Descrizione
1. Marco Tutino, Medusa
per fagotto e orchestra d’archi
dir. Alessandro Cadario
Marcello Panni, Nocturne / Rituel
per fagotto e 14 archi
dir. Marcello Panni
Stefano Taglietti, Moving Point
per orchestra d’archi
dir. Pasquale Corrado
Marcello Panni, Le Madri Trenodia II
per due violini, viola, violoncello con una percussione
dir. Marcello Panni
Luis Bacalov, Tanghitud 4
per fagotto e pianoforte
pianoforte Fabrizio Datteri
Paolo Carlini fagotto
Orchestra d’Archi I Solisti Aquilani
REFERENCE
Il contrappunto
Paolo Carlini il fagotto senza confini
di Gregorio Moppi
A Paolo Carlini, primo fagotto dell’Orchestra della Toscana da quasi trentacinque anni, si deve l’ampliamento del repertorio per il suo strumento. Lui mette intelligenza, virtuosismo, poesia e desiderio di sperimentazione tecnica a servizio di tanti compositori d’oggi, che lo ricambiano dedicandogli lavori che resteranno a disposizione degli strumentisti del futuro. Il cd «Solo Solis» dell’etichetta Ema Vinci ne offre due saggi interessanti: pagine per fagotto e archi scritte non più di una manciata di anni fa da Marco Tutino e Marcello Panni. Insieme a Carlini, nel disco, suonano i Solisti Aquilani, gruppo nato da una suggestione dell’avvocato musicofilo Nino Carloni quando, nel 1968, cercava un complesso da camera per tenere concerti a L’Aquila. Proprio durante la stagione 2019 dei Solisti sono state registrate alcune tracce. Una è “Medusa” di Tutino, «piccolo studio sulla forma musicale che parte dalla convinzione che qualsiasi genere di composizione in musica sia prima di tutto un racconto», spiega l’autore, molto attivo come operista e difensore di una maniera di scrittura ancora legata al romanticismo. “Nocturne rituel” di Panni (qui anche sul podio) è invece immerso in una suggestiva nebulosa timbrica da cui sorge il canto arcaizzante del fagotto. Nel disco ci sono anche due pezzi dei Solisti senza fagotto: “Le madri” di Panni, lamento funebre di crudezza primitivista ispirato dalle “Supplici” di Euripide, e l’astrazione sonora di “Moving point” di Stefano Taglietti. Poi però torna Carlini, con il piano di Fabrizio Datteri, per “Tanghitud 4” del premio Oscar Luis Bacalov.
Corriere della Sera / Corriere Fiorentino, 18 Gennaio 2022
Paolo Carlini e quei fascinosi panorami sonori
di Francesco Ermini Polacci
Si aprono i panorami sonori contemporanei più differenti all’ascolto del cd «Solo Solis» (Ema Vinci), con protagonista il fagottista Paolo Carlini, prima parte dell’Orchestra della Toscana, qui con I Solisti Aquilani. Ma non sono solo la precisione nell’emissione e la bravura tecnica a fare di Carlini l’autorevole guida di questo percorso fra i brani di Tutino, Panni e Bacalov: sono anche l’entusiasmo e la curiosità versatile, che si traducono, sul piano interpretativo, in totale convinzione, e dunque in naturalezza. E così nell’accattivante «Medusa» di Tutino (direttore Alessandro Cadario), il suo fagotto conosce con vivacità le voci espressive più diverse, in «Nocturne» di Panni (sul podio lo stesso compositore) indaga astratte dimensioni sonore di gusto sperimentale, e in «Tanghitud 4» di Bacalov (pianista Fabrizio Datteri) si abbandona a swing jazz e alla sensualità del tango.
