PLAN B – Girolamo Deraco – V

Minimodramma ludico per soprano, clarinetto e pianoforte

Musica Girolamo Deraco
Libretto Vincenzo Reale
Regia Cataldo Russo

Etymos Ensemble
Sonia Ciani
 soprano
Emanuele Gaggini clarinetto
Stefano Teani pianoforte

Perché “Plan B”?

Esiste sempre un’alternativa, si dice, fatta eccezione per la morte (forse).

In certi casi però l’ alternativa è destino, quando esistenza e sopravvivenza diventano realtà rare.

Minate da pestilenze esistenziali e impervie difficoltà a realizzarsi nel proprio ambiente, le comunità degli artisti – come quelle delle api – sono oramai accerchiate, costrette all’esilio, minacciate dall’esistinzione ed indotte alla difesa obbligatoria della propria natura e funzione: essenziale  per alcuni, superflua per altri. Come il miele.

L’arte è il miele della comunicazione. E non omettiamo il riconoscimento del ruolo dell’artista che esaurendosi porterebbe – probabilmente – alla definitiva disumanizzazione della residua dimensione sensibile e sensoriale, così come la scomparsa delle api produrrebbe un gravissimo danno biologico di mancata riproduzione delle specie vegetali.

Il “piano alternativo” – o meglio detto, il “piano delle api” (Plan bee) – continua ad affermare, con tono ironico e dolce-amaro, la necessità del superfluo come un’unica alternativa di vitalismo operoso alla disfatta muta della morte. di Debora Pioli

PLAN B
di Vincenzo Reale

Sinossi

Un insegnate privato sta aspettando una studentessa. Mentre suona il piano qualcuno (soprano) bussa alla porta imitando l’incipit della V sinfonia di Beethoven. L’insegnante, però, non apprezza il gesto: è un appassionato sostenitore dell’opera. L’attrito tra i due continua durante gli esercizi, quando la studentessa vorrebbe fare dei vocalizzi invece della “ginnastica” proposta dall’insegnante. Questi, non contento del comportamento della studentessa, comincia a pensare che non sia all’altezza delle sue pretese e medita un modo per mandarla via. Nel silenzio, mentre l’insegnante escogita un piano, la studentessa comincia a cantare “l’Aria delle api” ed egli rimane inaspettatamente colpito dalla sua voce, così va al pianoforte e suona con lei. Nel mentre compaiono da dietro le quinte un’ape trombettista e un’ape voltapagina e insieme terminano l’aria. Nel finale la studentessa vola via con l’ape trombettista e l’insegnate, inizialmente incredulo, la segue volando assieme all’altra ape.

NOTE

Voci, personaggi e orchestrazione

– Studente [S] – (Il soprano dovrà esser vestito interamente di giallo con qualche striscia nera e con i capelli rossi);

– Prima ape [B] – (La tromba esce fuori dalle quinte quando “L’Aria delle api” comincia. Il trombettista dovrà indossare un buffo costume da ape. Anche la tromba dovrà avere delle ali da ape);

– Seconda ape [B2] – voltapagina (Il voltapagina esce fuori dalle quinte quando il pianista comincia a suonare “L’Aria delle api”. Anche il voltapagina dovrà indossare un costume da ape. Il voltapagina dovrà “volare” intorno al pianista muovendo le braccia come se fossero delle ali);

– Insegnante [I] – pianobuzzer (Il pianista dovrà vestirsi casual. Il pianista suonerà anche il buzzer posto alla destra della tastiera del pianoforte dopo le note alte. Il suono del buzzer dovrà essere simile al rumore prodotto dalle api).

LIBRETTO

È il momento di provare. Un insegnante, a casa, sta suonando l’ouverture di un’opera in attesa di una studentessa per la lezione. Dopo qualche minuto qualcuno bussa alla porta.

S (bussa alla porta imitando la V sinfonia di Beethoven e cantandone le note): “…za za za zaa!”

