ROAD RUNNER di Claudio Jacomucci 106° nella classifica USA

Un programma particolarmente intelligente, interessante e attualissimo, considerando in modo particolare l’anno di produzione Ottobre 2002, l’Album del fisarmonicista stimato già dai compositori al momento della pubblicazione, si evidenzia in America raggiungendo un risultato importante per la musica colta contemporanea italiana e non solo.

La fisarmonica nel suo rapporto trasversale con una ristretta ma significativa cerchia di compositori contemporanei: la dimensione epigrammatica e introspettiva dei Five Pieces (1973-1998) di György Kurtág; la speculazione matematica di Feria IV (1997) di Franco Donatoni; l’esplorazione dell’arcaicità della forma di Sequenza XIII “Chanson” (1995) di Luciano Berio, il Tango Apocrifo di Luis De Pablo (1984-96), la contemplazione geometrica di Vagabonde blu (1998) di Salvatore Sciarrino, la forza centrifuga del montaggio casuale di Road Runner (1986) di John Zorn. Il percorso di Claudio Jacomucci, pur denso di insidie, è pur fecondo di stimoli in un insieme sonoro che conduce la fisarmonica in territori di rado esplorati con queste intensità. La sua è una fisarmonica moderna, non processata, ma liberamente acustica. Abile nel muoversi in contesti che esaltano la dimensione totalmente strumentale: dinamiche in massimo contrasto dialettico, improvvisi salti di registro, esaltazione del respiro e imprendibilità agonica. Nella fisarmonica c’è sempre qualcosa che sfugge al nostro controllo: nello strumento di Jacomucci la complessità della sua dimensione valica ogni cognizione per introdurci in un mondo che attende ancora una seria considerazione da parte di molti fruitori di musica contemporanea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *