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[World: Euromedioevorientale]
Dramma Sacro tratto dal libro di S. Daniele su melodie Medioevali eseguito con strumenti originali europei e della tradizione orientale-babilonese, nonché con forza e grande carica comunicativa dal Consort Fontegara ed dal Pro Musica di Firenze.
Il lavoro appare integro di soli, cori, balletti, parti strumentate e recitate e il tutto risulta un curato progetto sonoro di viva presenza spaziale nonché un'esecuzione appassionata e vibrante
Trascritto, interpretato e diretto da Valente Gori
A sacred drama from Saint Daniel?s Book based on Mediaeval melodies, played powerfully and with great communicative intensity on original European and Oriental-Babylonian traditional instruments by Consort Fontegara and Pro Musica Firenze.
This work sounds like a perfect combination of solos, choirs, ballets, instrumented and spoken parts, and the whole comes out as a carefully-made sound project with a lively spatial impact as well as a passionate and vibrating performance.
Transcribed, played and directed by Valente Gori.
Direzione Artistica
Valente Gori e Giuseppe Scali
Registrazione
Effettuata dalla EMA Service nei mesi di Ottobre e Novembre 1995 nella chiesa San Vico L'Abate (Greve in Chianti - Firenze)
Disegno e montaggio del Suono
Giuseppe Scali
Impaginazione e grafica
Giuliana Macchiavelli
Foto di Copertina
Capitello dell?Abbazia di Sant?Antimo Montepulciano (SI)
Il Ludus Danielis ci è pervenuto in un solo manoscritto (Egerton 2615 del British Museum di Londra) databile tra il 1227 e il 1234; ma ci sono forse buoni argomenti per far risalire la sua composizione a un secolo prima. Composto a Beauvais (Belvaco nel testo) da giovani appartenenti alla Schola della Cattedrale il Ludus nasce nell?ambito di quelle compagnie di goliardi (i clerici vagantes) la cui arte ci è giunta, tra l?altro, attraverso opere come i Carmina Burana. Vive dell?atmosfera di quelle manifestazioni studentesche del periodo compreso tra Natale e l?Epifania: vi si celebrava tra l?altro la festa dei folli e quella degli asini. Di quest?ultima il Ludus conserva una traccia nell?esclamazione di Dario ?o hez?! che vuole rappresentare appunto il raglio dell?asino. Il Dramma di Daniele e però una rappresentazione tutt?altro che burlesca. Tra l?altro il Te Deum con cui termina, indica che veniva rappresentato dopo l?ufficio del Mattutino negli ampi spazi della Cattedrale che ben si prestavano -nella forma scenica- ai maestosi o giulivi canti corali processionali. E? un capolavoro di musica medievale. C?è la ricerca di caratterizzazione dei personaggi, sicché a buon diritto si potrebbe azzardare per esso il termine di opera. Il dramma offre una grande varietà di ritmi metrici rivestiti di affascinanti melodie solistiche e corali: il culmine è raggiunto, forse, nel lamento di Daniele dopo la sua condanna ai leoni. La notazione usata è la sola allora disponibile: quella del canto liturgico che rende esattamente la linea melodica. Per il ritmo bisogna ricorrere, oltre che al ritmo libero o a quello metrico del verso, ai cosiddetti modi ritmici. E? il metodo usato per l?interpretazione dei canti trobadorici e altre musiche monodiche del periodo. La combinazione intelligente tra la scelta di un modo ritmico e l?istinto artistico conducevano l?esecutore alla migliore soluzione. E? il compito a cui oggi è chiamato il trascrittore: è evidente che questo metodo lascia un margine di differenza tra le possibili interpretazioni. La trascrizione usata in questa esecuzione è stata condotta su fotocopia del manoscritto originale. Si è fatto spesso ricorso ad un ritmo libero discorsivo quando questo e apparso più efficace a rendere il vigore espressivo dei personaggi, come nel caso dei due sovrani. In alcuni casi la melodia, e perfino frammenti di testo, sono ?citazioni? liturgiche. I brani del Ludus sono monodici, ma questo non vuol dire che le voci, sia del coro che dei solisti, non potessero avere un supporto strumentale