Descrizione
Claude Debussy (1862 – 1918)
Children’s Corner (arr. Carlos Salzedo per flauto, violoncello e arpa)
- Gradus ad Parnassum
- Jimbo’s Lullaby
- Serenade for the Doll
- The Snow is dancing
- The little Shepherd
- Golliwogg’s Cakewalk
Maurice Ravel (1875 – 1937)
Sonatine (arr. Carlos Salzedo per flauto, violoncello e arpa)
- Modéré
- Mouvement de Menuet
- Animé
Claude Debussy
Sonata n. 2 in fa maggiore per flauto, viola e arpa L 145
- Lento, dolce, rubato
- Tempo di Minuetto
- Allegro moderato ma risoluto
Robert Schumann (1810 – 1856) / Andreas Luca Beraldo (*1988)
Aus Kinder- und Jugendtagen
rielaborazione per flauto, viola e arpa da Kinderszenen e Album für die Jugend
- Von fremden Ländern und Menschen
- Bittendes Kind
- Volksliedchen
- Träumerei
- Wilder Reiter
- Erinnerung
- *** [Nicht schnell, hübsch vorzutragen]
- Am Kamin
- Kleine Romanze
- Lied italienischer Marinari
- Kind im Einschlummern
Trio Synchordia
Alessandra Aitini flauto
Lorenzo Lombardo viola
Federica Mancini arpa
Nell’estate 1915 Claude Debussy (1862 – 1918) progettò la composizione di un ciclo di sei sonate “pour divers instruments”. Tra settembre e ottobre di quello stesso anno vide la luce la Sonata per flauto, viola e arpa, seconda di queste sei sonate, preceduta dalla Sonata per violoncello e pianoforte e seguita dalla Sonata per violino e pianoforte. Debussy morì nel 1918 e non fece in tempo a concludere il progetto, di cui dunque ci rimangono due lavori “classici” ed un’assoluta première della storia della musica: con la Sonata per flauto, viola e arpa prende infatti forma un organico dall’alchimia magica e sorprendente, cui nessuno prima di lui aveva pensato. Un nuovo punto di vista sugli equilibri timbrici di un ensemble cameristico, una nuova, inedita prospettiva sonora, un mosaico di sfumature e di emozioni che trovano un nuovo alfabeto. La Sonata per flauto, viola e arpa di Claude Debussy è un assoluto capolavoro in cui tra i pentagrammi si intrecciano reminiscenze classiche, frangenti impressionistici, colori acquerellati, momenti di struggente malinconia e guizzi di esotica vitalità.
Questa “première” debussiana ha nel corso del tempo dato origine od ispirazione ad altre opere per flauto, viola e arpa e questo CD – primo progetto discografico del Trio Synchordia – ne riunisce alcune particolarmente significative.
L’arpista e compositore Carlos Salzedo (1885 – 1961) – cui dobbiamo le trascrizioni di Children’s Corner di Claude Debussy e della Sonatine di Maurice Ravel per flauto, violoncello (che il Trio Synchordia trasforma in una viola) e arpa – fu un musicista a 360° che diede al proprio strumento un impulso di portata storica. Con le sue elaborazioni da Debussy e Ravel andò oltre il concetto originario di queste composizioni, dandovi una tridimensionalità che non solo esalta, ma riscopre le idee su cui si fondano le opere nella loro versione originale. Rispettandone la genesi, ne cambia il punto di vista: l’orecchio ascolta gli stessi brani, ma li percepisce come attraverso un caleidoscopio sonoro che conduce ad orizzonti inaspettati. Durante una tournée in Francia, Carlos Salzedo eseguì insieme a Georges Barrère al flauto ed a Paul Kéfer al violoncello la Sonatine en trio alla presenza di Maurice Ravel, il quale, al termine del concerto, esclamò: “Perché non ci ho pensato io?”
Nell’ottica di creare una ulteriore nuova corrispondenza sonora, nonché una vera e propria première nell’immaginario e nel panorama musicale classico dei nostri tempi, nel 2020 il Trio Synchordia commissiona ad Andreas Luca Beraldo (*1988) una rielaborazione da Robert Schumann per flauto, viola e arpa: nasce così Aus Kinder- und Jugendtagen, lavoro che combina una selezione di brani tratti da Kinderszenen e da Album für die Jugend. I lavori di Schumann (come nel caso di Salzedo/Debussy e Salzedo/Ravel, originali per pianoforte) vengono reinterpretati secondo una visione timbrica che indaga e rivela – mediante il dialogo tra la dolcezza del flauto, la profondità della viola e la limpidezza dell’arpa – l’intima vocazione interiore dell’universo schumanniano, in questo caso legato alla dimensione dell’infanzia.
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