I (guardando incredulo il pubblico): “…il destino che bussa alla porta, direbbe Beethoven”.

Qualche secondo dopo di nuovo…

S (di nuovo): “…za za za zaa!

Ancora I è incredulo, ma in risposta suona il seguito della V sinfonia di Beethoven al piano. Di nuovo alla porta è la stessa tiritera. Presto I si stanca ed emette un grido…

I (urlando): “Questa non è un’opera! È una sinfonia!!! A casa mia suono solo l’opera!!! È chiaro?!

Silenzio

I (urlando): “Entra…”La porta si apre lentamente e dopo qualche secondo appare la studentessa…

S (impaurita): “Mi dispiace tanto… pensavo fosse divertente…

I (a metà tra lo stizzito e il divertito): “Stai scherzando?! …hai pensato? Tu pensi? Non ho mai visto un cantante che pensa… (forte) Mi chiedevo… mi chiedevo se i cantanti avessero qualcosa nella loro mente vacua! E tu… (guardando il cielo) sei la risposta…”

S (impaurita): A volte sento qualcosa nella testa… attraverso la musica sento delle vibrazioni, credo…”

I suona il buzzer (beep) e interrompe il cantante…

I (serio): “Taci!!! …per otto secondi, per favore!!

S fa silenzio per otto secondi

 I (serio, gesticolando con enfasi ed eccitazione): “Hai sentito qualcosa?”

S (impaurita, guardando in aria): “…mmm no, non ancora…”

I (molto serio): “Questo è il motivo per cui sei una cantante…”

S guarda I senza comprenderlo…

 I (serio): “Ok, prima proviamo a fare qualche esercizio vocale e poi canteremo qualche aria. (Scherzando) Quale aria  conosce il tuo brillante cervello?”

S (raggiante e veloce): “… “l’Aria delle api” di Jerome Drack su una poesia di Norman Rowland Gale, scritto nel…”

I (serio, interrompendo la cantante): “Cosa? Sei sicura? Un’aria così difficile?”

S (impaurita ed esitante): “Be’, si…”

I (incredulo): “Mio Dio… non posso crederci…”

Silenzio.

I (serio): “Mmm, ok… facciamo qualche esercizio…”

S comincia a vocalizzare ma I suona il buzzer (beep) interrompendola…

I: “No, no, no! Ho detto esercizi… non vocalizzi, chiaro?”

S rimane impassibile…

I: “Ok. Primo esercizio: muovi braccia e gambe e saltella al ritmo della musica”

S (stupita): “…ma…”

I suona il buzzer (beep) interrompendo la cantante…

I: “Shh…forza, con me: uno, due, tre, quattro…”

I suona il piano mentre la cantante fa l’esercizio…

I (mentre suona): “Ok, va bene! Ora veloce…

I suona più velocemente e la cantante continua l’esercizio 

I (mentre suona): “Puoi fare di meglio… andiamo, più veloce…

I suona ancora più veloce e la cantante lo segue, ma con qualche difficoltà… (muovendo le braccia come le ali di un’ape)

S (ansimante): “…ma… io non ho mai saputo dell’esistenza di questo esercizio…

I suona il buzzer (beep) interrompendo la cantante e anche se stesso.

I: “Taci!!! Io sono l’insegnante e tu lo studente… chi insegna qui

S (intimorita): “…lei…”

I (soddisfatto): “E ciò significa che conosco il mio lavoro, no?!”

S: “…certo”.

I: “Avanti, prossimo esercizio…”

S (incredula): “Un altro? Ma io sono qui per cantare, non per fare ginnastica…”

I suona il buzzer (beep)

I: “Shh!!! Fammi fare il mio lavoro! Adesso, mentre io suono, tu corri intorno al piano… uno, due, tre, quattro…”

I suona il piano mentre la cantante comincia a correre intorno al pianoforte…

 

I (mentre suona): “Ok! Veloce…”

I suona più veloce e la cantante corre più veloce…

 

I (mentre suona): “Di più…”

I suona più veloce e la cantante va così spedita che inciampa e cade per terra dietro il pianoforte.