che poteva essere o un raddoppio del canto o una nota tenuta come pedale. Probabilmente venivano improvvisati brevi preludi o interludi strumentali. Il diffuso uso di strumenti nel sec. XII e XIII è documentato ampiamente da testimonianze pittoriche e letterarie, compreso il testo del Ludus. Nella presente esecuzione si è fatto uso discreto di strumenti. Essi hanno un compito di supporto armonico o di colore ambientale, tale però da lasciare intatta l?intelligibilità del testo e la bellezza della melodia. Gli anonimi autori del dramma, oltre che una mirabile intelligenza e abilità musicale, dimostrano una profonda conoscenza biblica, teologica e liturgica. Il risultato è una sintesi che poté servire -come le rappresentazioni pittoriche- ad istruire i fedeli, in maggioranza ignari di lettere. In questa sintesi la profezia scavalca i limiti temporali della storia. Così è al suo posto la lode della saggia regina di Balthazar, fatta con le parole del libro della Sapienza (Solvitur in libro Salomonis) o l?annunzio della nascita di Cristo. Proprio alla fine del dramma, Daniele ne annunzia la prossima venuta, mentre un Angelo ne proclama solennemente la nascita avvenuta in Bethlemme di Giudea.
Valente Gori
Il protagonista del Ludus Danielis è un Ebreo che, deportato giovanissimo a Babilonia nel 605 a.C., fu posto da Nabucodonosor tra i paggi della sua corte. Daniele ebbe ben presto l?occasione di svelare, insieme ad una ineguagliabile acutezza di spirito - frutto di dono divino - la sua profonda fede nel Dio d?Israele. Per questa sua fede eroica soffrì non poche persecuzioni giunte tutte, per assistenza divina, ad un fine vittorioso. Poté anche svelare ai diversi sovrani succedutisi sul trono di Babilonia il significato profetico di sogni e di visioni premonitorie. Gli ultimi due capitoli del libro di Daniele (13, 14) considerati aprocrifi da Ebrei e Protestanti, sono invece ritenuti rivestiti di ispirazione e autorità divina dalla Chiesa Orientale e Occidentale.
tale. Il Ludus fa riferimento agli episodi contenuti in questi capitoli nei quali Daniele è protagonista: la liberazione dell?innocente Susanna, la vittoriosa lotta col drago di Bel, il cibo recatogli da Abacuc trasportato a volo da un Angelo dalla Palestina a Babilonia. Queste notizie ci vengono dal libro di Daniele posto dai cristiani tra i quattro profeti maggiori. Gli Ebrei lo pongono invece tra i libri storici. In passato è stato considerato come un libro storico-profetico composto durante l?esilio babilonese (VI° sec. avanti Cristo). Oggi si impone sempre più l?ipotesi che si tratti di un libro compilato all?epoca della lotta di liberazione condotta in Palestina dai fratelli Maccabei (ca 160 a.C.), utilizzando anche scritti o tradizioni riferentisi al periodo babilonese. Il libro è comunque destinato a sostenere la fede e la speranza dei Giudei perseguitati, si tratti di quelli deportati a Babilonia o di quelli del tempo dei Maccabei. Dopo le tentazioni e le prove il persecutore sarà spazzato via. Si avrà così la fine delle sventure e del peccato e l?avvento del regno dei Santi governato da un figlio di uomo il cui impero non passerà. Questa speranza del regno attraversa tutto il libro: per i Cristiani il regno dei Santi si è instaurato con l?avvento di Cristo, figlio dell?uomo. E? logico quindi che in questa ottica gli anonimi autori del Ludus facciano, in fine, annunziare da Daniele e poi da un Angelo la nascita di Cristo. Nella luce di un Dio che ?alterna tempi e stagioni? (Dan. 2,21) tutto è visto come profezia, in una visione insieme temporale e extratemporale che rivela il senso profetico della storia.
Il Ludus termina col canto del Te Deum.
01. In tuo onore, Cristo,
la gioventù di Beauvais
ha scritto questo dramma,
di Daniele
All?arrivo del Re Balthazar i suoi nobili canteranno questa sequenza:
02. A colui che gli astri governa,
Perché Daniele
all?Onnipotente,
con tenace fede
innalza la lode questa assemblea
ha affrontato e superato
di fanciulli e di grandi.
immani prove.
