AL DI LÀ DEI MIEI URAGANI – Francesco Gesualdi – CD

Le sonorità della fisarmonica e dell’elettronica sono protagoniste dell’album di Francesco Gesualdi, che è costituito da quattro composizioni di Mauro Cardi (Breath)*, Gianluca Ulivelli (Da soli paralleli)*,  Nicola Sani (Al di là dei miei uragani)** e Ludger Brümmer, direttore del ZKM di Karlsruhe (Turbulence)*.

*Scritto per Francesco Gesualdi
** Nuova versione 2014 per Francesco Gesualdi.

In copertina la riproduzione di un’opera dell’artista Bizhan Bassiri che rende alla produzione una compostezza ed eleganza unica nel suo genere.


di Renzo Cresti
Un originalissimo cd dello straordinario fisarmonicista Francesco Gesualdi come dimostra questo interessante lavoro che s’intitola Al di là dei miei uragani, titolo ripreso dalla composizione di Nicola Sani in questo cd.

Il lavoro si basa su un costante intreccio fra le nuove possibilità tecnico- esecutive della fisarmonica e l’elettronica, quella che si realizza ad altissimo livello nel Zentrum fur Kunst und Medientechnologie di Stoccarda, diretto da Ludger Brummer, presente nel cd con Turbulence, un bel brano che sfrutta al massimo le possibilità del trio virtuale fisarmonica-elettronica-spazio, rimanendo espressivamente fedele al suo titolo, infatti, il pezzo è molto lungo e nel suo diffondersi crea uno stato di turbolenza psichica.

Il citato pezzo di Sani utilizza la fisarmonica come un generatore di sonorità eccentriche, che poi vengono amplificate, utilizzando gli otto canali che avvolgono l’ascoltatore in un vivo spazio fatto di suoni mobili. Il soffio iniziale sembra quello di un uragano in arrivo, ma il brano non è affatto descrittivo, anzi, tutto è vissuto interiormente, con forza. L’abilità di Gesualdi nel far perdere al suo strumento ogni rimando alla memoria popolare, alla quale inevitabilmente la fisarmonica è legata, è davvero sorprendente. Solo con interpreti di questa qualità composizioni come quelle di Sani acquistano una profondità di senso, che cancella ogni riferimento all’effettistica. Esemplare il finale dove Gesualdi riesce a costruire una vera drammaturgia sonora.

Coraggioso il brano di Mauro Cardi, Breath, che si rifà all’omonima pièce teatrale di Samuel Beckett, pezzo dalla drammaturgia sonora sintetica e tragica (‘coraggioso’ proprio perché il lavoro di Beckett è davvero molto particolare). Fondamentali sono i respiri dell’interprete che, assieme ai suoni del suo strumento, vengono elaborati in tempo reale e vanno a sommarsi a un substrato elettronico costruito precedentemente. Respiri che diventano un vento gelido, suoni che inquietano l’anima. Anche in questo caso l’apporto di Gesualdi risulta fondamentale, al di là della perizia tecnica, per il modo con cui entra nelle viscere del brano.

Da soli paralleli s’intitola il lavoro di Gianluca Ulivelli, i due mondi paralleli evocati nel titolo sono ovviamente quello della fisarmonica e quello dell’elettronica. ‘Convergenze parallele’ potremmo dire utilizzando la celebre battuta di Andreotti, in effetti, i due poli che si mantengono distinti, in più punti, per esempio all’inizio del brano, convergono. La difficoltà dell’incontro ha anche una simbologia sociale. Il brano espone sonorità variegate, percorse da un senso drammatico.

Non si può non citare la bellissima immagine della copertina, un lavoro dell’artista Bizhan Bassiri. Bello anche il cofanetto, con presentazioni delle composizioni e foto. Un plauso alla EMA Vinci records, per l’ottimo lavoro e per il sempre più prestigioso Catalogo relativo alla musica del presente. Un grande applauso a Francesco Gesualdi che si conferma un interprete superbo.



