere teatrali sono state commissionate e rappresentate da istituzioni come il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Donizetti di Bergamo, il Theater Münster in Germania, il Salzburger Landestheater in Austria; la sua musica da concerto da istituzioni come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Accademia Filarmonica Romana, l’ORT Orchestra della Toscana, l’ensemble Sentieri selvaggi, i Chicago Chamber Players, la fondazione Music from Copland House di New York, e da numerosi ensemble e solisti di fama internazionale. Fin da giovanissimo si è dedicato anche alla musica applicata, ambito nel quale ha composto commedie musicali e musica per il cinema e per il teatro per un totale di circa un centinaio di produzioni, collaborando con registi quali Henryk Baranowski, Walter Manfrè, Marco Mattolini, Vittorio Pavoncello, Gigi Proietti. Più note, in tempi più recenti, le colonne sonore per i film di Pupi Avati (Il bambino cattivo, Il fulgore di Dony), Carlo Lizzani (Speranza), Margarethe von Trotta (La fuga di Teresa) e Lina Wertmüller (Francesca e Nunziata, Peperoni ripieni e pesci in faccia, Mannaggia alla miseria), componendo per quest’ultima in collaborazione con Lilli Greco. I suoi lavori sono editi da Suvini Zerboni e Rai Com e pubblicati su CD da CNI, Musicaimmagine, Rai Trade, Vdm. È uno dei figli della numerosa famiglia del regista Ugo Gregoretti.




DOCUMENTAZIONE 29 OTTOBRE 2017


La EMA Vinci service, dopo aver registrato la prova del 25 Ottobre e la prima del 27 Ottobre, oggi, 29 Ottobre, riprende la replica dell’Opera da Camera Il colore del Sole di Lucio Gregoretti.

Per un maggior dettaglio e precisione di ripresa lo staff che opera per le riprese video si avvale di due collaboratrici: Anita Azzi e Gemma Scali. Ricordiamo che Giuseppe Scali, oltre ad aver realizzato il  disegno del suono (regia della ripresa audio), oggi coordina le riprese video live, mentre Marco Cardone opererà come fonico di ripresa audio e in qualità di responsabile del progetto di allestimento di ripresa video.



DOCUMENTAZIONE Mercoledì 25 Ottobre 2017


Inizia la produzione del DVD con marchio dalla EMA Vinci records dell’opera da camera Il Colore del Sole di Lucio Gregoretti, su libretto liberamente tratto dall’opera omonima di Andrea Camilleri.
EMA Vinci service, per EMA Vinci contemporanea, registrerà le prove del 25 Ottobre (cablaggi, allestimento tecnico e verifica del progetto sonoro), la recita del 27 e quindi del 29 Ottobre.


L’opera è ispirata alla figura del Caravaggio, vissuta nel contesto di un nuovo progetto di teatro musicale, attraverso il testo omonimo firmato da Andrea Camilleri per Mondadori. Camilleri partecipa anche all’allestimento, in forma di un’azione in video condotta insieme a Ugo Gregoretti, storico protagonista del cinema italiano, che farà da cornice all’azione musicale sulla scena. Nell’opera si ricostruisce uno dei periodi più oscuri e burrascosi della vita di Caravaggio, quello da lui trascorso tra Napoli, Malta e la Sicilia tra il 1606 ed il 1608. Sul pittore pende una condanna alla decapitazione per l’omicidio di Ranuccio Tommasoni, avvenuto a causa di una discussione sorta durante una partita al gioco della pallacorda. L’artista è un uomo in fuga, perseguitato da mille ossessioni e condizionato da una fotofobia che lo costringe a vedere ‘il sole nero’ e a vivere le sue giornate nell’oscurità.

Opera in un atto liberamente tratta
dal Romanzo omonimo di Andrea Camilleri
Videointervista di Ugo Gregoretti ad Andrea Camilleri 
realizzata da Gianlorenzo Gregoretti

Commissione della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi
e della
 Fondazione Teatro Comunale di Modena

Personaggi e interpreti 
Caravaggio Massimo Odierna
Lena / Soprano I Cristina Neri
Celestina / Contralto I Anastasia Pirogova         
Il giovane di piacere / Tenore I Daniele Adriani
Padre Superiore / Basso I Renzo Ran
Aloysio / Soprano II Claudia Nicole Calabrese
La bardassa / Contralto II Natsuko Kita
Voce prima dell’incubo / Tenore II Jaime Canto Navarro
Voce seconda dell’incubo / Basso II Carlo Feola

Direttore Gabriele Bonolis
Regia, scene, drammaturgia video Cristian Taraborrelli
Costumi Angela Buscemi
Video Fabio Massimo Iaquone
Luci Alessandro Carletti