Il re convoca i sapienti perché gli svelino il significato delle misteriose parole scritte da quella mano. Ma i sapienti, incapaci a spiegarle, ammutolirono davanti al re. A Daniele invece si aprì subito il senso rimasto oscuro ai sapienti. Sappiamo che Daniele, vittorioso sulla loro incapacità, fu rivestito di potere al cospetto della Corte. A causa di ingiusta accusa, poi condannato ad essere divorato dai leoni. Ma per Tuo volere, o Dio, i crudeli leoni divennero all?improvviso mansueti davanti a Daniele. Perché non perisse di fame, fu poi da te mandato a volo un profeta che gli portasse il cibo. Il Re salga sul Trono mentre i Satrapi dicono:
03. A te lunga vita, o Re!
E il Re dirà:
04. Voi che attendete pronti ai miei comandi,
andate a prendere i vasi che mio padre tolse al tempio
quando annientò la Giudea con severa sconfitta:
voglio che siano usati per la festa.
Mentre portano i vasi, i Satrapi canteranno in lode del Re questa sequenza:
05. Inni di gioia innalziamo al nostro Re grande e potente!
Solenni canti si alzino dalla Turba festante!
Suonino le arpe, mani applaudano,
echeggino mille voci di lode.
Il padre grande impresa condusse
distruggendo il tempio dei Giudei,
e il figlio regna sull?esempio di lui.
Il padre saccheggiò il regno dei Giudei
e il figlio orna con questi vasi le sue splendide feste.
Sono questi i vasi di cui Gerusalemme fu spogliata
per ornare Babilonia.
Presentiamoli al nostro re Balthazar
che ha ornato i suoi servitori di preziose vesti di porpora.
Egli il potente, il forte, il glorioso, retto,
sovrano bello e magnifico.
Canti di giubilo innalziamo a questo grande re;
Tutti insieme facciamo risuonare lodi.
Giubilante applaude Babilonia, piange Gerusalemme;
questa è spogliata, quella trionfante adora Balthazar.
Su, esultanti per tanta potenza,
offriamo i vasi alla sua maestà.
Allora i nobili dicano:
06.?Ecco i vasi?.
Intanto apparirà una mano, davanti al Re, a scrivere sul muro:
?Mane, Techel, Phares?. A quella vista il Re sbigottito griderà:
07. Chiamate i matematici
Caldei e gli indovini;
consultate gli aruspici,
conducete i maghi.
Saranno introdotti i Maghi, che diranno al Re:
08. A te lunga vita o Re!
Eccoci a Te davanti.
E il Re:
09. Chi riuscirà a decifrare questo scritto
e svelarne il significato
avrà potere
su Babilonia,
sarà vestito di porpora
e avrà una collana d?oro.
Essi, non potendo capire il senso delle parole, diranno al Re:
10. Non riusciamo a spiegare la scrittura,
né a trovare la chiave del suo mistero.
Canto processionale della Regina che viene dal Re:
11. L?assemblea dei sapienti e dei maghi cerca senza trovarla la soluzione della misteriosa visione
Ecco la prudente, nobile, potente, consorte del Re in vesti d?oro.
Lei indicherà uno sconosciuto profeta che sarà capace di fornire al Re
la spiegazione che gli annunzierà la rovina.
Voci di giubilo accompagnino la sua venuta con canti e strumenti.
Allora la regina giunta davanti al re lo ossequierà dicendo:
12. A Te lunga vita, o Re!
Ascolta il consiglio che ti do
per scoprire il significato dello scritto.
Il Re si volterà verso la Regina, che gli dirà:
13. Con la sua vittoria tuo padre strappò dalla sua patria, insieme ai prigionieri di Giudea, Daniele, esperto in oracoli e profezie.
Egli vive sotto il Tuo dominio: è saggio che tu lo faccia cercare.
Perciò comanda senza indugio che ti sia condotto per spiegarti cosa si nasconde sotto questa visione.