I guarda la cantante…

I (soddisfatto): “Ok, ora sei pronta, ma prima di cantare “l’Aria delle api” devi fare qualche vocalizzo. Allora, ripeti questa nota…”

S si rialza abbozzando un sorriso, poi assume la “posizione della cantante lirica”(una posizione bizzarra e singolare). I suona la prima nota e, mentre S assume la “posizione”, suona il buzzer (beep).

I (incredulo): “Cosa stai facendo?”

S (serio): “Sto… sto assumendo la “posizione della cantante lirica”…”

I (urlando): “Cosa?! Così sembra che tu debba andare urgentemente in bagno. Per favore, sii naturale e canta rilassata senza strane idee sulla posizione… (un po’ frustrato, parlando tra sé e sé)… la “posizione della cantante lirica”… mai sentita in tutta la mia vita… sono senza parole”.

S assume una posizione naturale in attesa di I.

 

I: “Ok, ripeti questa nota…”

S ripete la nota.

 

I: “Ancora… (subito dopo) e ora ripeti questa scala…”

S ripete la scala.

 

I: “Finalmente sento un po’ di musica… adesso ascolta l’arpeggio… e ripeti seguendo me.”

S ripete l’arpeggio.

 

I: “Ok, bene! Ora staccato”.

S ripete l’arpeggio, ma quelli seguenti sono molto difficili. S prova a seguire la musica, ma fa molti errori e I suona il buzzer (beep) interrompendola.

I (quasi calmo): “Sbagliato… per favore, segui me… ogni cosa, senza errori… fai esattamente quello che faccio io, ok?

 

S annuisce e I suona di nuovo. La musica è sempre difficile e S continua a fare molti errori. I suona il buzzer (beep) e S ripete il suono del buzzer…

 

S (seriosa): “Beep!”

I (mentre suona): “Segui me…”

S (ripetendo le parole di I e tentando di seguire la musica allo stesso tempo): “Segui me…”

I continua a suonare il pianoforte, ma qualcosa dentro di lui sta per esplodere e, errore dopo errore, la sua pazienza raggiunge il limite.

I suona il buzzer (beep) e S ripete il suono del buzzer…

 

S (ripetendo): “Beep!”

I (mentre suona): “Mi stai prendendo in giro?” Poi suona di nuovo il buzzer (beep).

S (ripetendo): “Mi stai prendendo in giro? Beep!”

I (mentre suona): “Non suonare con me!” Suonando il buzzer tre volte (beep, beep, beep).

S (ripetendo): “ Non suonare con me! Beep! Beep! Beep!”

I smette di suonare il pianoforte e suona un lungo “beep”, ma quando il buzzer cessa di suonare…

 

S (ripetendo a voce bassa, intimorita): “Beep…”

Silenzio. I due si guardano negli occhi…

 

I (serissimo): “Mi stai prendendo in giro?”

Silenzio.

 

S (avvilita, quasi piangendo): “Lei mi ha detto: “fai esattamente quello che faccio io… ogni cosa, senza errori”. E io l’ho fatto!”

I (sconvolto): “Non posso crederci (suona il buzzer e parla tra sé e sé) …sì, sono sveglio. (squadra la cantante) …non ho mai incontrato nessuno come te…”

Silenzio. I è incredulo…

 

S (mugugnando): “Mi dia un’altra possibilità… mi faccia cantare “l’Aria delle api”!”

I (inviperito): Non sai fare un cazzo di vocalizzo e mi chiedi di cantare “l’Aria delle api”?”