Ensemble da Camera
della Fondazione Teatro Comunale di Modena

Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola – DVD

50 anni dopo …

Direttore
Michael Boder
Regia e coreografia
Virgilio Sieni
Assistente regia
João Carvalho Aboim
Assistente alla coreografia
Giulia Mureddu
Scenografo e costumista
Giulia Bonaldi
Luci
Mattia Bagnoli
Corpo di ballo
Compagnia Virgilio Sieni
Maestro del Coro
Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Cast Il Prigioniero

Il Prigioniero
Levent Bakirci
La madre
Anna Maria Chiuri
Il Carceriere/Il Grande Inquisitore
John Daszak
Primo sacerdote
Antonio Garés
Secondo sacerdote
Adriano Gramigni

Danzatori
Jari Boldrini, Ramona Caia, Nicola Simone Cisternino, Lorenzo De Simone, Lucia Guarino, Maurizio Giunti, Maya Oliva, Andrea Palumbo, Asia Pucci e Sara Sguotti.


EMA Vinci contemporanea al Teatro del Maggio ha registrato, nei formati Audio Video, Il prigioniero di Luigi Dallapiccola.

Inserita nel cartellone dell’81° Maggio Musicale Fiorentino, l’opera ha debuttato martedì 19 giugno ed è stata poi replicata giovedì 21 e sabato 23, in un teatro gremito di spettatori attenti, che hanno tributato al lavoro un significativo consenso.
Regia e coreografie sono state curate da Virgilio Sieni, l’Orchestra del Maggio è stata diretta da Michael Boder, mentre il Coro da Lorenzo Fratini; pochi i personaggi sulla scena, che dividevano con i danzatori del corpo di ballo della Compagnia di Sieni: Levent Bakirci nei panni del protagonista, Anna Maria Chiuri in quelli della Madre, John Daszak come Carceriere e Grande Inquisitore, Antonio Garés e Adriano Gramigni rispettivamente primo e secondo sacerdote.

Opera tra le più importanti di Dallapiccola, Il prigioniero viene concepita e composta in un periodo delicato e sofferto come quello della guerra, che contagia inequivocabilmente il tessuto drammaturgico, conferendo al lavoro un carattere cupo e tragico. La musica, dal canto suo, rispecchia le caratteristiche del linguaggio proprio di quel periodo, è quindi in linea con quanto veniva sperimentato in campo dodecafonico e si avvale di una forte carica simbolica. Il soggetto deriva dalla suggestione esercitata sul compositore dalla lettura di un racconto di Auguste de Villiers de l’Isle Adam, La torture par l’espérance, dal quale nel 1943 viene ricavato il libretto; l’opera venne rappresentata per la prima volta nel 1950 al XIII Festival del Maggio Musicale Fiorentino e suscitò pareri discordanti, soprattutto in relazione al testo, che veniva da molti correlato alla situazione politica del secondo dopoguerra.

Per EMA Vinci, produrre e pubblicare il DVD de Il Prigioniero costituisce un’operazione di grande importanza. La casa discografica toscana ha realizzato la registrazione nel formato audiovideo dell’opera in prima mondiale.

A Dallapiccola il Festival quest’anno ha riservato uno spazio ampio e composito, allo scopo di approfondire e divulgare il repertorio di un compositore che è stato per motivi personali e professionali profondamente legato alla città di Firenze.

(Anita Azzi)



Il Prigioniero
musica di Luigi Dallapiccola – libretto di Luigi Dallapiccola
Opera in un prologo e un atto Maggio Musicale Fiorentino
Direttore Michael Boder – Regia dell’Opera Virgilio Sieni

Regia video Giuseppe e Luciano Scali

PRIMA REGISTRAZIONE DISCOGRAFICA MONDIALE NEL FORMATO AUDIOVIDEO


GLI AMICI DELLA MUSICA [articolo del 20 giugno 2018]

FIRENZE – Nel cartellone dell’ottantunesimo Maggio Musicale Fiorentino hanno trovato albergo due titoli apparentemente distanti dal punto di vista musicale, ma decisamente entusiasmanti e diventati affini per l’originalità dell’approccio: Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola ed I quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. Il primo rappresenta quella categoria di lavori teatrali del secolo scorso in cui c’è la dissociazione tra musica e dramma in un teatro a forti tinte tragiche e personalmente sofferto, con un linguaggio musicale estremamente aggiornato per il periodo storico in cui è stato composto e denso di significato tradotto attraverso un simbolismo acuto e lungimirante. Il Prigioniero è l’opera più sofferta del compositore in cui viene tradotto il patimento vissuto in tutta la vita; dalle incomprensioni e ostilità sopportate dopo il suo trasferimento a Firenze, che non riuscirono a far mutare la direzione del suo pensiero musicale e umanistico, alle vicende storiche della guerra dove “[… continua sulla pagina originale]


dal SITO del Maggio Musicale Fiorentino

È l’estate del 1939 quando Luigi Dallapiccola s’imbatte a Parigi nel racconto La torture par l’espérance, uno dei Contes cruels di Auguste de Villiers de l’Isle Adam: ne resta impressionato e, nel viaggio di ritorno, comincia a riflettere sul suggerimento ricevuto dalla moglie Laura di ricavarne un lavoro teatrale … continua