Allora il Re dirà ai suoi nobili:
14. Cercate Daniele,
e conducetemelo.
E i nobili, trovato Daniele, gli diranno:
15. Uomo profeta di Dio, vieni dal Re.
Vieni, perché vuole parlarti.
E? preso da timore e si turba, Daniele, vieni dal Re.
Vorrebbe che tu gli spiegassi quello che ci rimane oscuro.
Ti riempirà di doni, Daniele, vieni dal Re,
se tu gli potrai svelare il senso di quelle parole.
E Daniele a loro:
16. Mi domando cosa vuole da me
il Re con questo suo comando.
Verrò e svelerò
gratuitamente il mistero.
Canto processionale di Daniele che va dal Re:
17. Ecco il vero servo di Dio,
lodato da tutto il popolo;
la sua fama
è arrivata alla reggia.
Il Re lo convoca per mezzo di noi.
Daniele:
Povero ed esule vengo con voi dal Re.
Nobili:
Nello splendore della giovinezza,
ripieno di grazia divina,
sopravanza tutti
in virtù, vita, onestà.
Il Re lo fa condurre da noi.
Daniele:
Povero ed esule vengo con voi dal Re.
Nobili:
Col suo aiuto
sarà svelato
il senso della visione
di quella mano che ha sconvolto il Re,
che ci ha mandato a cercarlo.
Daniele:
Povero ed esule vengo con voi dal Re.
Giunto Daniele al cospetto del Re, gli dica:
18. A te lunga vita, o Re!
E il Re a Daniele:
19. Non sei tu colui chiamato Daniele condotto qui con gli sventurati Giudei?
Dicono che Tu possiedi lo spirito divino e che puoi interpretare qualsiasi mistero.
Se dunque potrai spiegare il significato di questa scritta sarai ricoperto di immensi doni.
E Daniele al Re:
20. O Re, non voglio i tuoi doni: ti spiegherò gratuitamente la scritta.
Questo è il significato: afflizione ti attende.
Tuo padre già potente tra tutti i potenti, gonfio di superbia, fu privato della sua gloria.
Disobbediente a Dio, fattosi dio lui stesso, tolse i vasi dal Tempio, per farne suo proprio uso.
Ma divenuto insano, perse le ricchezze e privato di apparenza d?uomo, si cibava d?erba.
Ma anche tu, suo figlio, di lui non meno empio, segui il suo esempio e fai lo stesso uso dei vasi: per questa tua offesa a Dio è giunto il tempo della vendetta.
La scritta ti annunzia il gastigo: Mane, dice il Signore che il Tuo regno è giunto alla fine.
Techel, significa che sei stato pesato e trovato scarso.
Phares, è divisione: il Tuo regno sarà dato ad altri.
E il Re:
Lui che ha svelato il segreto sia ornato di veste regale.
Mentre Daniele, vestito di paramenti regali, siede accanto al Re, questi comanderà al capo della milizia:
21. Porta via i vasi, capo della milizia, perché non mi siano causa di disgrazia.
I satrapi lasciano la reggia portando via i vasi, e anche la Regina se ne andrà:
22. Nel libro di Salomone viene sciolto un canto di lode alle donne virtuose.
Il prezzo di una sposa virtuosa è superiore alla fatica di andare a cercarla fino alle regioni più remote.
Confida in lei il cuore di un marito, anche se pieno di ricchezze.
Una donna così è l?aiuto del suo Re.
La saggezza del suo ragionare supera quella dei dotti.
E noi, a cui e data l?occasione di questo spettacolo, in questo giorno solenne, cantiamole lodi, e anche i lontani si uniscano a noi devotamente.
Canto processionale di coloro che portano i vasi procedendo davanti a Daniele:
23. Portando indietro i vasi del Re tanto temuto dai Giudei, mentre acclamiamo Daniele esultiamo;
proclamiamo le lodi che gli sono dovute! Profetò la caduta del Re, interpretando la scritta.
Dimostrò che i Testimoni erano falsi e liberò Susanna. Esultiamo;
proclamiamo le lodi che gli sono dovute! Babilonia lo esiliò, quando prese prigionieri i Giudei, ma fu onorato da Balthazar. Esultiamo:
proclamiamo le lodi che gli sono dovute!
