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Alessandro Magini - Musica da Camera
Serie Classica



Data di uscita: 28/01/2011

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Eu. 25.00

Cofanetto formato da 3 CDs


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CD 1 (76'25")


OTTO (14'08")

Stefano Malferrari pianoforte - Ivano Battiston fisarmonica

01. Acqua di roccia (gutta cavat lapidem)
02. Ardor
03. Liquidum per aethera
04. Tellus

05. 1551 (8'25")

Avi Avital mandolino - Ivano Battiston fisarmonica


LETTURE (27'16'')
sopra “La distraite” e la “Muse-Plantine” di F. Couperin (27'14")

Massimo Barrera violoncello - Francesco Gesualdi fisarmonica
Alessandro Magini percussioni "ad libitum"

06. La distraite
07. Improbabili mète
08. Terra incognita
09. Incanto
10. Smarrimenti
11. Lacerazioni e apparizioni
12. Passione negata
13. Contrasti
14. Voci
15. Corale infranto
16. Da sempre
17. Corale ricomposto
18. La Muse-Plantine


19. UN DÍ VAGANDO - RICERCARE (13'36")

Luigi Attademo chitarra - Francesco Gesualdi fisarmonica

20. 1699 (12'57")

Alessandro Magini organo - Francesco Gesualdi fisarmonica


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CD 2 (78'35")


CINQUE Preludio e variazioni all'Ombra delle idee (12'33'')

Ju-Ping Song pianoforte

01. Preludio (Ombre, dalle profonde tenebre emerse)
02. Variazione I (Proiezioni a tre)
03. Variazione II (Proiezioni riflesse)
04. Variazione III (Frammenti del reale)
05. Variazione IV (Ombra profonda siamo)


06. TOCCATA (9'12")

Francesco Gesualdi fisarmonica


MARINESQUE Cinque canzoni mariniste (10'11")

Claudia Marie-Thérèse Hasslinger mezzosoprano
Stefano Malferrari pianoforte

07. Pendenti in forma di serpe
08. La torpedine
09. La danzatrice
10. Le lucciole
11. Anacreonte


MONDSCHATTEN * Ombra di luna (46'40'')

Claudia Marie-Thérèse Hasslinger mezzosoprano
Stefano Malferrari pianoforte/glockenspiel
Antonella Guasti violino - Francesco Dillon violoncello
Thuridur Jónsdóttir flauto

12. Introduzione (A. Magini)
13. Gesänge des Harfners I (J. W. Goethe - F. Schubert -
elab. A. Magini)
14. Du bist allein [Interludio I] (A. Magini)
15. Nachklang (K. Groth - J. Brahms - elab. A. Magini)
16. Fort ist die Erde… [Interludio II] (A. Magini)
17. Citronenfalter im April (E. Mörike - H. Wolf - elab. A. Magini)
18. Ein feuchter Windzug [transizione] (A. Magini)
19. Die Stadt (H. Heine - F. Schubert - elab. A. Magini)
20. Am Abend [Interludio III] (A. Magini)
21. Der Doppelgänger (H. Heine - F. Schubert - elab. A. Magini)
22. Du bist allein, fort ist die Erde [Interludio IV]
(A. Magini)
23. Die Krähe (W. Müller - F. Schubert - elab. A. Magini)
24. Nacht muss es sein… [Interludio V] (A. Magini)
25. Gesänge des Harfners II (J. W. Goethe - F. Schubert -
elab. A. Magini)
26. Endlich kam der Mond… [Interludio VI] (A. Magini)
27. In der Fremde (J. von Eichendorff - R. Schumann -
elab. A. Magini)
28. Es ist, als wäre ich überall zu spät gekommen
[Interludio VII] (A. Magini)
29. In der Frühe (E. Mörike - H. Wolf - elab. A. Magini)
30. Nacht muss es sein, dass Licht dir werde
[Interludio VIII] (A. Magini)
31. Denk’es o Seele (E. Mörike - H. Wolf - elab. A. Magini)
32. Hier war es so einsam… [Interludio IX] (A. Magini)
33. Zwielicht (J. von Eichendorff - R. Schumann - elab. A. Magini)
34. Du bist allein, fort ist die Erde, Nacht muss es sein,
dass Licht dir werde [Interludio X] (A. Magini)
35. Gesänge des Harfners III (J. W. Goethe - F. Schubert -
elab. A. Magini)
36. Die Sonne [Coda] (A. Magini)


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CD 3 (50'49")

JASA Suite d'inverno (10'48")

Luigi Attademo chitarra

01. Wunderlicher Alter…
02. Gefrorne Tropfen
03. Der Wind spielt
04. Am Brunnen vor dem Tore
05. Mein Herz ist wie erstorben
06. Ein Licht tanzt freundlich vor mir her
07. Eis und Schnee
08. Wie eine trübe Wolche
09. Fremd zieh ich wieder aus


UN BELLISSIMO SILENZIO * (39'00")
Frammenti dal romanzo di Sergio Givone "Nel nome di un Dio barbaro"

Laura Croce voce recitante - Luigi Attademo chitarra
Francesco Dillon violoncello

10. La vecchia Bumbass
11. Un frullo d’ali e via
12. L’sa lü
13. Un bellissimo silenzio
14. Un presentimento
15. Sol sui qui sai sobramar
16. Misericordia di Dio
17. La pendola
18. Puntualità
19. Il tempo
20. Saprò
21. Avanti allora!
22. La banderuola
23. Una mano sugli occhi
24. Lacrime roventi
25. C’è un tiglio
26. Il cappello
27. Il piede cerca la neve
28. Lo stagno
29. Foco fatuo
30. Paradiso in terra
31. Une très petite musique
32. Rumoroso silenzio
33. Lacerazioni
34. Vita e morte
35. Segni
36. Arabesco cristallizzato


* Il brano è concepito per un ascolto unitario;
la suddivisione in tracce ha il solo scopo di facilitare la ricerca delle singole parti

* The Composition is to be considered as a unit;
track numbers have been added only to ease the research of single passages.

Organico: Musica da Camera
CD1

OTTO
Stefano Malferrari pianoforte
Ivano Battiston fisarmonica

1551
Avi Avital mandolino
Ivano Battiston fisarmonica

LETTURE
(sopra “La distraite” e la “Muse-Plantine”
di F. Couperin)
Massimo Barrera violoncello
Francesco Gesualdi fisarmonica
Alessandro Magini percussioni "ad libitum"

UN DÍ VAGANDO - RICERCARE
Luigi Attademo chitarra
Francesco Gesualdi fisarmonica

1699
Alessandro Magini organo
Francesco Gesualdi fisarmonica


CD 2

CINQUE
(Preludio e variazioni all'Ombra delle idee)
Ju-Ping Song pianoforte

TOCCATA
Francesco Gesualdi fisarmonica

MARINESQUE
(Cinque canzoni mariniste)
Claudia Marie-Thérèse Hasslinger mezzosoprano
Stefano Malferrari pianoforte

MONDSCHATTEN
(Ombra di luna)
Claudia Marie-Thérèse Hasslinger mezzosoprano
Stefano Malferrari pianoforte/glockenspiel
Antonella Guasti violino
Francesco Dillon violoncello
Thuridur Jónsdóttir flauto


CD 3

JASA
(Suite d'inverno)
Luigi Attademo chitarra

UN BELLISSIMO SILENZIO
(Frammenti dal romanzo di Sergio Givone "Nel nome di un Dio barbaro")
Laura Croce voce recitante
Luigi Attademo chitarra
Francesco Dillon violoncello

MUSICA DA CAMERA

per DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEI CD
www.emavinci.it/artisti/magini/40013/40013a.html

Questa antologia raccoglie varie musiche cameristiche create nel decennio 1999-2009. Ampio spazio è dedicato alla fisarmonica, trattata sia come co-protagonista in singolari dialoghi con organo (1699), mandolino (1551), chitarra (Un dí vagando-Ricercare), pianoforte (Otto), violoncello (Letture), sia come strumento solista (Toccata). Anche la voce connota la struttura di questo progetto discografico: canto e recitazione trovano impiego in una piccola raccolta di cinque canzoni mariniste (Marinesque), in un vero e proprio melologo (Un bellissimo silenzio) e in una particolare composizione che alterna la forma del Lied a quella del melologo (Mondschatten); la dimensione teatrale attraverso la quale si manifesta il rapporto suono-parola, gioca un ruolo non secondario nell’impostazione drammaturgica di queste partiture. Completano la serie di registrazioni altre pagine solistiche dedicate alla chitarra (Jasa) e al pianoforte (Cinque)

CD1

OTTO
(2009) pianoforte (S. Malferrari), fisarmonica (I. Battiston).
Soffio e percussione, "aria e terra". Due “poetiche” del suono che si completano opponendosi, nel segno dei quattro elementi e di suggestioni ottonarie specularmente sviluppate nel corso dei quattro movimenti. La partitura, dedicata al virtuosismo di Stefano Malferrari e di Ivano Battiston, nasce anche dal desiderio di riunire in un unico quadro il mondo sonoro di due strumenti che, per lungo tempo, sono stati simbolo di differenti tradizioni culturali e artistiche.

1551
(2008) mandolino (A. Avital), fisarmonica (I. Battiston).
ManDoLIno (MDLI=1551).
Quasi un’improvvisazione, suggerita dalla personalità artistiche di Avi Avital e di Ivano Battiston. Un unico, ampio movimento – segmentato in nove sezioni concatenate - sviluppa, su un sistema modale, tipiche articolazioni dei due strumenti. La parte iniziale genera, in tre fasi, un dialogo contrappuntistico progressivamente trasformato in breve movimento danzante (quarta fase) che viene sospeso da una sorta di “adagio” centrale (fasi cinque e sei) dove il “canto” del mandolino si dilata su lunghe fasce armoniche della fisarmonica. Seguono due sezioni (fasi sette, otto) con funzione di transizione verso una ripresa (fase nove) del movimento iniziale.

LETTURE
(2006) violoncello (M. Barrera), fisarmonica (F. Gesualdi), “percussioni ad libitum” (A. Magini).
Concepita come musica di scena per “Il lettore a ore” (testo e regia di J. S. Sinisterra, Teatro Metastasio Stabile della Toscana), questa partitura è qui proposta come suite-variazione sui temi de "La distraite" (XVI Ordre) e de "La Muse-Plantine" (XIX Ordre) di François Couperin. Il primo tema viene scomposto attraverso una serie di variazioni che gradualmente lo trasformano nel secondo tema, rivelandone la nuova identità nel finale. Interagiscono saltuariamente con la fisarmonica e il violoncello alcune campane tibetane e un gong.

UN DÍ VAGANDO - Ricercare
(2005) chitarra (L. Attademo), fisarmonica (F. Gesualdi).
Il titolo allude a tre aspetti di un atteggiamento compositivo: “divagare” (“fantasticare”), “vagare” (procedere senza mèta), “ricercare” (anche nella sua antica accezione formale). La struttura armonica trae origine dal modello dell’accordatura della chitarra: sei sequenze di 7 suoni il cui materiale residuo genera sei code di 5 suoni. La diversa lettura di sequenze e code produce 26 microsezioni, nelle quali si “ricercano” varie modalità di interazione tra le sonorità dei due strumenti. Composto per il duo Luigi Attademo-Francesco Gesualdi.

1699
(2005) organo (A. Magini), fisarmonica (F. Gesualdi).
E´ la data di costruzione dell’organo Traeri (Oratorio dei Bardi, San Quirico di Vernio) usato per la registrazione. La composizione nasce dal soffio della canna centrale (mi b.) di questo strumento (e di altre canne di facciata inusualmente azionate) e dall’intenzione di confrontarlo con il “respiro dinamico” della fisarmonica di Francesco Gesualdi. Le caratteristiche tecniche dell’organo Traeri hanno inoltre stimolato una ricerca timbrica ed esecutiva tesa a proiettare il suono di un antico strumento meccanico in una dimensione quasi “elettronica”

CD2

CINQUE
(2007) pianoforte (Ju-Ping Song).
1 preludio (su sequenze settenarie e un pensiero a Ligeti) + 4 variazioni = Cinque movimenti intorno a “Le ombre delle idee” di Giordano Bruno. Le variazioni sviluppano, con diversi stili, le principali sezioni del preludio e si concludono retrogradando e contraendo il materiale iniziale.

