San Miniato è una pittoresca cittadina, ricca di opere d’arte e di tradizioni culturali, situata al centro del Valdarno inferiore, in provincia di Pisa, su un’altura panoramica a sud del fiume Arno. Sede vescovile dal 1622, San Miniato conserva preziose testimonianze di arte organaria, documentate dalla contemporanea presenza, in passato, di almeno undici organi. All’inizio degli anni Novanta, nella Biblioteca del Seminario Vescovile sanminiatese, Paolo Morelli rinvenne una raccolta manoscritta di musiche del Sette-Ottocento per organo e cimbalo contenente in tutto 57 brani, dei quali 53 per organo (2 incompl.) e 4 per cembalo (uno incompl.). La parte organistica è stata concepita o adattata in funzione della pratica liturgica del tempo. Quasi tutti i brani sono destinati ai tre momenti organisticamente più significativi della messa; ampi spazi dove l’organo, sostituendosi alla schola, poteva e doveva intervenire in modo adeguato: l’offertorio, l’elevazione e il postcommunio. Tanto sono connessi questi tre momenti, da poter diverse volte supporre che i brani ad essi corrispondenti siano nati come tempi di una sonata unitaria, da utilizzare nell’ambito di una stessa celebrazione. Per confermare la presenza implicita di sonate in tre tempi, si dovrebbero verificare, secondo noi, almeno due condizioni: che l’autore sia lo stesso per tutti e tre i pezzi; che esista un rapporto tonale fra i brani del tipo x x x o x y x, dove, per lo più, y è il V. Possiamo dunque individuare i nn. 1, 2, 3, cd 1 di L. Biagiotti, Toccata - Elevazione - Postcommunio (Fa - Fa - Fa); i nn. 1, 2, 3, cd 2 di G. Rigogli, Offertorio - Elevazione - Postcommunio (Sib - Fa - Sib); i nn. 7, 8, 9, cd 2 di A. Valenti, c.s. (Do - Sol - Do); i nn. 20, 21, 22, cd 2 di L. Biagiotti, c.s. (Sib - Sib - Sib). Ad ogni modo, gli altri brani tendono ugualmente a riunirsi in pratici gruppi di tre, mantenendo almeno la canonica successione offertorio - elevazione - postcommunio. Lo stile, abbandonata la vecchia pratica contrappuntistica a tutto vantaggio dell’armonia e della linea melodica superiore, come allora di consueto, s'impronta al gusto imperante del teatro in musica (matteo venturini)
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