E? il santo profeta di Dio, gli rendono onore Caldei, gentili e Giudei.
Perciò acclamandolo esultiamo, proclamiamo le lodi che gli sono dovute!
Subito apparirà il Re Dario con i suoi nobili preceduti da suonatori di cetra. I Principi canteranno:
24. Ecco il Re Dario
con la sua corte,
nobile tra i nobili.
La sua corte risuona di canti di gioia e di danze.
Dario ammirato,
da tutti venerato.
Interi imperi gli sono soggetti.
Tutti onorano e adorano il Re.
Egli, temuto da Babilonia e da tutto il paese.
Con le sue schiere armate
assaltò e distrusse le coorti,
e perfino i più forti spezzò.
Onore e nobiltà lo venerano.
E? Dario il nobile Re di Babilonia.
Con danze lo onori quest? assemblea:
canti gioiosa le sue lodi,
le sue valorose e ammirabili gesta.
Tutti insieme rallegriamoci;
suonino i timpani;
i citaristi tocchino le corde;
tutti gli strumenti echeggino in suo onore.
Prima che il Re raggiunga il Trono due correranno a cacciarne Balthazar con tanta violenza che quasi lo uccidono. E quando Dario si sarà assiso sul Trono, la Corte griderà:
25. Lunga vita a te, o Re!
E due, inginocchiati davanti al Re, gli dicano sommessamente di trovare e far venire Daniele. Quindi comandino agli altri:
26. Ascoltate, Principi della Corte,
voi che siete responsabili delle leggi del paese.
C?e in Babilonia un uomo sapiente,
capace di svelare tutti i segreti
per grazia degli dei.
Il Re desidera avere il suo consiglio,
di lui che svelò a Balthazar
il significato della scritta.
Su presto, andate senza indugio,
noi vogliamo avere il suo consiglio.
Quando verrà sarà consigliere del Re,
e avrà il terzo posto nella gerarchia del regno.
I messi, trovato Daniele, gli diranno da parte del Re:
27. La nostra delegazione, o servo di Dio, viene da te per comando del Re.
La tua probità e stata magnificata al Re,
il tuo mirabile potere di giudizio parla di te. Siamo stati testimoni quando hai svelato il segreto di quella mano che scriveva.
Il Re ti vuole alla reggia per rendersi ragione della Tua saggezza.
Sarai, come dice Dario, il suo privilegiato consigliere.
Vieni, perghé tutta la corte si prepara ad accoglierti con gioia.
E Daniele:
28. Vengo dal Re.
Canto processionale di Daniele:
29. Con gioia celebriamo il Natale;
la sapienza di Dio ci ha redento da morte.
E? nato uomo,
prendendo la carne
colui che ha creato l?universo,
quello che le parole del profeta
avevano annunciato.
Con la profezia di Daniele
sono cessate le antiche unzioni;
cessa ormai la supremazia del regno dei Giudei.
In questo giorno di Natale,
o Daniele,
ti rende lode questa assemblea.
Tu liberasti Susanna
da accusa mortale,
quando Dio ti ispirò
col santo consiglio.
Provasti che le accuse dei testi
erano false.
Uccidesti il drago di Bel
davanti alla folla.
E Dio ti liberò dalla fossa dei leoni.
Diamo quindi lode al Verbo di Dio
generato dalla Vergine.
E Daniele al Re:
30. Lunga vita a Te,o Re!
E il Re a lui:
31. Perché so che tu sei sagace,
ti eleggo custode
di tutto il mio popolo, Daniele,
e ti innalzo alla più alta carica.
E Daniele al Re:
32. O Re, se mi darai ascolto,
col mio aiuto non farai nulla di male.
Allora il Re lo farà sedere accanto a sé. Alcuni consiglieri
invidiosi di Daniele
perché è il prediletto del Re
incitano altri a far uccidere Daniele.
Diranno quindi al Re:
33. A te Lunga vita, o Re!
Poi diranno:
34. Nella tua corte,
da coloro che hanno le redini del comando,
fu stabilito che
sull?autorità del tuo nome,
per trenta giorni,
trascurati tutti gli altri dei,
tu venga adorato come Dio di tutti.
