matteo venturini
DIE DEUTSCHE ORGEL
l'organo nell'eredità tedesca

Presentazione

L’organo nell'eredità tedesca

Se in ogni tempo e luogo l'afflato religioso ha trovato espressione privilegiata nel ritmo e nel suono, in Germania la musica ha assunto, tra XVII e XIX secolo, un posto mai riconosciuto prima attraverso la monumentale opera di compositori come Buxtehude, J. S. Bach, Mendelssohn e Karg-Elert. Assai diversi per collocazione storica e per temperamento, questi compositori esprimono la felice continuità di una tradizione che ha nell'organo quello strumento privilegiato in cui l'esigenza formale della varietà di colore e di scansione ritmica si unisce al gusto polifonico non solo del periodo barocco ma anche di quello romantico che richiede di prendere spunto da un medesimo accenno melodico. Così, Matteo Venturini, organista formatosi alla grande scuola di Klemens Schnorr, ci propone in questa incisione uno spaccato originale e fecondo di questa tradizione tedesca che non finito di rivelarci i segreti di una invenzione musicale e, al contempo, pervasa da una fisionomia autonoma e ricca di blocchi dialettici, così particolari dell'arte organistica quale si è sviluppata nella celebre "scuola del Nord".

L'architettura musicale e la grande libertà immaginativa di Buxtehude, l'originale impiego della scrittura contrappuntistica da cui scaturisce l'inimitabile melodia di Bach, l'intimismo e la soggettività espressiva di Mendelssohn, l'impressionismo fino ai limiti dell'atonalità di Karg-Elert, sono il mondo organistico che Matteo Venturini esplora con grande capacità di immedesimazione e, allo stesso tempo, di un'accattivante libertà interpretativa, senza mai rinunciare a quel rigore che lo stile musicale dei compositori esige e trasfigura.

Carmelo Mezzasalma

Istituto di Alti Studi Musicali 'L. Boccherini' di Lucca

© 2010 ema records 70030

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