Complete music for lute played on guitar – Dario Bisso Sabàdin

Complete music for lute played on guitar – Dario Bisso Sabàdin

Johann Sebastian Bach

Lute Suite in E Major, BWV 1006a: Prélude

Lute Suite in E Major, BWV 1006a: Loure

Lute Suite in E Major, BWV 1006a: Gavotte en Rondeau

Lute Suite in E Major, BWV 1006a: Menuetts I & II

Lute Suite in E Major, BWV 1006a: Bourrée

Lute Suite in E Major, BWV 1006a: Gigue

Lute Suite in A Minor, BWV 995: Präludium – Presto

Lute Suite in A Minor, BWV 995: Allemande

Lute Suite in A Minor, BWV 995: Courante

Lute Suite in A Minor, BWV 995: Sarabande

Lute Suite in A Minor, BWV 995: Gavotte I & II

Lute Suite in A Minor, BWV 995: Gigue

Lute Suite in E Minor, BWV 996: Passaggio – Presto

Lute Suite in E Minor, BWV 996: Allemande

Lute Suite in E Minor, BWV 996: Courante

Lute Suite in E Minor, BWV 996: Sarabande

Lute Suite in E Minor, BWV 996: Bourrée

Lute Suite in E Minor, BWV 996: Gigue

Lute Suite in A Minor, BWV 997: Prelude

Lute Suite in A Minor, BWV 997: Fuga

Lute Suite in A Minor, BWV 997: Sarabande

Lute Suite in A Minor, BWV 997: Gigue & Double

Prelude, Fugue and Allegro in D Major, BWV 998: Prelude

Prelude, Fugue and Allegro in D Major, BWV 998: Fugue

Prelude, Fugue and Allegro in D Major, BWV 998: Allegro

Prelude in D Major, BWV 999

Fugue in A Minor, BWV 1000

Dario Bisso-Sabàdin, chitarra

Queste righe, la cui lettura normalmente accompagna il contestuale ascolto della registrazione a cui sono allegate, sono volutamente avulse (distanti) da intenzioni analitiche, musicologhe, strumentali, storiche, filologiche le cui consultazioni si rimandano ai trattati, manuali, e testi specialistici.

Vorrebbero invece coinvolgere l’ ascoltatore rendendolo partecipe alla emozione provata nel progettare, adattare, studiare, interpretare e registrare queste musiche di altezza immensurabile.

La registrazione di tutte le composizioni per liuto solo di Johann Sebastian Bach con la chitarra prevede non solo un adattamento o trascrizione del testo musicale originario dal liuto alla chitarra, ma anche una concezione musicale e strumentale che consegni una nuova veste di bellezza sonora, al di là delle mode e delle tendenze evitando prese di posizione radicali.

Il lavoro nasce dalla conoscenza pluridecennale di queste meravigliose pagine contenenti forse il più bel repertorio che si possa suonare con la chitarra. Ma nasce anche dalla consapevolezza di potere trasmettere quella vera emozione che Bach, vissuto nella Germania tra i secoli 17mo e 18mo, ci ha lasciato nelle sue composizioni attraverso il medium uno strumento musicale che lui stesso di certo non ha avuto modo di conoscere. La chitarra spagnola.

Lo strumento con il quale è stato registrato questo album è una chitarra classica di tradizione spagnola, costruita in Spagna alla fine del ‘900, sulla quale sono montate corde di nylon.

Ecco: costruire un percorso di incitazione all’ascolto, non forzatamente colto, del migliore tra i repertori barocchi della storia del liuto, composto in Germania e registrato in Italia con una chitarra costruita in Spagna da un chitarrista italiano significa porsi nella posizione di dovere porsi delle domande e trovare delle risposte mediate dalla conoscenza di così tanti ed eterogenei elementi.

La contaminazione e mediazione di tanti elementi così diversi e apparentemente distanti tra loro, diventa sfida affascinante che supera i confini delle categorie e ci riporta, forse, alla primigenia curiosità stilistica, necessità di nuovi timbri e avidità musicale che caratterizzò la vita musicale e professionale di Bach.

Il contrasto di  tali e  tanti elementi si trasforma in un nuovo gusto di cibarsi e nutrirsi di tale prelibatezze musicali, in passato forse a volte violentate da spregiudicate interpretazioni oppure da sterili necessità intellettuali di far tutto combaciare con elementi più storico-musicologici che musicali.

Anche il corpus delle musiche per liuto di Bach qui registrate con la chitarra è di per sé  composto da brani di natura eterogenea, organizzati tra loro con principii differenti. Suite, trittico e brani staccati sono gli insiemi musicali con cui sono state raccolte le musiche.