BREATH – Mauro Cardi
(2007/2019 nuova versione per fisarmonica ed elettronica)

Breath è la nuova versione 2019 del brano composto nel 2007, commissionato da Nuovi Eventi Musicali per la 60a Estate Fiesolana ed eseguito da Francesco Gesualdi in prima assoluta il 7 luglio 2007, presso il Teatro Romano di Fiesole. Ispirato all’omonima pièce teatrale di Samuel Beckett, Breath realizza, nell’introduzione e nella coda del pezzo, questa straordinaria drammaturgia sui generis, secondo le scarne, ma meticolose indicazioni dell’autore. Il processo di svuotamento dell’azione scenica è spinto da Beckett alle estreme conseguenze rappresentando, nei 35 secondi previsti dall’opera teatrale, nello spazio dunque di un respiro, la desolante metafora della condizione umana. Breath prevede l’elaborazione in tempo reale della fisarmonica e dei respiri dell’interprete dal vivo, oltre ad un substrato elettronico costruito sul montaggio dei suoni elaborati a partire dai campionamenti registrati da Francesco Gesualdi, a cui l’opera è dedicata.


DA SOLI PARALLELI – Gianluca Ulivelli
(2014) per fisarmonica ed elettronica
Elettronica realizzata presso Zentrum für Kunst und Medien- technologie (ZKM), Karlsruhe e Klangwerkstatt Werner Funk, Stuttgart.

Due stelle polari, la fisarmonica e l’elettronica, che, in questo lavoro, procedono parallelamente- nonostante che tutti i suoni elaborati dall’elettronica derivino esclusivamente dallo strumento stesso. Due mondi che soltanto in alcuni punti si incontrano- come per esempio all’inizio del lavoro- per poi distanziarsi. Il mondo contemporaneo sembra essere fatto di questa sostanza: soli, ognuno di noi in galassie in espansione, soli nel magma quotidiano. Soltanto qualche punto di contatto con l’altro e con gli altri … E alla fine non può che rimanere un accenno di canto, il quale viene tragicamente trasfigurato.


TURBULENCE – Ludger Brümmer
(2014) per fisarmonica ed elettronica

La composizione Turbulence articola simultaneamente gli elementi contraddittori di riposo e movimento, stasi ed energia. L’energia sviluppata dagli elementi scintillanti si sviluppa nel corso del lavoro in emozionanti superfici sonore, in modo da condurre al contrasto tra altezza e profondità senza mai unificarsi. Il materiale sonoro della fisarmonica è costituito da figure motiviche e arabesche, registri speciali e utilizza come materiale compositivo la possibilità spaziale del suono dell’istruzione, i generatori di suono a sinistra e a destra, come materiale compositivo. Per tutta la durata della composizione, il fisarmonicista è incastonato tra un duo virtuale partner e uno strato eruttivo di suono, che proviene da registrazioni modificate elettronicamente della fisarmonica stessa ed esaspera l’energia dello strumento fino al grottesco. La fisarmonica suonata dal vivo aggiunge uno strato di timbri fantastici, gesti e virtuosismo giocoso. Il missaggio tenta di riprodurre il suono spaziale della composizione multicanale nel panorama stereo.


AL DI LÀ DEI MIEI URAGANI – Nicola Sani
(2003) per fisarmonica amplificata e nastro digitale a 8 canali