TOCCATA
(2003) fisarmonica (F. Gesualdi).
Sottotitolo: "I penser folti, i mantici, i sospiri.../son specchi a gli occhi e mantici ai desiri": il primo endecasillabo è tratto dalle “Rime” (1480 ca.) di Serafino Aquilano, il secondo dall’ “Adone” (1623) di Giovan Battista Marino. Artificioso distico che riunisce simbolicamente estetiche ed epoche tra loro lontane, che vuol qui alludere alla componente principale di uno strumento già concepito da Leonardo - ma costruito nell’Ottocento - e che fa da dedica a un fisarmonicista nato nel tardo Novecento, Francesco Gesualdi, ispiratore di questa partitura.

MARINESQUE
(2001) mezzosoprano (C. M. Th. Hasslinger), pianoforte (S. Malferrari).
Un omaggio a Giovan Battista Marino, alla poesia marinista, alla preziosa e sonora vivezza di una lingua lontana. Il rapporto tra voce e pianoforte è inteso come un dialogo fra due protagonisti che, con pari intensità, mantengono una uguale “presenza scenica”. La partitura è dedicata a Claudia M. Th. Hasslinger e a Stefano Malferrari.

MONDSCHATTEN (Ombra di luna)
(1999), mezzosoprano e voce recitante (C. M. Th. Hasslinger), pianoforte (S. Malferrari), violino (A. Guasti), violoncello (F. Dillon), flauto (T. Jónsdóttír).
(Registrazione live, Teatro Magnolfi, Prato).
Mondschatten (Ombra di luna) è un viaggio poetico-musicale attraverso immagini e simboli della poesia romantica: testi di Goethe, Heine, Eichendorff, Moerike…sono qui riuniti per creare una nuova narrazione che, scorrendo tra l’alternarsi del giorno e della notte, del passato e del presente, racconta le visioni e i sogni del “poeta.” Le versioni poetico-musicali di questi testi - proposte da Schubert, Schumann, Brahms, Wolf - sono state scelte come punto di riferimento per sviluppare una partitura dove rielaborazioni strumentali e creazione di nuove musiche generano un’unica struttura compositiva. Dodici Lieder (che hanno come principio, mezzo e fine i tre Canti dell’arpista di Schubert-Goethe) sono tra loro collegati da passi recitati su testi tratti dai Lieder stessi o da altre poesie o racconti di scrittori romantici e post-romantici su musiche originali, al fine di ottenere una narrazione senza soluzione di continuità. Il passaggio dai Lieder agli interludi (e viceversa) avviene dunque senza nessuna interruzione. La realizzazione musicale degli “interludi” si basa sul materiale armonico e melodico dei Lieder scelti. Il testo finale, che ha funzione di coda, è il risultato di una selezione di versi tratti da ciascun Lied e ricomposti in un nuovo ordine per dar vita ad un ulteriore testo, inteso come simbolica sintesi di tutto il percorso. La strumentazione dei Lieder è stata concepita essenzialmente come “sottolineatura” delle voci interne, racchiuse nella scrittura pianistica originale, che emergono qui - con i diversi “colori” degli archi e del flauto - per dare rilievo a immagini e a simbologie poetiche. L’uso del pianoforte è condotto sul principio della “presenza-assenza”. A partire da "Citronenfalter im April", infatti, il pianoforte scompare e riappare, lasciando più o meno spazio agli altri strumenti che alternano la sottolineatura delle voci interne alla totale trasfigurazione timbrica. Il rapporto che si instaura così tra pianoforte e trio è inteso come ideale dialogo tra la potenza evocatrice dello strumento e la dimensione “visionaria” del contenuto poetico. Il “personaggio-pianoforte” gioca dunque ruoli diversi: da protagonista a “voce lontana”, fino alla sua totale trasformazione in “nuova-voce” – prodotta dall’uso della cordiera – che accompagna gli ultimi versi nella coda finale. [A. Magini, che ringrazia Claudia per avergli svelato molti segreti del Lied romantico]

CD 3

JASA
(2008) chitarra (L. Attademo).
Si tratta di una suite per chitarra solista dedicata a temi schubertiani e costruita ricomponendo il materiale originariamente approntato per il melologo “Un bellissimo silenzio”, tratto dal romanzo di Sergio Givone "Nel nome di un dio barbaro". Un grazie a Luigi Attademo per il prezioso aiuto nel definire la struttura finale della suite; a lui si deve inoltre la proposta della collaborazione con Givone per la realizzazione del progetto musicale ispirato al suo libro.

