72 Nomi, Italian Garden – Marco Bagnoli – Giuseppe Scali

Settantadue Nomi

Suono ICdV2022 (paesaggio con artigiani e operatori) di Giuseppe Scali.
Il suono (in loop) contiene citazioni di musica di Michael Galasso

Inaugurazione 20 Maggio 2022

Opera in ceramica di Marco Bagnoli
Istallazione permanente località Ambrogiana – Montelupo Fiorentino
Installazione acustica progettata e curata da EMA Canticae – EMA Vinci service

Aggiornamenti

Venerdì 8 Maggio 2026

L’installazione 72 Nomi – Italian Garden è un’opera monumentale e site-specific situata nel parco dell’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) della Villa Medicea dell’Ambrogiana, a Montelupo Fiorentino.

Si tratta di un lavoro complesso che unisce scultura, architettura del paesaggio, spiritualità e sound design, frutto della collaborazione tra l’artista Marco Bagnoli e il compositore – sound designer Giuseppe Scali.


Il Concetto dell’Opera

L’opera, definita anche scultura sonora, si configura come un “giardino nel giardino”, un dispositivo visivo e sonoro che dialoga con la storia stratificata del luogo (da villa di caccia dei Medici a luogo di reclusione).

  • I 72 Nomi: Il titolo rimanda alla tradizione esoterica e cabalistica dei 72 nomi di Dio (lo Shem HaMephorash). Bagnoli traduce questo concetto metafisico in una struttura fisica composta da 72 steli in acciaio.

  • La Forma: Gli elementi verticali sono disposti secondo un preciso disegno geometrico che evoca la sezione aurea e le proporzioni classiche del giardino all’italiana, ma reinterpretate in chiave contemporanea e astratta.

  • L’Interazione con la Luce: L’acciaio riflette la luce solare e i colori del parco circostante, rendendo l’opera mutante a seconda dell’ora del giorno e delle stagioni.


La Componente Sonora (Giuseppe Scali)
dal titolo: Suono ICdV2022 [Scultura sonora]

Il contributo di Giuseppe Scali è fondamentale per trasformare l’installazione in un’esperienza immersiva, alfine di manifestarsi in opera totale ed unica. Il suono non è un semplice sottofondo, ma una materia plastica che abita lo spazio e si fonde completamente alla scultura plastica pittorica e paesaggistica

  • Suono Olofonico: Scali ha progettato un sistema sonoro che sembra scaturire direttamente dal terreno o dalle strutture stesse.

  • La Composizione: Il tappeto sonoro mescola frequenze pure, riverberi e campionamenti che interagiscono con l’ambiente. Il suono agisce come un “legante” invisibile che unisce i 72 elementi metallici, creando un’atmosfera meditativa che invita al silenzio e alla riflessione.

  • Dialogo con il Luogo: In un luogo che per decenni è stato segnato dalla sofferenza e dal “rumore” della reclusione, il suono di Scali opera una sorta di pulizia vibrazionale, restituendo armonia al parco.


Il Contesto: L’Ambrogiana

L’installazione fa parte del progetto di rigenerazione urbana e culturale di Montelupo Fiorentino. Collocare un’opera di tale portata all’Ambrogiana significa:

  1. Riconnettere la Villa alla Città: Aprire spazi che sono stati chiusi per secoli.

  2. Memoria e Guarigione: Utilizzare l’arte contemporanea come strumento per “curare” le ferite storiche di un ex ospedale psichiatrico giudiziario.

  3. Filosofia di Bagnoli: L’artista, spesso associato all’area della transavanguardia ma con un percorso molto personale legato alla scienza e alla mistica, vede l’opera come una soglia tra il visibile e l’invisibile.


Nota di stile: Se visiti l’opera, il consiglio è di non limitarti a guardarla da lontano. Cammina tra gli steli: la percezione del suono di Scali cambia radicalmente muovendosi all’interno della griglia metallica, creando un’esperienza spaziale unica per ogni visitatore.

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