Nocturni
Duo Ynarsi
Chopin
Etude N° 9 op. 10
Etude N° 6 op. 10
Tchaikovsky
The Seasons op. 37 – April
The Seasons op. 37 – May
The Seasons op. 37 – June
Brahms
Capriccio N° 7 op. 116
Intermezzo N° 4 op. 116
Intermezzo N° 2 op. 116
Grieg
Aus Jungen Tagen op. 65 N° 1
Illusion op. 57 N° 3
Nocturne op. 54
Elegie op. 38
Albumblatt op. 47 N° 2
Skrjabin
Prelude N° 1 op. 33
Prelude N° 4 op. 16
Prelude N° 3 op. 22
Prelude N° 22 op. 11
Prelude N° 2 op. 33
Carlo Enrico Sandrini clarinet
Andrea Gallo guitar
Le opere selezionate nella presente incisione sono frutto di un approfondito lavoro di analisi del testo musicale, che prende nuova forma attraverso una rilettura totalmente inedita, in favore di una ricerca timbrico-espressiva che consenta al fruitore di accostarsi a questi grandi capolavori partendo da una nuova prospettiva di ascolto.
I pregi dei due strumenti affidatari di questo arduo compito sono sicuramente meno dei loro “difetti”, che qui si trasformano in punti di forza. Infatti, la flebile voce della chitarra, che non può certo competere con il possente timbro del clarinetto, diviene qui un impulso (per l’elaboratore e, in seconda istanza, per gli esecutori) a trovare soluzioni timbriche ed equilibri differenti che inevitabilmente vanno a trasfigurare il testo originale; esattamente come i transitori d’attacco e di estinzione dei due strumenti, estremamente differenti tra loro, suggeriscono percorsi espressivo-interpretativi alternativi.
Il breve sostegno della chitarra dona all’ascoltatore dei preziosissimi istanti di meditazione, che permettono di cogliere un fraseggiare più chiaro, più simile a quello di un parlato, che si integra con le possibilità del clarinetto di creare contrasti timbrici in momenti di maggiore enfasi, sia in un contesto che richieda un semplice rafforzamento dinamico sia in occasioni nelle quali un vibrato sostenuto possa rendere tutto il discorso più teso.
I brani elaborati sono tutti tratti da opere che trasudano una maturità artistica che a volte trascende l’età anagrafica dei singoli compositori, come nel caso dei due spettacolari “Studi dell’op. 10” di Chopin, appena diciannovenne al momento della loro composizione, o dei “Preludi” del giovane Scriabin, che si trova solo all’inizio del suo percorso, culminante nella sperimentazione armonica più ardita di cui sono sature le sue ultime sonate per pianoforte.
Nel caso degli Intermezzi op. 116 di Brahms, ci si trova al cospetto di un’anima dolce, geniale e matura, all’apice della sua profondità di pensiero filosofico e musicale, nei quali un’aria crepuscolare invita al silenzio dell’ascolto profondo.
Un percorso più articolato, attraverso momenti differenti della vita di Grieg, ci è regalato da una selezione dei suoi celebri “Pezzi Lirici”, che accompagnano il nostro umore ora verso un’apoteosi di fuoco giovanile, come nella meravigliosa pagina tratta dall’op. 65 “Aus Jungen Tagen”, ora in un mondo fatto di sola dolcezza e sentimento, come nel “Notturno” dell’op.54, espresso con le nobili parole di un uomo pieno d’amore.
Il culmine dell’inventiva melodica raggiunto nella composizione delle “Stagioni” op. 37, dell’allora trentaseienne Tchaikovsky, dona a questo percorso un momento di “leggerezza” e naturalezza espressiva, più vicina al canto che si può immaginare di udire in un mondo fantastico e pieno di colori, eppure abissalmente distante da ogni forma di banalità.
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