the (BTF) project – Vincenzo Gualtieri

Tracklist

(BTF)-8 for Frame Drums and live-electronics

(BTF)-7 for Tibetan bells and live-electronics

(BTF)-5 for augmented Cajon and live-electronics

(BTF)-1 for Piano sounds and electronics

(BTF)-6 for Guitar and live-electronics

(BTF)-4 for Sax and live-electronics

(BTF)-9 for Mouthpieces (Recorders-Sax) and live-electronics

I brani del presente album sono composti da Vincenzo Gualtieri e da lui stesso registrati presso il proprio studio.
Il compositore è inoltre interprete di tutti gli strumenti acustici ad eccezione della traccia 6, nella quale il Sax è suonato da Daniele Schirone

Grafica
EMA Vinci service – Giuseppe Scali

Il progetto (BTF)

AMBIENTE

fig. 1 – diagramma di flusso dell’interazione uomo-macchina-ambiente. Le linee tratteggiate raffigurano alcune delle interazioni possibili all’interno di un ambiente (e i Larsen-tones ne sono uno degli effetti).

Il progetto (BTF) nasce dall’idea di porre a confronto i comportamenti di un sistema elettro-meccanico (macchina) e di un sistema biologico (interprete) in un dato contesto sonoro. (fig.1)L’ambiente performativo è progettato per accogliere processi di retroazione costruttiva/distruttiva in ambito audio (feedback). Il progetto informatico e la presenza di sensori d’ascolto (microfoni, pickup), fanno sì che la macchina raccolga informazioni sui propri stati interni ed esterni e ne abbia memoria; essa reagisce in modalità dipendenti dalla storia che sono anche imprevedibili e indeterminabili analiticamente poiché di fatto si tratta di una macchina non banale (von Foerster, H., 1985).

MODELLO DI MACCHINA AUTOPOIETICA

fig. 2 – Modello di macchina autopoietica, che mantiene l’ordine interno (neghentropia) in rapporto alle perturbazioni esterne. La macchina produce se stessa utilizzando una fonte di energia esterna: dunque ha necessità d’interagire con l’ambiente (gli si accoppia strutturalmente). Allo stesso tempo la macchina continua a produrre l’ordine su cui si basa la propria organizzazione e si auto-organizza. Ma è anche una macchina cognitva: il suo trasformarsi produce anche apprendimento nell’aver memoria dei propri stati interni pregressi, e dei comportamenti dei sistemi ad essa esterni.

La sperimentazione con sistemi audio in feedback-negativo (con auto-regolazione) pone questioni come: comportamenti complessi derivanti da sistemi che si co-determinano mutuamente; emergenze di sonorità cosiddette di secondo ordine, che sono spesso imponderabili poiché legate all’interazione tra sistemi e sotto-sistemi complessi. Tra di essi s’instaurano reti di relazioni circolarmente causali e continue forme di auto-organizzazione (fig. 3).

SISTEMA SENSIBILE ALLE CIRCOSTANZE AMBIENTALI

fig. 3 – Morin Edgar , Il Metodo I. La natura della natura – p.80. 

Ogni sistema è in tal senso sensibile alle circostanze ambientali e può adattarsi ad esse mantenendo ugualmente una propria identità strutturale (omeostasi). Naturalmente, nel caso venga sottoposto a forze che ne alterino l’equilibrio, c’è il rischio di comprometterne irreparabilmente la natura. Nel progetto (BTF) sono state dunque vagliate le condizioni di possibilità d’interazione fra processi (DSP, scheduling ecc.) interni ed esterni alla macchina. Si è voluto in qualche modo renderla disponibile ad ascoltare (e ad ascoltarsi) ed eventualmente a modificare la propria azione.

Il suono come evento: perché i Larsen-tones?

