EMA CANTICAE
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SPAZIOXTEMPO

Marco Bagnoli
24 Maggio 2008
Piantagione Paradise
Bolognano.PS

Levinas dice: “... numeri, 11, 24-29, dove a Mosè vengono affiancati settanta anziani per alleviargli il compito. Questi versetti sono commentati - o orientati o spiegati - da un midrash che si trova a pagina 17a del
trattato Sanhedrin: tutte le tribù di Israele devono, a ugual titolo, essere rappresentate tra questi settanta anziani; ma questo numero non è divisibile per sei; Mosè avrebbe quindi raccolto settantadue nominativi
e, per conoscere la volontà divina, proceduto a un sorteggio. Due schede bianche resero possibile la sottrazione necessaria. «Eldad e Medad restarono all'accampamento» (versetto 26) e settanta anziani si riunirono attorno alla «Tenda del convegno». Ma mentre questi ricevevano lì «lo spirito di Dio» e profetizzavano (versetto 25), i due esclusi si mettono a profetizzarenell'accampamentostesso da cui non erano usciti. Il midrash aggiunge che essi si trovavano all'accampamento a causa della loro estrema umiltà: essi non si sarebberoritenuti degni della profezia. Sicuramente il Talmud così vuole suggerire che i due veri eletti erano gli esclusi. Sarebbe allora l'umiltà che permette di meritare «lo spirito di Dio» e la profezia, oppure sarebbe già essa stessa questo spirito e questa profezia? Spirito e profezia di Eldad e di Medad che si diffondono in tutto l'accampamento e scandalizzano Giosuè (Numeri, 11,27-28), ma non è questa la profezia stessa che Mosè augura a tutto Israele (versetto 29), come se lo spirito di Dio generato dall'umiltà fosse l'umanità stessa dell'uomo? Ecco che qui ritorna
ancora il nostro tema della kenosi identico alla spiritualità dello spirito! Questa profezia può avere un termine nella storia? Il versetto
25 del capitolo 11 - riportando la profezia dei settanta anziani «ammessi dal sorteggio» menzionato dal midrash - fa seguire alle parole «essi profetizzarono» le parole «yelo yassafu», che vengono tradotte con: «ed essi non continuarono (a profetizzare)». Furono profeti per un giorno o per una volta soltanto. E il midrash oppone loro Eldad e Medad,
che profetizzavano senza mai perdere il dono della profezia! E Corbin dice: “L'Arca di Noè non è semplicemente una 73a arca nell'ordine aritmetico», ma l'unico centro. Le 72 cessano di essere dei veli allorchè, a partire
dall'una o dall'altra, si raggiunge il centro. Il problema non è di passare, di «convertirsi» da una casella a un'altra, bensì di
raggiungere il centro, perchè solo il centro invera l'insieme e ognuna delle 72 caselle. Essere nella verità significa aver raggiunto il centro (la compresenza del centro di cui già è stato detto). Questo vuol dire prendere posto nell'Arca di Noè. Ci si può imbarcare da ciascuna delle 72 caselle, esse sono fatte proprio per questo. Ora, se chiediamo al filosofo come possa effettuarsi questo passaggio, avremo in risposta che si tratta di riprendere il dialogo fra Socrate e Zenone nel “Parmenide”.
Integrazione dei «più» nell'Uno, che salva dal disordine e dal caos. Irradiazione dell'Uno nelle unità”
Il Giardino sono tutti gli alberi del giardino, ma è anche, singolarmente, l’Albero che Dio pianta nel centro del giardino. Questo Albero è poi l’Uomo Primordiale o Universale, l’Adam Cadmon. Gli alberi, l’Albero e l’Uomo tutti insieme sono il Giardino.
(Fulvio Salvadori)

foto di Gino di Paolo
ti capisco Luca che sei artigiano come me, ma che vivi nel bosco con gli uccelli, che il tuo strumento è il settantatreesimo, ma l’unico centro con due corde in meno (Marco Bagnoli)
LA TROMBA DEGLI ANGELI
BANDA ROSSA

DiVolo&Tancredi
performer-musicoreuti

Esiste una possibilità pressochè illimitata di “trattare” idee e concetti sotto forma di immagini. Ma è solo attraverso l’elemento vibratorio, verbo o pneuma che si voglia chiamare, che il Tempo irrompe nello Spazio del concetto e lo anima.
Poiché, anche se Dinamica e Agogica possono essere percepiti da un’intuizione cinestetica, solo l’esperienza temporale, l’incarnarsi dell’idea attraverso il pneuma, può rendere la pienezza del vissuto.

Musicoreuta

La natura vibratoria degli eventi si organizza culturalmente in sistemi che assumono nomi diversi al variare dell’intensità della frequenza: luce, colore, suono, alternanza, scuotimento; il Musicoreuta opera sulle relazioni fra questi sistemi.
Il procedimento tecnico posto in opera si propone come strategia di recupero della piena vitalità espressiva dell’azione attraverso una consapevolezza corporea disciplinata nell’uso della proporzione in relazione ai vari piani vibratori.
La performance del Musicoreuta appare come un’elaborata polifonia di voci molteplici spesso dissonanti, di comportamenti, di idee pensate più volte nella storia dell’umanità in luoghi e tempi diversi, nate e tramontate nell’alterna vicenda di memoria e oblio.
Da questo terreno di stratificazioni concettuali e tradizioni comportamentali osmoticamente incrociate, scaturisce un’analoga prospettiva di recupero organologico che incrocia fra loro strumenti, desueti o creati ex novo, con prassi esecutive eterogenee.
Il contenuto onirico e paradossale ma al tempo stesso maniacalmente strutturato fonda un’estetica in cui etica della memoria e responsabilità di un modo di sentire si sostituiscono drasticamente al “senso del bello”.
Come lo spazio vuoto fra le colonne determina il senso del colonnato, così il Musicoreuta rivela, nel corrispettivo intervallo temporale che separa un gesto sonoro dall’altro, proporzioni e modelli archetipici: Pitagora, Fibonacci, Galton, Prahnayam e modula in un corpo dinamico le figure dell’inconscio, l’eterno presente (Luca di Volo)

foto di Renata Scali
Sulla Vigna
... l’orientamento della Vigna

- il progetto "Arboretum" è stato posto sul campo con il vertice della X orientato a Nord

- "Opera della Vigna" ha visto ruotare questo vertice di 45° gradi e formarsi sui quattro poli magnetici quattro porte (N. S. E. O.)

- Le “Viti piantate” volgono il volto al mezzogiorno della prima quindicina di Agosto
(Giuseppe Scali)

Bolognano
THIRD
FREE INTERNATIONAL FORUM
(IL LUOGO DELLA NATURA)

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