Eleven Shades

Light Side

Helgoland

Dubliners

The Gate of Hell

L’Uomo dei boschi

Il più lungo giorno

SAMO©

Bach and Back

Against the Tide

Fluctus

Mindchambers

Undici tracce, come undici corde.

Christian Lavernier Soñada guitar

Eleven Shades nasce da questa corrispondenza semplice e necessaria: ogni corda della Soñada apre una possibilità, ogni possibilità diventa forma, ogni forma si trasforma in un’ombra diversa del suono.

Non si tratta di undici brani isolati, ma di undici attraversamenti. Light Side inaugura il percorso come un taglio nella materia sonora: un gesto che non distrugge, ma lascia passare la luce. Da lì il suono si espande, si riflette, si interroga. In Helgoland la struttura si piega su se stessa, specchio e inversione, come un pensiero che cerca ordine nel paradosso. Dubliners introduce il movimento della coscienza, il fluire urbano e mentale che non si lascia mai afferrare del tutto.

Con The Gate of Hell il suono si fa materia più densa, quasi scultorea: entra, scivola, si deforma, senza mai chiudersi davvero. Le due pagine dedicate a Dino Campana — L’uomo dei boschi e Il più lungo giorno — aprono invece una dimensione più intima, dove la scrittura si avvicina al gesto poetico, fragile e necessario, come una voce che cerca il proprio spazio nel mondo.

SAMO© introduce una frattura: segni, simboli, grafie alternative, una scrittura che rifiuta la fissità e lascia all’interprete il compito di attraversarla. In Bach and Back il tempo si piega in un dialogo continuo tra memoria e invenzione, tra struttura e libertà, senza mai risolversi definitivamente.

Against the Tide è resistenza pura: non un racconto, ma una tensione interna alla materia ritmica, un avanzare contro una forza invisibile. Fluctus porta invece il suono verso una dimensione fluida, architettonica, in cui ogni forma nasce dal movimento stesso che la attraversa. Infine, Mindchambers chiude il percorso come un pensiero sospeso: breve, fragile, quasi impercettibile, ma capace di aprire uno spazio interiore.

In tutto il disco la Soñada non è solo uno strumento, ma un territorio ancora in formazione. Le sue undici corde non ampliano semplicemente l’estensione: modificano il modo stesso di pensare il suono, costringono a cercare nuovi equilibri, nuove tensioni, nuove fragilità.

Eleven Shades è il risultato di un lungo processo, fatto di tentativi, resistenze, smarrimenti e scoperte. Non cerca una sintesi definitiva. Piuttosto, lascia intravedere undici possibilità — undici modi diversi di abitare il suono — sapendo che, oltre ciascuna di esse, resta sempre qualcosa che non si lascia dire, ma solo ascoltare.

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