L’organizzazione sonora in questo progetto avviene in una prospettiva per lo più evenemenziale (dell’evento), in cui l’incontro di fenomeni è osservabile in una sua propria unicità. Si tratta di un approccio che è attento al legame dei suoni con le rispettive sorgenti; che tiene conto della complessità delle relazioni costruttive/distruttive (rinforzo/attenuazione) che occasionalmente e/o causalmente vengono a crearsi fra più sistemi; che considera la natura processuale di alcuni fenomeni e si comporta in modo analogo nella gestione ad alto livello del flusso sonoro. In questo senso, interpreti e fruitori acquisiscono parte attiva non solo nell’azione performativa o dell’ascolto, ma anche solo nell’esserci: respirando, tossendo, sussurrando, muovendosi. Il corpo umano, che è dotato di un proprio coefficiente di assorbimento acustico, attraverso la rilevazione microfonica ambientale concorre attivamente alla generazione di segnali di controllo: «l’opera sente chi ascolta».

Talune circostanze – per motivi di prossimità degli agenti di emissione e di rilevazione del suono o per la quantità/qualità di energie acustiche sprigionate – favoriscono la generazione del cosiddetto effetto Larsen (feedback audio). Nel progetto (BTF) l’innesco di tale fenomeno sonoro può essere occasionale ma anche prodotto deliberatamente. Esso è da considerarsi come premessa per un’opportunità creativa. I suoni residuali, ciò che può apparire un effetto indesiderato o un fenomeno di disturbo, diventano in questo caso materiale fecondo per tre motivi: come ogni altro evento sonoro all’interno dell’ambiente performativo essi sono ri-presi dai microfoni ed elaborati dal sistema informatico; i Larsen-tones possono essere considerati come dei veri e propri bordoni, sebbene a diversa frequenza; quei bordoni sono le firme, le “toniche” di un particolare ambiente. Le proprietà acustiche di un ambiente sono captate dai sensori microfonici e diventano dunque sostanza e funzione di relazioni: non più (o non solo) colore. I Larsen-tones e tutto quanto di acusticamente rilevante accade nell’ambiente, partecipano alla costruzione dell’immagine-sonora complessiva. Il feedback audio è in ogni caso tenuto sotto controllo da sistemi di autoregolazione, secondo principi adattivi che generano ordine e auto-organizzazione. Esso rientra in una strategia complessiva che deliberatamente provoca relazioni che sfuggano ad un serrato controllo centrale. L’organizzazione sonora è formalizzata secondo categorie site-specific, in cui catene di eventi formano strutture relazionali dinamiche il cui senso si lega ad un luogo. Il suono, in quanto evento, diventa storia (traccia) di una vicenda d’interazioni fra agenti produttori di suono, i quali s’influenzano reciprocamente secondo le rispettive proprietà sistemiche. L’evento sonoro è in se il  portatore di insiemi di informazioni e di attribuzioni umane che pongono questioni cruciali sia sul piano psico-acustico che su quello comunicazionale.

Note:

I brani qui pubblicati sono stati eseguiti in live-electronics ed incisi senza esser stati previamente sottoposti a fasi di montaggio o a particolari interventi di post-produzione. La presenza di eventuali disturbi, di artefatti sonori, ne sono la dimostrazione. I brani sono stati composti per un sistema di diffusione quadrifonico. Si è reso pertanto necessario, ai fini della pubblicazione in formato CD, convertirli in formato stereofonico.

Gli strumenti acustici sono stati eseguiti dallo stesso autore. Fa eccezione (BTF)-4, per Sax e live-electronics, in cui è intervenuto il sassofonista Daniele Schirone che naturalmente ringrazio per la partecipazione. Per motivi di spazio, si è dovuto rinunciare alla pubblicazione di (BTF)-2, per Viola e di (BTF)-3, per Flauto dritto Basso, entrambi con live-electronics. La registrazione di alcuni suoni di Flauto (mod. Paetzold) – ottenuti grazie alla collaborazione col flautista Tommaso Rossi (che ugualmente ringrazio) – è stata utile a condurre esperimenti sul suono da cui è scaturito il brano fragment, from an improvisation on Recorder’s samples, che sarà pubblicato separatamente da questo supporto.

Per ulteriori approfondimenti si veda:
The (BTF) project. (conservatoriocimarosa.academia.edu/VincenzoGualtieri).


Etichetta EMA Vinci L&C
© 2020 Copyright EMA Vinci 70189
℗ 2020 Produttore EMA Vinci records
Data di Pubblicazione 16 Ottobre 2020


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