Il Prigioniero è un’opera in un prologo e un atto composta da Luigi Dallapiccola basata su un libretto in lingua italiana su opere di Villiers de l’Isle-Adam (il racconto La torture par l’espèrance) e Charles de Coster (La lègende d’Ulenspiegel et de Lamme Goedzak). La prima esecuzione ebbe luogo in forma radiofonica il 1º dicembre 1949 in concerto nell’Auditorium RAI di Torino; la prima esecuzione in forma scenica fu il 20 maggio 1950 al Teatro Comunale di Firenze, nell’ambito del Maggio Musicale Fiorentino. Siamo nella seconda metà del XVI secolo. Il prigioniero è detenuto nelle carceri spagnole, al tempo del re Filippo II. Riceve la visita della madre, perseguitata da un incubo, raccontato nel prologo, in cui il re le si presenta nelle vesti della Morte. Il prigioniero ricorda che dopo le torture qualcuno lo ha chiamato fratello, e sembra avere un momento di sollievo. Entra il carceriere, che nuovamente usa la parola fratello, e gli annuncia che la rivolta degli accattoni ha avuto successo. Nel prigioniero rinasce la speranza, e il sentimento si rinforza quando scopre che il carceriere è uscito lasciando aperta la porta del carcere. Il prigioniero tenta la fuga, nei corridoi riesce ad evitare due sacerdoti che discorrono tra loro, poi esce in un giardino. Qui viene catturato dal grande Inquisitore, che ha la stessa figura e la stessa voce del carceriere, che lo chiama ancora una volta fratello ma poi dolcemente lo conduce al rogo. “La libertà?”, si chiede il prigioniero sussurrando quasi incosciente, dopo avere guardato il rogo ridendo come un pazzo.


Luigi Dallapiccola – Michael Boder Dallapiccola nacque a Pisino nell’allora Austria Ungheria e oggi in Croazia, un piccolo paese nel centro dell’Istria, da genitori di origini trentine. Trascorse l’infanzia nella sua città natale, mentre più tardi fu a Graz, con la sua famiglia internata durante la prima guerra mondiale (il padre, direttore di un liceo italiano di Pisino, fu ritenuto “elemento sovversivo” e “politicamente infido” dall’amministrazione austro-ungarica, ed obbligato al confino). Malgrado le indubbie difficoltà patite durante il confino, il piccolo Luigi ebbe modo di assistere a numerose rappresentazioni d’opera presso il teatro della città stiriana, e furono proprio le suggestioni ricevute durante quelle rappresentazioni (in particolare quelle ricevute dalle opere wagneriane) che lo convinsero a voler diventare lui stesso un compositore. Alla fine del conflitto, una volta rientrato nella natìa Pisino, iniziò gli studi musicali nella vicina Trieste sotto la guida di Alice Andrich Florio e Antonio Illersberg; è grazie a quest’ultimo che Dallapiccola “scopre”, nel 1921, il “Manuale di armonia” di Arnold Schönberg, un incontro che segnerà profondamente tutta la sua vita, al punto che in anni più tardi, commentando questa sua prima lettura del testo schoenberghiano, Dallapiccola evocherà James Joyce citando la sua celebre frase “How life begins”. Dopo aver conseguito la licenza liceale, nel 1922 si trasferì a Firenze (città in cui da allora risiedette per il resto della sua vita) dove completò gli studi pianistici con Ernesto Consolo, e quelli di composizione sotto la guida inizialmente di Roberto Casiraghi e Corrado Barbieri, e in seguito di Vito Frazzi. Risalgono agli anni trenta le prime, importanti affermazioni in concorsi internazionali, con brani come la Partita per orchestra, o Musica per tre pianoforti (Inni). Nel 1938 sposa Laura Coen Luzzatto (1911-1995), che diventerà ben presto una figura indispensabile per lo sviluppo del linguaggio dallapiccoliano. Nel 1940 gli verrà offerta, per chiara fama, la cattedra di composizione al conservatorio Cherubini di Firenze; Dallapiccola stesso rinuncerà a questa carica nell’immediato dopoguerra, ritornando al suo impiego iniziale (insegnante di “pianoforte complementare”). Reagisce fermamente alle leggi razziali del 1938, ripensando all’internamento della sua famiglia a Graz durante la prima guerra mondiale con conseguenze ben visibili anche nella sua produzione musicale: lo stesso anno scrive i Canti di prigionia, seguiti successivamente dall’opera Il prigioniero. Nel dopoguerra la sua fama internazionale crescerà di continuo, in tutta Europa e in America, dove tra l’altro verrà invitato a tenere corsi di perfezionamento a Tanglewood (dove ebbe come allievo il giovane Luciano Berio), al Queens College di New York, alla University of California e altrove. Nel 1949 a Milano fu tra gli organizzatori del “Primo congresso internazionale di musica dodecafonica”, assieme a Riccardo Malipiero ed a colleghi più giovani quali Camillo Togni e Bruno Maderna. Nel 1968 a Berlino verrà rappresentato il suo Ulisse, opera su libretto proprio tratto dall’Odissea, frutto di un lavoro ben più che decennale che il compositore definì “il risultato di tutta la mia vita” (a lui si deve anche una trascrizione dell’opera Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi, rappresentata tra l’altro nell’ambito della stagione 1943 del Teatro alla Scala)[2]. Nel 1972 compose il brano Commiato per voce e strumenti, dal titolo profetico: sarà la sua ultima composizione. Luigi Dallapiccola si spegne a Firenze il 19 febbraio 1975, a causa di un edema polmonare, nella sua casa di via Romana 34 (all’interno del Palazzo di Annalena). Nel corso della sua vita Dallapiccola ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti: nel 1953 diventa membro dell’Accademia delle belle arti di Baviera, in seguito sarà nominato membro dell’Accademia dell’arte di Berlino (1958), della Royal Academy of Music di Londra (1969) e dell’Accademia di musica ed arte di Graz (1969). Ricevette inoltre il gran premio per la musica del Land Renania Settentrionale-Vestfalia, il premio “Ludwig-Spohr” della città Braunschweig, il premio “Moretti d’oro” della regione Friuli Venezia Giulia, il “Prix Arthur Honegger” a Parigi (1972), il premio Feltrinelli per la musica assegnato dall’Accademia Nazionale dei Lincei (1973) ed il premio internazionale d’arte “Albert Schweitzer”. Oltre a ciò, ricevette la laurea honoris causa dall’Università di Durham e dall’Università di Edimburgo (entrambe nel 1973); nello stesso anno gli fu inoltre conferita l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il 21 maggio 1976 il Rettore dell’Università di Bologna Tito Carnacini, conferì a Luigi Dallapiccola e Goffredo Petrassi la Laurea Honoris Causa in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo; per Luigi Dallapiccola ritirò il diploma la moglie Laura]. È sepolto nel cimitero fiorentino di Trespiano.