S (impaurita): “Sissignore…”

Silenzio. I, inquieto, comincia a camminare per la stanza e pensa a come potersi sbarazzare della cantante.  Al piano, vicino alle note basse, preme l’ultimo “Si”. Pochi secondi dopo la cantante comincia a cantare da sola “l’Aria delle api”. Dietro le quinte B (tromba con sordina) risponde alla cantante…

 

S (imitando un’ape): “Bee…”

B risponde alla cantante. Poi silenzio.

 

S (canta):

“You voluble,

Velvety

Vehement fellows

That play on your

Flying and

Musical cellos,

All goldenly

Girdled you

Serenade clover,

Each artist in

Bass but a

Bibulous rover!”

Inizialmente I non presta attenzione alla cantante che, passo passo, trova il coraggio di cantare.

Poco dopo B esce gradualmente dalle quinte suonando con S. I, incredulo, coglie qualcosa nella voce della cantante e lentamente va al piano e suona il buzzer (beep) interrompendo S.

 

I (scioccato): “Stop, stop, stop! Non posso crederci, stai cantando così bene… ricominciamo!”

Da dietro le quinte appare la seconda ape (B2) che “vola” vicino al pianista muovendo le braccia come fossero ali di un’ape per voltare le pagine.

Suonano tutti insieme.

 

S (canta):

“You voluble,

Velvety

Vehement fellows

That play on your

Flying and

Musical cellos,

All goldenly

Girdled you

Serenade clover,

Each artist in

Bass but a

Bibulous rover!

You passionate,

Powdery

Pastoral bandits,

Who gave you your

Roaming and

Rollicking mandates?

Come out of my

Foxglove; come

Out of my roses

You bees with the

Plushy and

Plausible noses!”

Alla fine dell’aria I, euforico, si alza in piedi e inizia ad applaudire.

 

I (guardando la cantante e B): “Brava! Bravi!!! (guardando il pubblico) Oggi ho imparato una lezione… mai tentare di parlare con i cantanti… lasciali soltanto cantare! e suona il buzzer (beep).

Nello stesso momento del buzzer (beep), S salta in groppa al trombettista e vola via dal palco (mentre B suona il motivetto dell’ape). I, a bocca aperta dopo aver assistito alla scena, per un attimo rimane immobile… finché, ripresosi, salta in groppa a B2 e anche lui vola via!

Produttori dell’Opera
CLUSTER – PUCCINI CHAMBER OPERA FESTIVAL – TEATRO DEL GIGLIO (Lucca)

© 2020 EMA Vinci – L&C


PRESENTAZIONE

INTERMEZZO

Arlecchino e Colombina presto sposi – Aldo Tarabella – V

Musica e regia di Aldo Tarabella
libretto di Pierfrancesco Poggi
la composizione è dedicata a Valerio Valoriani
soprano Maria Elena Romanazzi
chitarra Giacomo Brunini


Prologo

Come luogo dell’amore
C’è chi stima i prati in fiore
Chi una camera da letto
Col viola sul soffitto
E poi c’è chi invece spera
D’estasiarsi in mongolfiera
Su una vetta di montagna
O sul mare di Bretagn
Sotto i cieli di Parigi
Sulle sponde del Tamigi
In un’opera di Gluck
Dentro l’Ade a far zuk zuk
O su un ponte, là è perfetto
Del pittore Canaletto
Nella reggia più vicina
Ma non sa che la cucina…
Ma non sa che la cucina…
È la culla dell’amor.

 

Colombina:

Arlecchino!

 Arlecchino:

Colombina

 

Colombina e Arlecchino insieme:

Pochi san che la cucina

È la culla dell’amor!

 

Colombina:

(A PARTE) Ecco già mi batte il cuor

 

Arlecchino:

(A PARTE) E io sento un buon odor…

 

Colombina:

(TRA SE’) Sento i passi di Arlecchino.

 

Arlecchino:

(TRA SE’) Io invece un profumino.

 

Colombina:

(AD ARLECCHINO) Arrivasti così presto?

 

Arlecchino:

(A COLOMBINA) Dentro il forno c’è un arrosto?