UN BELLISSIMO SILENZIO (Frammenti da un romanzo di S. Givone)
(2° versione, 2008) voce recitante (L. Croce), chitarra, (L. Attademo), violoncello (F. Dillon).
(Registrazione live, Teatro Magnolfi, Prato).
“Questa partitura, nasce dall’incontro con la chitarra e nello stesso tempo con la scrittura del filosofo-scrittore Sergio Givone. Ad una prima versione per chitarra e voce recitante, segue questa rielaborazione che vede in scena anche il violoncello. Magini legge il testo del secondo romanzo di Sergio Givone, "Nel nome di un dio barbaro", e ne attua una decostruzione narrativa che va a individuare due percorsi. Quello evocativo che, alludendo a episodi della storia narrata da Givone, esalta un’estetica e una poetica della contemplazione; e quello del viaggio – peraltro un filo rosso che lo stesso scrittore ha nascosto nella sua opera. Si tratta di un viaggio particolare, un ‘viaggio d’inverno’, che porta il lettore a confrontarsi oltre che con l’inverno del paesaggio, anche con la propria interiorità. Il richiamo a "Winterreise" di Schubert è esplicito e Sergio Givone dissemina volutamente riferimenti e citazioni ai testi del capolavoro schubertiano. Questo offre a Magini la possibilità di ricreare un percorso musicale – riscoprendo, attraverso l’uso del materiale tematico dei Lieder, i luoghi simbolici di questo viaggio schubertiano. Utilizzando alcuni gesti particolarmente propri della scrittura chitarristica e adottandone di nuovi, come nella citazione lontana (alla ghironda) dell’ultimo Lied "Der Leiermann", dove si fa uso dell’arco sulle corde della chitarra. La musica di Magini fa da specchio alle memorie della narrazione, che riemerge di tanto in tanto dal paesaggio sonoro, diventando ora aforisma, ora epigrafe, ora sogno.”
[L. Attademo]

Il melologo si divide in due parti: la prima (traccia 10), con funzione di prologo, mantiene le caratteristiche del racconto (una sintesi della storia de “La vecchia Bumbass”); la seconda (tracce 11-36) è una sorta di “diario di lettura”, una rubrica ove sono annotati “frammenti” del romanzo di Givone, che - svincolati da una specifica logica narrativa – si susseguono come appunti poetico-musicali. La destinazione originaria del melologo, il teatro da camera e la diffusione radiofonica, ha determinato la struttura, l’articolazione e i “tempi” della partitura, che hanno esigenze diverse da quelli del puro ascolto musicale.

Testi in lingua originale con traduzione in italiano-inglese.
Libretto italiano-inglese.


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CHAMBER MUSIC

This anthology collects various chamber music composed over a decade (1999-2009). Considerable space is devoted to the accordion; this instrument appears in unusual duets - with organ (1699), mandolin (1551), guitar (Un dí vagando - A day wandering/Ricercare), piano (Otto-Eight), cello (Letture-Readings) – as well as a solo instrument (Toccata). The human voice too, connotes the structure of this recording project: singing and acting appear in a little cycle of five songs (Marinesque), in a melodrama (Un bellissimo silenzio – A beutiful silence), and in a particular composition that alternates the form of the Lied and that of melodrama (Mondschatten-Moon shadows). The theatrical dimension through which the relationship between sound and word is expressed, plays a significant role in the dramaturgical approach of these scores. Two compositions dedicated to the guitar (Jasa) and piano solo (Cinque-Five) complete this recording.

CD 1

OTTO - EIGHT
(2009) piano (S. Malferrari), accordion (I. Battiston).
Breath and percussion, "air and earth." Two different points of view of the "poetry" of sound put into a complementary opposition. - The sign of the four elements and the suggestions of the number eight are specularly developed during the four movements. This score - dedicated to the virtuosity of Stefano Malferrari and Ivano Battiston - originates from the desire to unite the “sound worlds” of two instruments which for a long time have been symbols of two different cultural and artistic traditions.

1551
(2008) mandolin (A. Avital), accordion (I. Battiston).
ManDoLIn (MDLI=1551):
Almost an improvisation, as suggested by the artistic personality of Avi Avital and Ivano Battiston. One single large movement - segmented into nine linked sections – developed on a modal system using typical articulations of the two instruments.
The first part generates - in three phases - a counterpointal dialogue which gradually turns into a dance movement (fourth phase) that is suspended by a sort of central "adagio" (phases five and six), where the mandolin’s "singing" expands itself over the long “harmonic bands” of the accordion. The following two sections (phases seven, eight) act as a transition to a return (phase nine) of the initial movement.