In un ordine non legato alla tradizione, né alla numerazione di catalogo, le Quattro Suites, un Preludio, Fuga e Allegro, un Preludio e una Fuga sono i brani qui proposti che compongono il corpus integrale delle composizioni per Liuto solo suonati alla chitarra.

La lettura interpretativa e lo spirito esecutivo con i quali sono state concepite  le registrazioni di questo cofanetto, non hanno volutamente tenuto conto delle ormai  assodate rigorose regole di interpretazione strumentale barocca filologica dato che la scelta sarebbe stata anacronistica in rapporto alla tipologia dello strumento usato per la registrazione, una José Ramirez classe 1ma Especial del 1996, ed alla tecnica con cui è stata suonata. Si sono addottate delle coscienti attenzioni circa la tipologia di variazioni o abbellimenti nei ritornelli delle danze delle suites. Senza estremismi interpretativi e ma puntando più al fattore estetico ed emozionale dei brani.

Suite BWV 1006a , in Mi maggiore, composta originariamente per violino da Bach per violino solo col nome di Partita n 3 (BWV 1006), inizia con il Preludio, elaborato dallo stesso Bach per orchestra come sinfonia della cantata Herr Gott, Beherrscher aller Dinge (BWV 120a). Il movimento che segue è una Loure, antica danza francese il cui nome deriva dalla cornamusa normanna (ludr o luur), probabilmente l’unico esempio nella produzione bachiana. Gli altri movimenti sono tutti ispirati a danze di derivazione francese tranne la Gigue finale che ha probabili origini britanniche.

Suite BWV 995 , in la minore è trasposta dalla tonalità di sol minore della liuto risultato di una adattamento ad opera di Bach stesso, della Suite V per violoncello solo (BWV 1011). La Suite si apre con un Präludium-presto concepito in stile di ouverture alla francese, seguito dal presto in forma di fugato, e presenta poi la consueta successione di danze francesi – allemande, courante, sarabande, gigue – con l’inserimento tra la terza e la quarta danza delle gavotte I e II, inserzione che conferisce all’intera Suite un’articolazione interna a coppie in cui la sarabande si trova a fungere da “ago della bilancia”.

Suite BWV 996 , in mi minore, originariamente composta per strumento tastiera col suono di liuto, ovvero per Lautenwerk: una sorta di cembalo ma con la cassa fatta a forma di liuto e probabilmente le corde di budello che produceva un suono simile al liuto ma ovviamente mediato dalla meccanica della tastiera. Simile nella concezione stilistica e formale della Suite BWV 995, contiene in sé la celebre Bourrée usata sporadicamente anche come brano staccato, anche in chiave Rock.

Suite BWV 997, in la minore, originariamente in do minore fu composta per tastiera e poi trascritta per liuto. A è volte segnata come Sonata dato che il suo susseguirsi di Preludio, Fuga, sarabanda Giga e Double è indubbiamente uguale alle sonate per violino solo. Il segno distintivo di questa suite è la catabasi al basso ovvero basso che scende di grado congiunto. Ciò è molto evidente nel Preludio, nel soggetto della Fuga al contrario (anabasi), nella giga e nel suo double.

Preludio, Fuga e Allegro BWV 998, in Re maggiore, originariamente in Mi bemolle maggiore, è un trittico assai equilibrato in cui i tre elementi musicali compositivi quali la melodia, il contrappunto e il ritmo vengono bene delineati per caratterizzare in maniera armoniosa ed equilibrata i tre movimenti che lo compongono.

Preludio BWV 999, in re minore, brano originariamente in do minore per tastiera bene si presta alla esecuzione sulla chitarra che attraverso la combinazione delle sue corde bene mette in luce le sue armonie arpeggiate.

Fuga BWV 1000, in la minore, anch’essa è una elaborazione trasposta un tono sopra di una fuga tratta dalla Sonata n 1 sol minore per violino solo BWV 1001. Con il suo soggetto tematico ripetitivo è forse uno dei brani più celebri di Bach suonati alla chitarra.  Della fuga esiste anche una versione in re minore per organo BWV 539,

Vorrei inserire un ricordo che al solo pensiero mi fa ancora rabbrividire: la nitida immagine del momento in cui mio padre, forse digiuno di conoscenza della musica colta ma ricco di sensibilità intuitiva verso il bello, mi regalò in adolescenziale la mia prima raccolta integrale delle musiche per liuto di Bach trascritte per chitarra.

Da quel giorno per me la musica cominciò ad assumere un differente significato e compresi che la chitarra sarebbe stato lo strumento a me più congeniale per comunicarlo.

Dario Bisso-Sabàdin, 2025

La registrazione è stata realizzata a Treviso, presso la Virtual Studio di Andrea De Marchi, ed è stata completata nel mese di novembre 2025.

Il disco contiene 1 ora e 48 minuti di musica.

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