O Re!
E chiunque osi calpestare il tuo comando,
e adorare altra divinità,
con irrevocabile condanna
sia gettato nella fossa dei leoni.
Sia noto a tutta la corte, O Re!
E il Re dica:
35. Ordino,
e ancora rinnovo il mio ordine
che venga osservato
questo decreto.
O hez!
Daniele udito ciò si ritirerà in casa ad adorare il suo Dio; i suoi emuli, che l?hanno spiato, correranno a dire al Re:
36. Non hai tu, Dario,
stabilito per tutti
che chi voglia pregare
o chiedere qualcosa agli dei,
se non si rivolge unicamente a te
come a un dio,
sia condannato
alla fossa dei leoni?
Questo è l?editto proclamato dai principi.
E il Re non comprendendo il perché di questo discorso dirà:
37. E? vero:
sono stato io a comandare di essere adorato da tutti.
Allora porteranno Daniele e diranno al Re:
38. Abbiamo trovato questo Giudeo, Daniele,
in atto di pregare e adorare il suo Dio,
in disprezzo delle tue leggi.
Ma il Re, che vuole liberare Daniele dirà:
39. Non vi sia assolutamente permesso
di condannare quest?uomo.
Sentendo questo, i Satrapi gli ricorderanno la legge:
40. La legge dei Parti e dei Medi
comanda che chi sprezza
i decreti del Re
venga gettato ai leoni.
Il Re, a queste parole, incerto dirà:
41. Se ha sprezzato la mia legge,
sia punito secondo la legge.
Allora i Satrapi afferreranno Daniele, che rivolto al Re dirà:
42. Ohimè!
Per quale mala sorte
sono condannato a morire?
Ohimè! Inaudito crimine!
Perché questa turba feroce
mi condanna ad essere lacerato dalle fiere?
E così, o Re,
tu mi condanni alla morte.
Ohimè!
A qual sorta di morte tu mi condanni!
Risparmiami la tua collera!
Ma il Re, non riuscendo a salvarlo, gli dirà:
43. Quel Dio che tu servi
così fedelmente
miracolosamente ti salverà.
Allora getteranno Daniele nella fossa dei leoni. E subito apparirà un Angelo che, brandendo la spada, impedirà ai leoni di toccare Daniele il quale, entrando nella fossa, dirà:
44. Non sono reo di quello di cui sono accusato;
pietà di me, o Dio,
eleyson!
Mandami, o Dio, un protettore
che fermi la violenza dei leoni,
eleyson!
Intanto un altro Angelo dirà ad Abacuc, profeta, di portare a Daniele nella fossa dei leoni il pranzo preparato per i mietitori.
45. Abacuc, pio vecchio,
porta il mangiare a Daniele,
nella fossa dei leoni a Babilonia.
E? il comando del Dio dell?Universo.
E Abacuc a lui:
46. Dio sa
che io non conosco Babilonia
né la fossa dei leoni
dove si trova Daniele.
Allora l?Angelo, presolo per i capelli lo poterà nella fossa, e Abacuc offrendo il pasto a Daniele gli dirà:
47. Alzati, fratello, prendi il cibo;
Dio ha visto la tua afflizione
e ha mandato me:
rendi grazia a Dio,
tuo Creatore.
E Daniele, preso il cibo, dirà:
48. Ti sei ricordato di me, Signore;
nel tuo nome prenderò il cibo,
alleluia!
E l?Angelo riporterà in patria Abacuc. Ma il Re, sceso dal Trono, verrà alla fossa dei leoni, e lacrimando farà questo lamento:
49. Non credi Daniele
che colui che tu adori così fedelmente
ti salverà,
liberandoti dalla morte
a cui sei stato destinato?
E Daniele al Re:
50 Te Lunga vita, o Re!
E ancora:
51 Mi mandò,
secondo la sua misericordia,
un Angelo protettore,
che in tempo chiuse
la bocca ai leoni.