Michael Boder Born in Darmstadt, Boder studied first at the Musikhochschule Hamburg, then in Florence where he worked with Riccardo Muti and Zubin Mehta. He was an assistant to Michael Gielen at the Frankfurt Opera. He became chief conductor of the Basel Opera at age 29, working as a guest already at this time in Hamburg, Cologne, Munich, Berlin and at Covent Garden in London.  In 1991, he conducted in Basel the premiere of Luca Lombardi’s Faust. Un travestimento.. He became a regular guest conductor at the state operas of Berlin, Dresden, Hamburg and Munich. He also conducted at the San Francisco Opera, the Deutsche Oper Berlin and the Zürich Opera. He is focused on contemporary music, in opera and also in concert.  Boder made his debut at the Vienna State Opera on 15 December 1995, conducting Alban Berg’s Wozzeck. He conducted there also Elektra, Die Frau ohne Schatten and Ariadne auf Naxos, all by Richard Strauss, Schönberg’s Die Jakobsleiter, Puccini’s Gianni Schicchi, Berg’s Lulu, Wagner’s Die Meistersinger von Nürnberg, Hindemith’s Cardillac, and the premieres of Friedrich Cerha’s Der Riese vom Steinfeld in 2002 and Aribert Reimann’s Medea in 2010.  He made his debut at the Royal Opera House conducting Verdi’s Rigoletto. He conducted there the premiere of Morgen und Abend by Georg Friedrich Haas.[5] Other operatic premiere were in 1991 Penderecki’s Ubu Rex for the opening of the Munich Opera Festival, in 1992 Reimann’s Das Schloß, in 1998 Manfred Trojahn’s Was ihr wollt at the Bavarian State Opera, and in 2007 Henze’s Phaedra at the Berlin Staatsoper Unter den Linden.[4] In 1996, he conducted the German premiere of Enescu’s Œdipe in a production shown at several houses.[1] He conducted the premiere of Pascal Dusapin’s Faustus, the Last Night at the Staatsoper Berlin.  He was the General Music Director (GMD) of the Liceu in Barcelona from 2008 to 2012, and has been chief conductor of the Royal Danish Theatre from the 2012/13 season.


Una produzione del Maggio Musicale Fiorentino