LETTURE - READINGS
(2006) cello (M. Barrera), accordion (F. Gesualdi), percussion “ad libitum” (A. Magini).
Conceived as theatre music for the drama “Il lettore a ore” (“The reader by the hour”, written and directed by J.S. Sinisterra, Teatro Metastasio Stabile of Tuscany), this score is here proposed as a “suite of variations” on themes of “La distraite” (Ordre XVI) and “La Muse-Plantin” (Ordre XIX) by François Couperin. The first theme is split up through a series of variations that gradually transform it into the second theme, revealing the new identities in the final. Occasionally Tibetan bells and gongs interact with the accordion and the cello.

UN DÍ VAGANDO - ONE DAY WANDERING - Ricercare
(2005) guitar (L. Attademo), accordion (F. Gesualdi).
The title refers to three aspects of a compositional attitude: "wandering" ("dream"), "wandering" (proceed aimlessly), "ricercare-looking for" (intended in its original formal-musical sense). The harmonic structure comes from the model of tuning the guitar: six sequences of seven sounds which residual material generates six “codas” of five sounds. The different reading of the “codas” and the sequences produce 26 micro-sections, in which different ways of interaction between the sounds of both instruments are researched. Composed for the duo Luigi Attademo-Francesco Gesualdi.

1699
(2005) organ (A. Magini), accordion (F. Gesualdi).
1699 is the date of construction of the organ Traeri (Oratorio dei Bardi, San Quirico di Vernio) used for this recording. The composition is generated by “the breath” of the central pipe (E flat) and of other front-pipes set in an unusual way of this instrument. The intention is to compare the "breath" of the organ to the Accordion’s “dynamic breath”. The technical characteristics of this Organ have also stimulated a research of the “timbre” which aims to project the sound of an ancient mechanical instrument into “electronic dimensions”.

CD 2

CINQUE - Five
(2007) piano (Ju-Ping Song).
1 prelude (on a sequenze of septs, with a thought to Ligeti) and 4 variations = Five movements inspired by "Le ombre delle idee - The shadows of ideas" by Giordano Bruno. The variations develop - in different styles - the main sections of the prelude with a final retrograde contraction of the initial material.

TOCCATA
(2003) accordion (F. Gesualdi).
Subtitle: “I penser folti, i mantici, i sospiri… / son specchi a gli occhi e mantici ai desiri” ("The dense thoughts, the bellows, the sighs ... / are mirrors to the eyes and bellows to desires"). The first hendecasyllable is taken from "Rime - Poems" (1480 ca.) by Serafino Aquilano, the second from the “Adone - Adonis” (1623) by Giovan Battista Marino. This artificial couplet symbolically unites aesthetics and ages far apart, which means here to allude to the main component of an instrument, which already has been conceived by Leonardo, but has been constructed only in the nineteenth century, as well as to the fact that this composition has been inspired by and is dedicated to an accordion player born in the late twentieth century, Francesco Gesualdi.

MARINESQUE
(2001) mezzosoprano (C. M. Th. Hasslinger), piano (S. Malferrari).
It’s an Homage to Giovan Battista Marino, to his poetry, to the precious and sonorous vividness of a distant language. The relationship between voice and piano is conceived as a dialogue between two protagonists who, with equal intensity, maintain the same "stage presence". The score is dedicated to Claudia M.Th. Hasslinger and to Stefano Malferrari.