Allora il Re esultante griderà:
52. Tirate fuori Daniele, e al suo posto gettate i suoi accusatori.
Spogliati dei loro abiti e portati davanti alla fossa, diranno:
53. Ce lo siamo meritato
perché abbiamo commesso ingiustizia
contro il santo di Dio,
ingiustizia e iniquità.
Gettati nella fossa saranno immediatamente sbranati dai leoni; il Re allora dirà:
54. Comando che sia adorato da tutti
il Dio di Daniele,
Iddio che regna in eterno.
Daniele, restituito al suo grado, profeterà così:
55. Ecco viene il santo,
il santo dei santi,
che questo Re comanda di venerare, potente e fortissimo.
Cessano i templi degli idoli,
finirà il regno,
anche l?unzione del Re cesserà,
perché è prossima
la fine del regno dei Giudei.
Allora apparirà all?improvviso un Angelo ad annunziare:
56. Vi porto un annunzio dall?alto:
è nato Cristo, dominatore del mondo,
in Bethleem di Giuda, così come prima ha annunziato il profeta.
A questo annunzio i cantori intoneranno ?Te Deum laudamus?.
Finisce Daniele.
(Traduzione dall?originale a cura di Valente Gori)
Valente Gori ha diretto per anni la Cappella della SS. Annunziata di Firenze che dai tempi di Lorenzo il Magnifico è giunto fino a noi. Ha fondato e dirige il Pro musica
Il Complesso Pro Musica di Firenze esegue in formazioni diverse (dal solo al piccolo coro) con o senza strumenti. Il suo vastissimo repertorio va dal Canto gregoriano -attraverso il Medioevo (francese, spagnolo, italiano), la Polifonia e Madrigale- arriva fino al Settecento. Del primo periodo barocco ha curato con particolare insistenza e attenzione autori come Monteverdi, Carissimi, Schütz. E? interessato però anche all?esecuzione di autori contemporanei.
Il Consort Fontegara è formato da musicisti che operano da molti anni nel campo della musica antica. Si è affermato in importanti concorsi nazionali ed internazionali ed ha al suo attivo numerosi concerti presso importanti istituzioni (Estate Fiesolana, Musicus Concentus, RAI, Centro Ars Nova di Padova, Teatro Comunale di Firenze, Lombardia Europa Musica). L?accurata preparazione storico-filologica e l?uso espressivo e tecnicamente rigoroso di strumenti originali sono alla base della filosofia interpretativa del gruppo. Fra gli impegni più significativi del Consort si segnalano: la partecipazione con la delegazione italiana al Festival Internazionale di Cultura ?V Babilon Festival? (Iraq), ottobre ?93; l?incisione del CD ?Il giardino dell?amore? Musiche per flauti nell?Europa del Medioevo e del Rinascimento (ed. Bongiovanni, Bologna); la prima incisione completa delle ?Canzoni e sonate per sonar con ogni sorte de instrumenti? di Giovanni Gabrieli, (ed. Tactus, Bologna), sotto la direzione del M° René Clemencic.
Complesso vocale ?Pro Musica Firenze?
Soprani/Sopranos:
Elisabetta Braschi, Ester Castriota, Lorena Giacomini,Sabrina Guidotti
Mezzosoprani/Mezzosopranos:
Elena Cavini, Tiziana Somigli, Anna Zinanni
Tenori/Tenors:
Daniele Loddo, Umberto Nizzi, Francesco Sclaverano,
Bassi/Bass: Umberto Baldini, Franco Viciani, Gabriele Zorn
Consort ?Fontegara?
Flauti dolci, flauto traverso, geemshorn, cromorni, cornamusa, chalomeau, bombarda, fiscaletto, ciaramella, dara bukka, tamburo, cimbali, arpa, viella, ribeca, ud, marranzano, daf, zarb/Recorders, cross flute, geemshorn, cromornes, bagpipe, chalomeau, shawm, fiscaletto, ciaramella, dara bukka, drum, cymbals, harp, fiddle, rebec, ud, marranzano, daf, zarb.
Andrea Carmagnola, Salvatore Dell?Atti, Ugo Galasso,
Donato Sansone, Gabriela Soltz, Fabio Tricomi
Direttore: Valente Gori
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