Aus Zungen Stimmen – Mauricio Kagel
Il Kagel di Gesualdi, un capolavoro
di Renzo Cresti
Una prima incisione mondiale di un brano di un compositore così importante come Mauricio Kagel già di per sé richiede attenzione, se poi questa registrazione viene ideata, curata ed effettuata da un musicista di primo piano quale Francesco Gesualdi allora diventa un vero e proprio avvenimento internazionale. Il quintetto del RowsEnsemble, gruppo di cinque fisarmoniche, che esegue impeccabilmente e con partecipazione il brano di Kagel, nasce dalla personale esperienza didattica di Gesualdi nei Conservatori di Musica delle città di Avellino, Frosinone e Napoli, infatti è costituito da Pietro Paolo Antonucci, Luca De Prisco, Nicola Tommasini, giovani di grande talento e valore, ex allievi di Gesualdi, che ha avuto la responsabilità e la soddisfazione di seguirli da quando erano bambini fino alla loro laurea. Completano l’ensemble lo stesso Gesualdi e Raffaele Damen, suo stimato collega di Conservatorio. Mauricio Kagel è nato nel 1931 ed è cresciuto a Buenos Aires, dove ha studiato e dove ha avuto fra i suoi insegnanti Jorge Luis Borges. Nel 1957, su suggerimento di Pierre Boulez, si trasferì a Colonia dove morì nel 2008. All’epoca la città tedesca era al centro della cosiddetta Neue Musik e Kagel affrontò la serialità, l’elettronica, ma anche il teatro musicale, considerando la musica come elemento sensuale e intellettuale al tempo stesso. Il suono, il gesto, la danza, l’immagine sono aspetti che costituiscono i fondamenti di questo immigrato argentino (figlio di ebrei russi a loro volta immigrati in Argentina). La molteplicità dell’approccio al suono e la fervida immaginazione si riscontra anche in Aus Zungen Stimmen für Akkordeonquintett del 1972. Agli inizi degli anni Settanta non si era ancora diffuso un interesse oggettivo da parte di tutti i grandi compositori del tempo per la fisarmonica, di quei compositori della musica classica contemporanea che scrivevano in naturale continuità con la grande musica del passato: Kagel fu uno dei primi ad usare la fisarmonica avvalendosi del linguaggio colto della musica del nostro tempo. Il titolo significa “voci fuori dalle lingue(tte) ” ovvero “ voci fuori dalle ance della fisarmonica”, con riferimento alle ‘ance libere’ dello strumento. È un significativo brano che va ad aggiungersi alle molte composizioni nelle quali Kagel fa ricorso alla fisarmonica (Pandorasbox; Episoden, Figuren; Aus tongues voices; Variété; Tango Alemán). All’inizio si presenta un ostinato in crescendo un po’ misterioso fino a un éclat sonoro, nel quale la fisarmonica esprime tutta la sua forza virile e lo strumentista la sua abilità e sensibilità. Il carattere caparbio e risoluto è complementare a quello più segreto e silenzioso, essi creano un andamento enigmatico, lineare e problematico a un tempo. Sta alla sapienza dell’interprete e alla sua reattività nei confronti dei vari momenti espressivi tenere tutto insieme, in maniera uniforme ma con concitazione, una tensione che si placa nel finale. Straordinaria l’attenzione del quintetto al fraseggio, alle nuances espressive, agli attacchi e agli sfumati. Non è un pezzo facile e l’interpretazione delle cinque fisarmoniche è superba, un’interpretazione dalla quale emerge eccitabilità, impeto, veemenza e slancio poetico. Al di là della bravura tecnica, che è inutile sottolineare in fisarmonicisti di questo calibro, vanno sottolineati l’esperienza e l’entusiasmo con cui Gesualdi approccia la concertazione del brano, il suo trasporto nell’essere preso dai suoni e dal percorso compositivo. Prova superba ed elettrizzante che rende un gran servigio non solo al lavoro di Kagel ma alla musica tutta, perché è di musica che con Gesualdi bisogna parlare e non solo di fisarmonica. Il lavoro di interpretazione è l’evidente risultato di un’attenta analisi e studio dell’opera compositiva di Kagel ed è il frutto di molte e diverse esperienze esecutive che Gesualdi ha compiuto sulla musica contemporanea. Di Kagel – ed in presenza di Kagel – Gesualdi ha eseguito Variété, per ensemble con fisarmonica; Episoden, Figuren per fisarmonica sola; Pandorasbox per bandoneon nella versione per fisarmonica. Ma il lavoro approfondito su Kagel è passato anche dalle esperienze esclusive ed originali – dallo stesso Gesualdi ideate – come Pas de cinq per 5 interpreti-attori (Biennale di Venezia, 2010), come Tango Alemán per violino, fisarmonica, pianoforte e voce (Biennale di Venezia, 2010), come Quasi niente per coro a bocche chiuse, dallo stesso Gesualdi concertato e diretto sul piano teatrale (Fabbrica Europa 2009, Firenze). La composizione Aus Zungen Stimmen, oggetto di questo lavoro discografico, non è mai stata incisa ed è l’unica di Kagel rimasta finora inedita. Si tratta dunque di una registrazione in prima mondiale così come di una pubblicazione in prima assoluta proposta in un album singolo.
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