MONDSCHATTEN – Moon shadows
(1999), mezzosoprano and "voce recitante" (C. M. Th. Hasslinger), piano (S. Malferrari), violin (A. Guasti), cello (F. Dillon), flute (T. Jónsdóttír).
Mondschatten (Moon shadows) is a poetic and musical journey passing through images and symbols of romantic poetry: texts of Goethe, Heine, Eichendorff, Moerike ... were joined to create a new narrative flowing between the alternation of day and night, past and present telling about the visions and dreams of "the poet". Poetic-musical versions of these texts - proposed by Schubert, Schumann, Brahms, Wolf - were chosen as a reference point for developing a score where instrumental re-elaboration and creation of new music generate one single compositional structure. The twelve songs (which start, climax and end with the three “songs of the harpist” by Schubert-Goethe) are linked by recited passages drawn from the song-lyrics as well as from poems and texts by other romantic and post-romantic writers, underlayed by original music, in order to create a continuos narration. The change from the songs to the interludes (and vice versa) therefore happens without any interruption. The realization of the musical "interludes" is based on the harmonic and melodic material of the songs chosen. The final text, which has the function of a “coda”, is the result of a selection of verses chosen from each song-lyric and re-assembled in a new order, to give life to a new text, to be understood as a symbolic synthesis of the entire journey. The instrumentation of the songs is conceived essentially as "emphasis" of the enclosed inner voices of the original piano-part, which emerge here - with different "colors" given by the strings and the flute - to add emphasis on the poetic images and symbols. The use of the piano is conducted on the principle of "presence-absence". From “Citronenfalter im April”, in fact, the piano appears and disappears, leaving more or less room for the other instruments which alternate the underlining of the inner voices with a totally transfigurated timbre. The relationship “trio-piano” is designed as an ideal dialogue between the evocative power of the instruments and the visionary dimension of the poetic content. The "character-piano" plays many roles: from “leading instrument” to "distant voice" to its total transformation into a "new-voice" - produced by the use of the piano-chords as an percussion instrument - which accompanies the last verses in the final coda. [A. Magini, who thanks Claudia for having revealed to him so many secrets of the romantic Lied]

CD 3

JASA
(2008) guitar (L. Attademo).
This suite for solo guitar is dedicated to musical themes by Franz Schubert; it is costructed re-assembling the musical material originally composed for the melodrama "Un bellissimo silenzio - A beautiful silence" drawn from the novel by Sergio Givone “Nel nome di un Dio barbaro - In the name of a barbarian god”. Thanks to Luigi Attademo for his precious help in defining the final structure of the suite, and for having proposed the cooperation with Givone to develop the musical project inspired by his book.

UN BELLISSIMO SILENZIO - A BEAUTIFUL SILENCE
(Fragments of a story by S. Givone) - (2nd version, 2008)
narrator (L. Croce), guitar (L. Attademo), cello (F. Dillon).
(Live recording, Teatro Magnolfi, Prato).
"This score is originated by the encounter with the guitar and, at the same time, with the work of the philosopher and writer Sergio Givone. The first version for guitar and speaker, is now followed by this one, adding also a cello. Magini reads the second novel by Sergio Givone, “Nel nome di un Dio Barbaro - In the name of a barbarian god”, carrying out a narrative deconstruction identifying two distinct paths. One evocative, which alludes to episodes of the story told by Givone, exalts the aesthetics and poetics of contemplation; The other, the one of “the journey” may be considered a sort of “fil rouge” hidden by the writer in his work. This very special trip is a 'Winter Journey', which leads the reader to deal with the winter landscape, as well as with his own inner life. The reference to Schubert's Winterreise is explicit and Sergio Givone deliberately disseminates quotations and references to the lyrics of Schubert's masterpiece. This offers to Magini the possibility to recreate a musical course – re-discovering, through the use of thematic material of the songs, the symbolic places of Schubert’s Journey. Using some of the specific gestures of composing for guitar and adopting new ones, like in the far off quotation (like a hurdy-gurdy) of the last Lied “Der Leiermann”, using a bow on the guitar strings. Magini's music acts as a mirror to the memories of the narration, which emerges from time to time out of the soundscape, now becoming an aphorism, now an epigraph, now a dream. " [L. Attademo]

The melodrama is divided into two parts: the first (track 10), acting as a prologue, retains the characteristics of the story (a summary of the history of "Old Bumbass"), the second (tracks 11-36) is a kind of "reading diary", a section where there are annotated "fragments" of Givone’s novel, which - released by a specific narrative logic - follow each other like poetic and musical notes.
The original purpose of the melodrama was creating a sort of “chamber theater” as well as radio broadcasting. This fact, as those particolar art forms have different needs than those of pure music listening, determined the structure, articulation and "timing" of the score.
(Translation: Claudia M. Th. Hasslinger)

Original text of the lyrics with italian and english translation.
Libretto in italian and english.

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