 

Colombina:

E i servizi al tuo padrone?

 

Arlecchino:

Sono in pausa colazione.

 

Colombina:

Sei un pigron, datti da fare

Se vuoi un poco guadagnare

Per poterti maritare

E portarmi sull’altare

Un bel giorno a San Moisè!

Or che sei venuto a fare?

E che vuoi tosto da me?

 

Arlecchino:

Son venuto ad aiutare.

 

Colombina:

Bravo c’è tanto da fare.

 

Arlecchino:

C’è qualcosa da assaggiare?

Son maestro assaggiatore…

 

Colombina:

Qua ci vuole un tuttofare.

Non chi ha voglia di mangiare.

C’è la legna da portare

L’immondizia da gettare

Pentoloni da sgrassare

E lo straccio da passare…

E tu invece che vuoi far?

 

Arlecchino:

Assaggiar, devo assaggiar

Le vivande del padrone

Se son triste o se son buone…

È un dovere di Arlecchino

Preservargli l’intestino.

 

Colombina:

Credi che in quel che cucino

Io ci metta del veleno?

 

Arlecchino:

Assaggiando capirò

Se son buone sì o no.

 

Colombina:

Lascia stare quel tacchino!

 

Arlecchino:

Basta solo un pezzettino.

 

Colombina:

Allor non sei qui per me?

 

Arlecchino:

Sì per te e il tuo cagnolino.

 

Colombina:

Cagnolini non ce n’è.

 

Arlecchino:

Mi accontento del tacchino.

 

Colombina:

Vo’ parlar di cose serie.

 

Arlecchino:

Io per quelle sono in ferie.

 

Colombina:

E pensar che ti ho sognato:

Con la giacca di broccato

Il farsetto ricamato

La camicia, la fusciacca

Il codino e la parrucca

Il tricorno sulla zucca

Sulle gote due chignon

Il colletto coi pon pon

Ed il trucco ton sur ton

Poi il bastone nella mano…

 

Arlecchino:

Ma sognasti me o un divano?

 

Colombina:

E io allor che disgraziata,

Non son stata mai sognata?

 

Arlecchino:

Chi l’ha detto? Anch’io sognai

Di te spesso, altro che mai!

 

Colombina:

Che emozione mio Arlecchino.

Su racconta, stò vicino….

 

Arlecchino:

Il tuo capello cotonato

Era zucchero filato

Gli occhi neri cioccolato

E le guance panpepato.

Il nasino un ricciarello

Labbra un piccolo tarallo

E i tuoi seni Colombina

Due babà con ciliegina…

E il pancino un savarin.

E poi cosce, gambe e piedi

Starne e tordi sugli spiedi

E il sedere due pagnotte

Bianche, morbide e ben cotte.

 

Colombina:

Che visione ahimè tremenda

Mi scambiasti per merenda…

È l’amor per me divino!

 

Arlecchino:

Bramo averne un bicchierino.

 

Colombina:

Or va via che sono offesa.

 

Arlecchino:

Sì che deggio far la spesa.

Ma io penso a buon bisogno,

Non siam fatti per il sogno

Ma pel viver quotidiano

E io chiedo la tua mano.

 

Colombina:

Solo se non vuoi mangiarla.

 

Arlecchino:

Voglio solo accarezzarla

E sperare questo sì

Di sposarti giovedì.

 

Colombina:

Son felice e dico sì.

Giovedì è giorno amoroso?

 

Arlecchino:

No, è il mio giorno di riposo,

E per tutti gli Arlecchini

Turchi, Mori o Filippini.

 

Colombina:

Io per sempre ti amerò.

 

Arlecchino:

Giovedì ti sposerò.

 

Prologo:

E così la storia andò.

 

                                         

                                   Fine

 

PRESENTAZIONE

VIDEO

una produzione
Cluster – Puccini Chamber Opera Festival – Teatro del Giglio (Lucca)
(p) © 2020 EMA Vinci L&C

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