Keyboard Concertos– Luigi Gordano
Luigi Gordano · accordion
“Il Contrappunto” String Orchestra
BWV 1052 – I Allegro (07:31)
BWV 1052 – II Adagio (06:43)
BWV 1052 – III Allegro (07:21)
BWV 1056 – I Senza indicazione (03:06)
BWV 1056 – II Largo (02:51)
BWV 1056 – III Presto (03:08)
BWV 1058 – I Senza indicazione (03:30)
BWV 1058 – II Andante (05:43)
BWV 1058 – III Allegro Assai (03:38)
Il Maestro Luigi Gordano sceglie di dare nuova vita timbrica ai Concerti per clavicembalo e archi di Johann Sebastian Bach, attraverso l’uso magistrale del suo Bayan. Non si tratta di trascrizioni, ma di una superba esecuzione sul Bayan della parte scritta per cembalo: un’interpretazione che conferma come i capolavori bachiani non abbiano una destinazione strumentale unica, ma vivano nella musica stessa, indipendentemente dallo strumento che li realizza.
Bach stesso, infatti, utilizzava il termine Clavier non per indicare specificamente il cembalo, ma per designare uno strumento a tastiera in senso lato. Lo strumento è dunque un mezzo, non un fine: ciò che conta è la costruzione artigianale e intellettuale della musica. In questa prospettiva si inserisce la lettura di Gordano, che restituisce con il Bayan tutta la potenza e la trasparenza della scrittura bachiana.
La scelta si concentra sui tre Concerti in tonalità minori:
Concerto in re minore BWV 1052
Si tratta della trascrizione bachiana di un concerto per violino perduto. Il percorso dell’opera è singolare: dall’originale al cembalo, per poi tornare nuovamente al violino grazie alle ricostruzioni moderne. Il terzo movimento (Allegro) fu utilizzato da Bach come introduzione della Cantata Ich habe meine Zuversicht BWV 188, mentre i primi due movimenti confluirono nella Cantata BWV 146. Questa migrazione di temi e organici testimonia la straordinaria energia creativa di Bach. Nella versione di Gordano, la scrittura vigorosa trova nuova chiarezza e forza timbrica nel Bayan.
Concerto in fa minore BWV 1056
Anche questo è una trascrizione da un concerto per violino oggi perduto. La struttura formale è di chiara impronta vivaldiana, con l’alternanza tra tutti e solo, ma il linguaggio è profondamente bachiano. Il primo movimento ha l’andamento di una marcia, il secondo si caratterizza per una melodia intensa in la bemolle maggiore – già riutilizzata da Bach come sinfonia con oboe solista nella Cantata BWV 156 – e il terzo si muove con il ritmo vivace di una giga. L’unione del Bayan con l’orchestra crea un impasto sonoro sorprendentemente naturale ed espressivo.
Concerto in sol minore BWV 1058
È la trascrizione del Concerto per violino in la minore BWV 1041. Qui Bach non modifica le parti orchestrali, con il risultato che la scrittura del cembalo risulta a tratti poco udibile rispetto alla densità orchestrale. Proprio in questo contesto, il Bayan di Gordano aggiunge spessore e chiarezza: la maggiore massa sonora e l’uso calibrato dei registri rendono la parte solistica nitida e godibile. Bach si fermò a questo concerto senza completare il successivo BWV 1059 (basato su un concerto per oboe), lasciato incompiuto dopo poche battute.
Con queste interpretazioni, Luigi Gordano si inserisce nella lunga storia di trasformazioni e rinascite della musica bachiana. I suoi Concerti diventano “opere aperte” che, grazie al Bayan, si rinnovano senza tradirne l’essenza, restituendo all’ascoltatore un Bach al tempo stesso rigoroso e vibrante, artigiano e visionario.
Ad accompagnarlo è l’Orchestra “Il Contrappunto”, realtà empolese che coniuga qualità musicale e impegno civile, sotto la direzione artistica di Damiano Tognetti e la direzione d’orchestra di Andrea Mura. La formazione, nata con l’obiettivo di diffondere la cultura musicale e sensibilizzare al tema della disabilità, si distingue per un repertorio versatile che spazia dal barocco al contemporaneo, dal sacro al jazz, fino alle celebri musiche da film.
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