Commissione del Ministero della Cultura Francese e dell’Institut International de Musique Electroacoustique de Bourges. In questo lavoro la fisarmonica perde ogni significato evocativo legato alla memoria, all’iconografia o alla sua vocazione “popolare”, per diventare un generatore di sonorità stravolte, elettroniche ancora prima di essere amplificate, ruvide, permeate dal suono dell’aria, che si addensano anche ritmicamente in una sorta di respiro continuo, il motore da cui scaturisce il suono, scatenato da un abbraccio. Basato su sonorità estreme (sedimento, polvere di suoni) amplificate e distorte dalla elaborazione elettronica, il pezzo esplora le dinamiche spaziali attraverso la scomposizione del suono in più traiettorie, sfruttando appieno la dimensione acustica dello spazio multicanale. Al di là dei miei uragani parte dallo studio dello spazio timbrico pensato come espansione dello strumento, origine della materia sonora attraverso cui si definisce la composizione. I due universi sonori sono l’uno espansione dell’altro e la loro co-azione è organizzata secondo una logica di compresenza di eventi nel tempo. Entrambi agiscono nello stesso spazio, da essi deriva l’insieme delle sonorità proiettate dagli altoparlanti, si incontrano secondo una struttura che organizza il progetto della composizione come insieme di relazioni in uno spazio. Il nastro magnetico – costruito con suoni timbricamente omogenei in quanto prodotti con la fisarmonica – non è un terzo interprete virtuale, ma il luogo dell’incontro. Ne costituisce il sedimento e al tempo stesso fa scaturire le possibilità. Nella mia musica l’attenzione all’insieme delle possibili relazioni tra ciò che si ascolta e ciò che potrebbe accadere convive con la necessità di una drammaturgia organizzata secondo modi di distribuzione dell’energia sonora. Lo sviluppo su otto canali vuole rompere la logica artificiosa del dualismo stereofonico, proiettando il suono nella dimensione reale dello spazio che ci circonda e che si costruisce attraverso l’ascolto e i modi di ascoltare. In Al di là dei miei uragani emergono straordinarie e inedite inflessioni dello strumento, messe in evidenza dalle tecniche di ripresa microfonica e di elaborazione digitale del suono. L’uso dell’elettronica non è pensato come effetto da aggiungersi al suono strumentale, ma come espansione dinamica delle possibilità timbriche strumentali e di ulteriore esplorazione. L’interprete agisce come figura in rilievo all’interno di questa trama, soggetto che emerge da agglomerati sonori e dalle loro forme distribuite. Il pensiero va alle possibili forme di comunicazione del suono, a una musica che torni a far pensare, luogo delle possibilità e delle dinamiche, contro la logica dell’impossibile, del predeterminato, del modo unico di pensare e organizzare. Così la sfida nell’uso della soundtrack digitale, che in questa nuova concezione aperta della ricerca sonora all’interno di uno spazio di relazioni possibili, diventa materia viva, scatenando le azioni degli interpreti in una drammaturgia che ogni volta riesce a inventare, a creare un diverso concetto spaziale.



Si ringraziano:
Bizhan Bassiri per la concessione dell’immagine dell’opera Il Principe e lo studio fotografico L’Immagine di Carlo Maradei.


Francesco Gesualdi, E’ riconosciuto come uno dei più originali e versatili fisarmonicisti italiani della sua generazione. Padrone di un ampio repertorio di titoli fra i più importanti della Musica Antica e della Musica Contemporanea è regolarmente presente nei cartelloni delle più importanti Stagioni concertistiche, Università e in Teatri storici, in Italia, Europa, Australia e America. Ha realizzato oltre cento esecuzioni di autori della scena musicale classica contemporanea, molte delle quali in prima assoluta e a lui dedicate. Ha lavorato con alcuni dei più importanti compositori della scena mondiale: M.Kagel, S.Gubaidulina, M.Sotelo, A.Solbiati, S.Gervasoni, M.Franceschini, T.Hosokawa, H.Skempton, W.Rihm, solo per citarne alcuni. Ha suonato con importanti interpreti, direttori e orchestre come Alexander Ivashkin, Francesco Dillon, Mieko Kanno, Matteo Fossi, Laura Catrani, Alda
Caiello, Marco Angius, l’Orchestra Haydn di Bolzano e l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Ha realizzato progetti di Musica e Teatro con gli attori Carlo Cecchi, Maya Sansa, con i drammaturghi José Sanchis Sinisterra e Luca Scarlini e con il regista Giancarlo Cauteruccio. Collabora con i principali ensemble italiani tra i quali il Divertimento Ensemble diretto da Sandro e Sentieri Selvaggi diretto da Carlo Boccadoro. Ha lavorato con importanti Istituti Europei dediti allo studio e alla produzione della musica elettronica: Experimental Studio SWR di Friburgo; Tempo Reale di Firenze; ZKM di Karlsruhe. Dal 2011 è Direttore artistico del Festival G.A.M.O. di Firenze e direttore musicale del GAMO Ensemble. E’ professore di fisarmonica presso il Conservatorio Superiore di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli e presso la Scuola di Musica di Fiesole. Ha inciso CDs per Brillant classics, EmaVinci, Ars Publica, Stradivarius.

REFERENCE


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Pubblicato da EMA Vinci Contemporanea su Giovedì 26 dicembre 2019


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In produzione presso EMA Vinci service con la musica di Brummel